Banco Del Mutuo Soccorso – Darwin! (1972)

6 Apr

Artista/Gruppo: Banco del Mutuo Soccorso
Titolo: Darwin!
Anno: 1972
Etichetta:
Ricordi

1972! L’italianaprog del Banco Del Mutuo Soccorso si appresta a dare un contributo culturalmusicale non indifferente!! Lo fa con un concept album che prende spunto dalle teorie sull’ evoluzione dell’ inglese Charles Darwin per entrare in un viaggio introspettivo nella natura stessa dell’uomo (tema a me particolarmente caro) con 7 traccie piene di contenuto (musicale e lirico) che centrano appieno, brano dopo brano, ansie, paure e limiti, del bipede chiamato Uomo: Darwin! (secondo album ufficiale del gruppo).
Si dice spesso che la musica sia fatta di colori e nota dopo nota dipinga un quadro astratto immaginifico e che, inoltre, ci fornisca tela e tempere per la nostra creazione: è il caso di questo album, dove il susseguirsi dei brani, non solo riesce a proiettarci in epoche a noi lontane (senza fare mai riferimenti temporali badate bene!!) ma ci pone anche di fronte ai grandi interrogativi della vita quali tempo e amore.

Prog, e di lusso!!!

Vorrei utilizzare un termine inglese per cominciare ad entrare più nello specifico sui brani: “begin”, cioè principio. Nella prima traccia proprio di principio si tratta; é il famoso e “scientifico” (Francesco ci tiene bene a precisare che “niente da grandi Dei fu fabbricato” se provi a “pensare un po diverso” e che un se un “fossile di cranio atavico” ha forme che ci somigliano allora Adamo nn può esistere!) Big Bang la scintilla che da l’inizio all’ “Evoluzione”; evoluzione che vede, nella prima parte di questa traccia, “informi esseri” venir “vomitati” dal mare su “spiagge putride”, “figli di terra e elettricità” sotto “cieli umidi e senza colori”, accompagnati da trame sonore che depositano uno scenario incerto, confuso e primordiale (e che sono la perfetta colonna sonora per il “corto” che inevitabilmente poietteremo sul nostro schermo degli infiniti spazi della nostra mente). Il brano si conclude con il fatto compiuto che tutto ha preso inizio e “finalmente il sole sa chi riscaldare”, fantastico!!!

La traccia successiva (La Conquista Della Posizione Eretta), che è anche la mia preferita, descrive il passaggio dall’ uomo semiscimmia-quadrupede ad Homo Erectus, tappa fondamentale nell’evoluzione della specie. Ora immaginate questo uomo dalla “curva schiena” che osserva e pensa che vorrebbe “tener ritto il corpo opposto al vento”, un’ immagine che rimane fissa per circa 6 minuti descritta dal solo uso degli strumenti che riescono perfettamente a farci percepire il complesso meccanismo del pensiero di quest’ uomo, che con un piccolo movimento (ma grosso sforzo tanto che “l’urlo rintrona”) cambierà la sua vita per sempre. Ora è eretto, “lo sguardo dritto può guardare” e vede le “sue foreste” e “gli altri”, niente sarà più lo stesso!!

La “Danza Dei Grandi Rettili” è la terza traccia dell’ album, interamente strumentale. E’ increbile come questi grandi rettili (altresì modo “dinosauri”) leggiadri e soavi ballino sopra le note del brano, indisturbati, forti della loro “maestà”, senza sollevare un granello di polvere inconsci della loro fine prossima. E’ la musica vorrei di sottofondo sulla mia condanna a morte.
Facciamo un passo avanti, l’uomo ora è eretto e si è “accorto” degli “altri”, è debole e inerme ma è “intelligente” e capisce che la forza del gruppo è tutto; nasce allora “Cento mani E cento Occhi” (quarta traccia dell’album), ritratto della “società” che era, è e sarà: comunione per necessità!!! Emblematica è la frase “ma la voglia di fuggire che mi porto dentro non mi salverà” a descrizione (a mio solo avviso e senza offesa per nessuno) dell’inettitudine dell’uomo molto più debole di qualunque altro “animale” ma nonostante tutto “sopravvivente”.

“750000 anni fa l’amore?” è la quinta traccia dell’ album entro la quale l’uomo si scontra con la più contraddoria ed irrazionale emozione che si possa provare, l’amore appunto.
Commovente è il modo in cui Di Giacomo descrive la passione carnale e gli istinti animali di ogni uomo, con un velato e malinconico romanticismo… personalmente ci vedo il comun primo approccio roboante di mistero e curiosità che si insedia nei nostri animi allo sbocciare del primo amore, universale!!
“Miserere alla storia” (traccia n°5) pone un ‘interrogativo: quanta vita ha ancora il tuo intelletto
se dietro a te scompare la tua razza? Ci sarebbe da pensare per una vita ma loro ci chiedono di farlo in tre minuti accelerando al massimo delle nostre potenzialità gli indefessi neuroni trascinati dal più tipico degli intramezzi musicali stampo Banco. Io nei miei tre minuti concessi rifletto su questo: dal 1972 al 2009 le cose si sono decisamente invertite, mentre 37 anni fa si temeva una scomparsa della razza (del resto del tutto inevitabile) ora mi domando piuttosto: che fine farà la nostra razza dominata dalla scomparsa dell’intelletto?
Un cigolio di ruota (simbolo insostituibile dello scorrere senza fine) apre l’ultima traccia “ed io chiesi tempo al tempo ed egli mi rispose non ne ho”. Il tempo precipita e come una palla di neve su di un pendio innevato “ciclo” dopo ciclo si “ingrassa” mantenedo però invariata la sostanza: neve e neve soltanto impotente di fronte ad un’ innocuo raggio solare destinata cmq allo scioglimento. Il tempo è uno solo e sempre di presente si tratta, il passato non si vive ma si ricorda e il futuro è gia presente, non chiediamo tempo al tempo in effetti non c’è!!!

Musica superba e ben costruita su testi che brillano di rara lucidità,

voto 8/10

Track-List:

1. L’Evoluzione (13:59)
2. La Conquista Della Posizione Eretta (8:42)
3. Danza Dei Grandi Rettili (3:42)
4. Cento Mani E Cento Occhi (5:22)
5. 750,000 Anni Fa … L’Amore? (5:38)
6. Miserere Alla Storia (5:58)
7. Ed Ora Io Domando Tempo Al Tempo Ed Egli Mi Risponde … Non Ne Ho! (3:29)

Line-up:

– Gianni Nocenzi / clarinetto, piano, tastiere
– Pier Luigi Calderoni / batteria, tympani
– Renato D’Angelo / basso, chitarra, basso chitarra
– Francesco DiGiacomo / voce
– Vittorio Nocenzi / organo, sintetizzatore, tastiere, clarinetto
– Marcello Todaro / chitarra acustica, chitarra, guitar elettrica, voce

Buon ascolto

Diego

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2 Risposte to “Banco Del Mutuo Soccorso – Darwin! (1972)”

  1. Sidistef aprile 6, 2010 a 11:07 pm #

    Lo so, la mente vuole, ma il labbro inerte, non sa dire niente… Quest’album è vera poesia ion musica…

  2. foxtrot aprile 9, 2010 a 9:48 am #

    Bellissima recensione per un album maestoso…a mio avviso, senza dubbio alcuno, il picco più elevato dell’intera produzione del Banco…un album in grado, se ascoltato con il giusto rispetto che merita, di strappare qualche lacrima ad ogni suo ascolto…

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