Big Joe Williams – Blues Collection n.36 (1993)

1 Apr
Artista/Gruppo: Big Joe Williams
Titolo: Blues Collection n.36 – Baby Please Don’t Go
Anno: 1993

Immagine

Ancora una volta pesco dalla Blues Collection. D’altronde è l’unico modo che ho, in base alle mie disponibilità allo stato attuale delle cose, per ascoltare materiale di Big Joe Williams, storico compositore di Delta Blues. Anche se di cose se ne trovano in giro e non tarderò a riparare al misfatto.

Quello che colpisce al primo impatto quando si ascolta questa raccolta è la scansione in tre blocchi distinti di date in cui vennero registrate le tracce. Si va dal 1935 al 1937 per poi concludere con le registrazioni più mature del 1941. La progressione in ordine cronologico trova un’eccezione solo con Baby please don’t go che pur essendo stata registrata nel 1935 si trova a cesura tra le tracce del ’37 e quelle più mature del ’41.

Dunque, i primi sei brani sono tutti del ’35, a ridosso del contratto che legò dall’anno precedente Big Joe alla Bluebirds records. Qui ci sono da notare due curiosità. La prima è che questi sono gli anni in cui Big Joe Williams si inizia a cimentare con un’accordatura di chitarra tutta basata sulle note Sol-Re-Si, variate armonicamente.

Di lì a poco il suo blues si sarebbe sempre più andato a diversificare grazie all’introduzione di altre tre corde aggiunte, tali da rendere il suono della sua chitarra unico e molto folkeggiante. I suoi riff stretti, incisi, tra un cantato e l’altro, sono spesso connotati da un nervosismo e una tensione che non conosce eguali nei suoi predecessori.

La seconda annotazione è che in queste sue prime registrazioni è accompagnato da un violino che spesso si confonde con gli slide della sua chitarra, a volte si tratta di un mono-violino come in Stack o’dollars. Il violinista in questione è Chasey Collins.

In Worried man blues, Stepfather blues e Wild cow blues lo si può apprezzare per delle performance che ricordano molto gli anni addietro, quando BJW girava gli States in compagnia dei menestrelli Rabbitt Foot in cui, tra gli altri, vi fecero parte anche le meravigliose voci femminili di Ma Raney, Ida Cox e Bessie Smith. Sarebbe interessante approfondire anche questa band dall’assetto variabile…

In Somebody’s been borrowing that stuff alla seconda chitarra compare Henry Townsend. Così con l’accompagnamento di un’altra chitarra le note della lead guitar assumono contorni più netti, riff a una sola corda. Providence help the poor people è assieme una marcia disperata di denuncia per la condizione della povera gente, degli schiavi, e un esempio di performance solista. L’audio sembra leggermente migliorato, forse grazie alla mancanza di altri strumenti sovrapposti che tagliano le alte frequenze.

Con Brother James si passa alle incisioni del ’37. Cambia la formazione, dove Robert Lee McCoy sostituisce Henry Townsend alla chitarra e inizia a fare le sue prime apparizioni l’armonica di Sonny Boy Williamson I. In effetti il suono non solo è più pulito (cambia anche lo studio di registrazione che si sposta da Chicago ad Aurora, Illinois).

L’armonica soppianta completamente il violino come strumento di accompagnamento, dimostrandosi preferibile per il Delta Blues, anche grazie al talento di Sonny Boy Williamson. In I know you gonna miss me si assaporano quegli acuti in stile Yodel che molti anni più tardi caratterizzeranno lo stile vocale del grande Leon Redbone. Ma poi in Rootin’ ground hog ci accorgiamo che in realtà, quanto a ispirazione e modo di cantare, BJW è del tutto debitore a Robert Johnson. Nel blues tutte le strade portano lì. È il trionfo di Chicago.

Baby please don’t go è la canzone più famosa del “Grande Joe”. L’unico suo brano protetto da diritti d’autore. Un pezzo coverizzato anche sulla Luna, credo. Ci si sono cimentati tutti, dagli Ac/Dc agli Aerosmith. E pensare che questa registrazione degli anni trenta non si dimostra affatto inferiore a tante altre successive. Per la prima volta compaiono sia il violino che l’armonica assieme. A volte si confondono, si perdono nei meandri di perversi intrecci con la chitarra.

