Clarence “Gatemouth” Brown – Blues Collection n.35 (1993)

30 Mar

Artista/Gruppo: Clarence “Gatemouth” Brown
Titolo: Blues Collection n.35 – Just Got Lucky
Anno: 1993

«Clarence hai una bocca che è un cancello per quanto chiacchieri…». Deve essere stato un rimprovero del genere, proferito dal suo insegnante in tenera età, a portare Clarence Brown ad assumere più tardi il nomignolo d’arte di “Gatemouth”. Noto nel panorama blues per la sua predilezione a suonare qualsiasi strumento, dalla viola al mandolino, dal violino alla batteria, ma soprattutto famoso per il suo stile chitarristico.

Quattro anni dopo la sua morte, avvenuta per un cancro ai polmoni, a seguito delle evacuazioni dopo l’uragano katrina, che devastò nel 2005 la Louisiana, quattro anni più tardi CGB verrà riconosciuto come uno dei primi ad aver utilizzato il capotasto mobile sulla chitarra. Ha dato tanto a molti chitarristi blues, fonte di ispirazione per Albert Collins o J.J. Cale, e ha ricevuto altrettanto dalla storia del Blues, donando in cambio un’immensa discografia che si dirama dalla fine degli anni ’40 fino agli anni ’90. La caratteristica del suo suono è la commistione dei più differenti generi di blues, dal Delta al Cajun.

Del primo lo si percepisce in brani come . Per questo nel 1982, grazie all’album Alright Again! vinse il primo Grammy Award per il miglior album di blues tradizionale. Quando si è stufi di mettere dischi di Albert King o B.B. King, allora si può passare tranquillamente alle incisioni di Clarence “Gatemouth” Brown, perché il modo di cantare, di suonare la sua Gibson Firebird (ma molte incisioni portano il suono più aggressivo e ruvido della Telecaster o quello piccante della Gibson L5s) ricalcano in maniera a volta anche eccessiva la strada tracciata da questi due giganti del genere.

La raccolta in questione, il numero 35 della colossale Blues Collection (pubblicata nel 1993 dalla Orbis De Agostini e reperibile ormai soltanto su internet in formato mp3), raccoglie soprattutto tracce del periodo centrale della carriera del chitarrista nero. Accompagnato dal piano e da un sax alto, che conferisce ai pezzi un’impronta a tratti molto swingeggiante, in altri frangenti è il boogie woogie a farla da padrone. Del resto CGB deve essere molto attaccato alle origini del rock’n’roll, se è vero che in alcune tracce si sentono accenti e pezzi di testo che riportano agli anni ’50 contrassegnati da Bill Haley and the Comets, Gene Vincent, Lerry Lee Lewis.

In questa più che in altre raccolte o album emerge la vena blueseggiante dell’artista con un suonato eclettico, altalenante e personale. In cui il vero fulcro sta nell’equilibrio tra gli strumenti. “Gatemouth” infatti, nonostante tutto, non sembra mai tendere a prevalere sui suoi colleghi della band. È per questo che nascono brani lussuosi come Choo Choo Boogie, Let the Good Times Roll e Ain’t That Just Like a Woman. Tuttavia, se è la fusione di generi l’arte prediletta dal nostro, quello che non sembra per niente essere scalfita è la struttura del suo blues.

Breve intro (ma a volte anche di una quarantina di secondi), pezzo centrale con solo, verso di chiusura con solo finale, anche se spesso quest’ultimo cede il passo a una fine assonanzata tra i diversi componenti melodici del brano (piano, armonica, violino, sax). Lineare, rispettoso dei parametri classici, da Robert Johnson in poi. In Slow Down l’influenza del padre del blues del Delta si fa esplicita, quasi un tributo all’intramontabile Stop Breaking Down The Blues (rifatta recentemente anche da Eric Clapton).

Voto: 7,2. E’ una raccolta che ci fa conoscere CGB sotto l’unico profilo chitarristico, sebbene di lui si ricordano molte incisioni con violino e armonica. Tuttavia è un buon compromesso per un primo inizio, dopodiché spetta a voi approfondire. Lo consiglio soprattutto a quanti, stufi del solito blues, vogliono scrutare le sfumature che nella storia di questo genere musicale hanno prodotto i musicisti più predisposti alla sperimentazione e alla fusione di stili e generi diversi ma assimilabili.

01. Ain’t That Just Like A Woman
02. Sad Sad Hour
03. Choo Choo Boogie
04. Slow Down
05. She Winked Her Eye
06. Justice Blues
07. Salt Pork West Virginia
08. Taking My Chance
09. Ain’t Nobody Here But Us Chickens
10. Just Got Lucky
11. Cold Storage
12. Pressure Cooker
13. Let The Good Times Roll

Sidistef

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Una Risposta to “Clarence “Gatemouth” Brown – Blues Collection n.35 (1993)”

Trackbacks/Pingbacks

  1. Clarence “Gatemouth” Brown – Solid Gold Plated Fool (1995) « The Book Of Saturday - agosto 28, 2011

    […] avevo già parlato di Clarence “Gatemouth” Brown, chitarrista morto soltanto sei anni fa, ma che ha lasciato un’impronta indelebile nel modo […]

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