Francesco De Gregori – Alice Non Lo Sa (1973)

29 Mar

Artista/Gruppo: Francesco De Gregori
Titolo: Alice Non Lo Sa
Anno: 1973

Dopo tanta musica inglese, o comunque straniera, imbattersi in album cantautoriali italiani potrebbe risultare per certi versi noioso, austero, riduttivo. Ma credo che la cosa bella di alcune perle come Alice non lo sa di Francesco De Gregori, registrato nello Studio 38 di Roma nel 1973, stia proprio nell’intreccio, nella comunanza che nasconde dietro una semplice track list. A partire dall’enorme quantità di artisti presenti in formazione, visto che spesso i cantautori italiani tra gli anni ’60 e ’70 erano usi affidarsi a una band di occasione.

In questo album, tra i più belli e coinvolgenti della carriera di De Gregori, una parte da leone la svolge Edoardo De Angelis, quello di «Te la ricorda Lella quella ricca, la moje de Proietti er cravattaro…», per intenderci. Una specie di Mogol meno evoluto, in cui la sua forte impronta la si trova soprattutto in La casa di Hilde. Ma che bellezza questo brano! Tra i più riusciti dell’album.

Difficile farlo capire agli stranieri che non capiscono l’italiano, ma tra melodie ormai desuete, comunque di struggente malinconia, uggiosa, plumbea direi, l’autore ci porta all’interno di un ambiente in cui la figura di Hilde che suona la cetra entra a pieno diritto tra i pezzi di storia della canzone italiana, oltre a integrarsi alla perfezione con le arie di tutto l’album, sorrette dagli archi diretti dal maestro Zito.

In tutte le tracce, un contributo notevole lo forniscono i Blue Morning, gruppo con in testa il chitarrista blues Roberto Ciotti e che proprio in quello stesso anno si apprestava a pubblicare il suo disco omonimo prodotto niente meno che da Antonello Venditti. Testimonianza della grande tradizione musicale romana del periodo, da Battisti allo stesso Venditti, dal beat al blues, al prog, inserendo la canzone d’autore in quel filone florido in cui contemporaneamente, oltre allo stesso Venditti, si andavano ad affermare gruppi anche differenti tra loro, come il Banco del Mutuo Soccorso o i Pooh. Impossibile cadere nel banale quando si cerca di raccontare Alice, la prima traccia del disco.

Più che altro restano indelebili i flashback dell’infanzia, di canzoni sentite e risentite dai nostri genitori, quando noi trentenni di oggi allora avevamo solo una preoccupazione per il capo ed era quella di giocare. Giocavamo e ascoltavamo quello che ci passavano. Qualcuno è stato più fortunato di altri e ha conosciuto in età puerile Deep Purple, Led Zeppelin e chissà quanta altra crema del genere. Io non mi lamento e pongo anche questo album tra le perle della giovinezza, tra quei dischi che meritano un posto tutto particolare nella propria collezione.

Un tributo alla musica italiana quindi e alla sua cultura, in cui De Gregori mette soprattutto l’accento agli ambienti familiari, alla tradizione e alla sua passione per la storia. Da 1940, in cui l’autore ci porta fino alle porte di Parigi, appena occupata dalle truppe tedesche del Terzo Reich, fino a Saigon, in quella sanguinosa guerra indocinese che di lì a due anni sarebbe finita e avrebbe ispirato migliaia di artisti successivamente, dalla musica alla cinematografia. Nel mezzo di una cura degli arrangiamenti senza eguali e a mio avviso superiore anche a quella di un altro grande capolavoro di De Gregori, Bufalo Bill, in cui invece emerge una vena più blues, più grezza e autentica, ma ormai dimentica del patrimonio che Bob Dylan aveva devoluto al genere.

Non c’è differenza di sensazioni tra musica alta e popolare, folk o classica, quando di mezzo ci sono i ricordi, i sentimenti. Qui non si tratta tanto di tecnica o stile, difficile inserire musica italiana di questo tipo in un contesto globale. Si tratta piuttosto di giudicare un’emozione e io non posso dare meno di 8 a questo album, perché attraverso le sue note mi fa viaggiare indietro nel tempo e con le sue parole mi proietta in mondi lontani e ovattati dal resto del mondo che mi circonda.

Track list:
Alice
1940
Le strade di lei
Suonatori di flauto
Buonanotte fratello
Sono tuo
I musicanti
La casa di Hilde
Il ragazzo
Irene
Marianna al bivio
Saigon

Artista
Francesco De Gregori – chitarra

Altri musicisti

Baba Yaga – cori
Blue Morning
Roberto Ciotti – chitarra elettrica
Maurizio Giammarco – flauto dolce
Alfredo Minotti – batteria, cembali
Sandro Ponzoni – basso
Alvise Sacchi – campanelli, campanacci, birimbao elettrico
Maurizio Bigio – chitarra 12 corde, banjo
Massimo Buzzi – batteria
Sandro Centofanti – pianoforte
Luciano Ciccaglioni – chitarra folk
Edda Dell’Orso – voce soprano
Franco Di Lelio – armonica
Marcello Feliciani – oboe
Pierino Montanari – basso
Aldo Pizzolo – pianoforte
Massimo Rocci – batteria, tumbas, bongos
Mario Scotti – basso
Jimmi Tamborelli – chitarra classica
Renzo Zenobi – chitarra folk
Edoardo De Angelis – seconda voce in Saigon (non accreditato in copertina)
Archi diretti dal maestro Luigi Zito

Sidistef

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