Arriviamo così al 1941. Si torna a registrare a Chicago dopo sei anni passati lontano dalla City. Si aggiunge il bassista Alfred Elkins. Un tributo a una delle statali più famose e affascinanti degli Usa, ecco cos’è Highway 49. Un brano, anch’esso, rifatto da numerosi artisti, da George Thorogood a Howlin’ Wolf . Meet me around the corner invece è la classica ballad del Delta, in cui lo stile di Elkins si trasforma quasi in slapping per quanto smorza i vibrati del suo basso (o meglio contrabbasso).

Sembra quasi un’orchestrina jazz. E Sonny Boy Williamson acquisisce una personalità che lo porta a eseguire numerosi assoli, particolari quelli di North wind blues e Throw a boogie woogie. Peach orchard mama è invece il miglior esempio di ascolto della nove corde di Williams. Si percepiscono proprio facilmente quelle tre corde alzate di un’ottava. Soprattutto nell’intro, che si stacca di molto dalla rigidità delle tracce precedenti.

Doverosa un’ultima riflessione su Crawling king snake. Si tratta del progenitore della Crawling king snake dei Doors, anche se l’originale è stata scritta dal grande John Lee Hooker. Ho provato ad ascoltare le due versioni sovrapposte. Un gioco da malati, ma da cui si possono apprezzare veramente tanto le doti di Jim nel mescolare le carte senza neppure un poco penalizzare la tradizione. Addirittura i primi venti secondi coincidono quasi in tutto, poi il ritmo lento e goduto dei Doors cedono il passo a quello più sincopato e veloce di Big Joe.

Una raccolta che merita di essere ascoltata. Come dico sempre quando parlo delle Blues Collection si tratta di un primo ascolto, poi sta a voi approfondire. Debbo dire che rispetto alle altre da me recensite fin d’ora, questa mi ha colpito per ordine e comprensione. Ripeto la cronologia è ben fatta (se si esclude la piccola pecca di cui sopra) e la presenza di Sonny Boy Williamson I ne conferisce un carattere in parte artistico ma anche storico. Voto 7,3

Tracks and Line Up:

Worried man blues (1935)
Joe Williams, voc, g; Chasey Collins, one-str. fiddle; ‘Kokomo’, wb
Stepfather blues (1935)
Joe Williams, voc, g
Wild cow blues (1935)
Joe Williams, voc, g; Chasey Collins, one-str. fiddle; ‘Kokomo’, wb
Somebody’s been borrowing that stuff (1935)
Joe Williams, voc, g; Henry Townsend, g
Stack o’dollars (1935)
Joe Williams, voc, g; Chasey Collins, one-str. fiddle; ‘Kokomo’, wb
Providence help the poor people (1935)
Joe Williams, voc, g
Brother James (1937)
Joe Williams, voc, g; Robert Lee McCoy, g; Sonnyboy Williamson, hca
I know you gonna miss me (1937)
Joe Williams, voc, g; Robert Lee McCoy, g; Sonnyboy Williamson, hca
Rootin’ ground hog (1937)
Joe Williams, voc, g; Robert Lee McCoy, g; Sonnyboy Williamson, hca
Baby please don’t go (1935)
Joe Williams, voc, g; Chasey Collins, one-str. fiddle; ‘Kokomo’, wb
Highway 49 (1941)
Joe Williams, voc, g; Sonnyboy Williamson, hca; Alfred Elkins, bass cano
Meet me around the corner (1941)
Joe Williams, voc, g; William Mitchell, imb
Peach orchard mama (1941)
Joe Williams, voc, g; William Mitchell, imb
Crawlin’ king snake (1941)
Joe Williams, voc, g; William Mitchell, imb
North wind blues (1941)
Joe Williams, voc, g; Sonnyboy Williamson, hca; Alfred Elkins, bass cano
Throw a boogie woogie (1941)
Joe Williams, voc, g; Sonnyboy Williamson, hca; Alfred Elkins, bass cano

Sidistef
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