Bireli Lagrene – Standards (1992)

29 Mar

Artista/Gruppo: Bireli Lagrene
Titolo: Standards
Anno: 1992

Spesso il Jazz si guarda alle spalle, la storia non è certo scritta per essere messa da parte, cionondimeno, comunque, spesso si ha l’impressione di non poter più ripercorrere le tracce dei grandi maestri del passato. Django Reinhardt, Stephane Grappelli, Charlie Parker, menti ed esecutori geniali di strali di memoria jazzistica che, in parte il free jazz, totalmente il fusion, hanno contribuito a superare.

In questo album, registrato negli Studio Davout di Parigi nel 1992 e pubblicato l’anno successivo, Bireli Lagrene dimostra di aver fatto tesoro di quel passato autentico, ricco di spunti da poter rivisitare e raccontare a quanti come noi oggi hanno modo di avvicinarsi a generi jazzistici un po’ ruvidi al primo ascolto, come lo swing.

Ma anche per quelli come lui, che è nato nel 1966 e che di Django ne aveva sentito parlare solo dal padre. “Standards” offre a chi si avvicina per la prima volta al jazz del passato una visuale, certo personale e soggetta alla modernità, ma comunque ancorata alle radici di quel fecondo periodo in cui vi erano a confronto le scuole di New York, Chicago e New Orleans. Coadiuvato dal basso di Niels-Henning Orsted Pedersen e dal basso elettrico di Dominique Di Piazza, oltre che dal sapiente campionamento percussionistico di Andre Ceccarelli, forse il più noto tra questi, Bireli Lagrene da buon francese come Django Reinhardt è stato da tutti considerato la sua reincarnazione moderna.

Ma grazie anche alla sua origine Sinti mescola al jazz uno stile che a volte si avvicina ai ritmi zigani tanto cari alla sue radici etniche. Ma in queste incisioni da il meglio di se proprio laddove si trova ad affrontare temi storici come C’est si bon, di Henri Betti, o Ornithology, di Charlie Parker. In quest’ultimo brano la chitarra di Lagrene entra in un secondo tempo, lasciando inizialmente l’apertura al solo batteristico, per addentrarsi poi su soli di scale rese celebri nei ’60 dall’urlo nervoso del sax di Parker.
Ma, non da meno, e in chiave più moderna, Lagrene affronta brani come Softly, as in a morning sunrise, dove alle gocce di suono emesse dalle corde della sua Yamaha ben si interpongono i soli del basso elettrico di Di Piazza e i controtempi della batteria. Lo stesso dicasi per Donna Lee, o per Autumn Leaves, versione americana della pluriabusata canzone popolare francese Les feuilles mortes (le foglie morte), in cui, nel tratto centrale del brano, interagisce in un crescendo fatto di richiami tra gli strumenti in autentico swing style.

Il sapiente uso di accordi a frapporsi tra un solo e l’altro, se da un lato sembrano lasciare intendere la presenza di un’altra chitarra, che non c’è, dall’altro, grazie alla grande velocità di esecuzione, rendono al meglio l’idea dell’accuratezza con cui fin dalla più tenera età il chitarrista ha condotto lo studio delle scale Reinhardtiane.

Infine How insensitive (Insensatez), rende giustizia all’altro grande genere, oltre al Gipsy, di cui Lagrene si è interessato lungo la sua carriera, e cioè la Bossa Nova. I ritmi si fanno più lenti e marcati, l’atmosfera cala di intensità in un chiaroscuro che avvolge l’ascoltatore e riporta indietro ad Antonio Carlos Jobim, a Joao Gilberto. Segue Nuages, stessi presupposti. Altri 4’27” per tornare indietro nel disco, fissare in mente i momenti, prendere un disco a caso di Reinhardt e ricominciare.

E se del grande maestro ci colpiranno le registrazioni fatiscienti, la chitarra semiacustica dal un po’ suono metallico, non importa: alla fine ci accorgeremo che sono passati cinquant’anni ma è come se Django sia ancora tra noi.

Non è facile giocare con il passato senza scottarsi. Lagrene ci riesce e oltre a non scottarsi, dimostra ancora una volta che è possibile guardare indietro senza cadere nella banalità, restando originali. Non è da tutti. Voto: 8

Tracce:

C’Est Si Bon
Softly, As in a Morning Sunrise
Days of Wine and Roses
Stella by Starlight
Smile
Autumn Leaves
Teach Me Tonight
Donna Lee
Body and Soul
Ornithology
How Insensitive (Insensatez)
Nuages

Sidistef

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