La registrazione di un capolavoro

2 Apr

Terminato l’allestimento di tutto il necessario per le registrazioni di Live at Pompeii dei Pink Floyd, i responsabili si accorsero che i sistemi di generazione di energia dell’area archeologica non erano sufficienti ad alimentare tutta la strumentazione presente…per ovviare a questo fondamentale inconveniente venne installata una vera e propria “mega-prolunga” che partiva dal comune di Pompei e raggiungeva il luogo del concerto.

Per evitare possibili danneggiamenti (per cause umane o naturali) alla prolunga, decine di volontari decisero di controllare giorno e notte il preziosissimo cavo, alternandosi fino alla fine delle riprese e permettendo così la nascita di quell’immenso capolavoro.

Proprio per questi inconvenienti le registrazioni vennero dimezzate da 6 a 3 giorni e il regista fu costretto ad eliminare buona parte di ciò che avrebbe voluto realizzare.

Idealmente stringo la mano e ringrazio ognuno di quei ragazzi!!!

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Una Risposta to “La registrazione di un capolavoro”

  1. Sidistef aprile 2, 2010 a 2:28 pm #

    Da Guinnes dei primati! Come d’altronde resta ineguagliabile quella performance, alla quale ogni volta che ci ripenso mi torna alla mente la faccia di Gilmour assorta nei meandri della sua Fender.

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