Yo Yo Mundi – Percorsi Di Musica Sghemba (1996)

30 Mar

Artista/Gruppo: Yo Yo Mundi
Titolo: Percorsi Di Musica Sghemba
Anno: 1996

Immagine

La musica italiana ancora al centro delle mie riflessioni. Ma stavolta parliamo di folk. Non di musica popolare in senso pieno del termine, quanto delle influenze che le perlustrazioni stilistiche del nostro paese hanno conferito negli anni a questo genere. Dalla canzone dei popoli, alla canzone per i popoli. Gli Yo Yo Mundi sono un gruppo che nasce sul finire degli anni Ottanta e che durante la loro decennale carriera si mescola con artisti e gruppi anche precedenti, dai CCCP ai CSI, ai Per Grazia Ricevuta. Questo è il loro secondo lavoro e segue quello dell’album d’esordio La diserzione degli animali del circo.

Evidenti al primo ascolto le tendenze che a questo genere è debitore il rock alternativo, politico, impegnato, di band quali i Marlene Kuntz. In questo caso però avviene l’opposto e sono gli Yo Yo Mundi ad esser più che inclini alle sonorità della band cuneese, di cui il bassista Gianni Maroccolo ne è il tramite avendo con loro lavorato nei primi anni Novanta, quando gli YYM vagavano tra pub e autoproduzione. Fin dal titolo si definisce la scelta stilistica di questo album, dove si alternano suoni vaghi, mai generi definiti se non le distorte chitarre stile Catartica. La chitarra e la voce di Paolo Enrico Archetti Maestri fanno il bello e il cattivo tempo.

Nel senso che in alcuni brani conferiscono melodia e scioltezza, mentre ad altri si soffermano in vere e proprie stasi di autolesionismo: difficili da assimilare per esempio quelle tipiche riflessioni poetiche che si alternano a pezzi più dinamici e rock. C’è anche a chi piace. Ma in questo caso si tratta di una band molto impegnata politicamente, su un filone ben noto e in continua evoluzione del Combat Folk, quello dei Modena City Ramblers (ma con esiti del tutto diversi) e dei Têtes de Bois. Proprio da quest’ultima band romana e dalla voce di Andrea Satta gli YYM traggono spunto.

Di lì a poco infatti saranno proprio i Têtes de Bois a portare a estremo compimento i loro presupposti. Ho conosciuto entrambi i gruppi dalle pagine del Manifesto e questo potrebbe già essere un indizio di cosa propongono nei loro testi. Ma mentre i Têtes li ho anche ammirati dal vivo e apprezzati per la loro grande poeticità, nel caso degli Yo Yo Mundi mi sembra che questa poeticità non venga mai del tutto portata a compimento, sghemba appunto. È come se restassero appesi in un limbo, Nuotando nell’aria (un brano a caso dei Marlene…).

Trovo molto piacevoli però la fisarmoniche e le tastiere di Fabio Martino, soprattutto le prime che a volte sopperiscono in modo decisivo ad, altrimenti, altrettanti vuoti. Le stesse che poi in lavori successivi assumeranno un ruolo di assoluto rilievo, per cui a questo punto consiglio l’album del 2001 Sciopero. In definitiva Percorsi non è un cattivo album, orecchiabile, con dei buoni spunti strumentistici, che tuttavia si esauriscono al nascere, lasciando la sensazione, una volta terminato il disco, di non aver sentito nulla di così trascendentale.

Voto: 6,1. Occorre essere anche magnanimi però con un genere che si propone, almeno, dei propositi sociali, come la lotta per un mondo migliore, l’ambizione di volerlo cambiare in meglio, a cominciare dall’attenzione per l’ambiente e per gli sport sani. Direte voi, ma che ce ne frega, tanto vale leggersi un libro, una rivista del settore o comprare il Manifesto! Però questo è un genere che può anche coinvolgere le masse, tanto che molti di questi gruppi li sentiamo spesso in filodiffusione alle manifestazioni o suonare dal vivo, gratis, in concerti d’occasione sociale. E avvicinare i giovani a degli ideali è sempre una buona intenzione. Ognuno parte da qualcosa e se vuole si immerge nello specifico, nella sua personale ricerca. Alcuni possono partire dagli Yo Yo Mundi.

Registrato negli studi Blue Records di Mondovì (TO)

Tracce

1. Qualcosa
2. Canzone di Fuga e Speranza
3. Percorsi Tortuosi di una Lacrima
4. Matto in tre mosse
5. In Novembre
6. Lucciole sul Confine
7. A Sud
8. Io & il mio asino
9. 0 (Zero)
10. Questo fiato è suonato con la bocca
11. Ogni tanto ci rapisce

Formazione

* Paolo Enrico Archetti Maestri – voce, chitarra
* Andrea Cavalieri – basso elettrico, basso acustico, contrabbasso, cori
* Fabio Martino – fisarmonica, cori, organo Hammond
* Eugenio Merico – batteria

Altri musicisti

* Guy Kyser – chitarra (7)
* Trey Gunn – Chapman Stick (5)
* Marc Simon – tromba (4-10), trombone (4-10), metallofono (2), organo Hammond (2-9)
* Giorgio Canali – chitarra (5-6)

– Tra parentesi il numero della traccia in cui è presente il musicista.

Sidistef

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