Billy Cobham – Spectrum (1973)

8 Apr

Artista/Gruppo: Billy Cobham
Titolo: Spectrum
Anno: 1973
Etichetta: Atlantic / Wea

Mentre vi scrivo mi trovo immerso nell’ascolto di Spectrum, album di Billy Cobham che Diego ci ha consigliato due giorni or sono. Ascolto che segue quello di One of a kind di Bill Bruford e di una raccolta, What a wonderful world  di Louis Armstrong, della quale, tra tanti evergreen e vista la scelta discografica giornaliera, non potrei che consigliarvi la traccia “After you’ve gone”. Traccia quest’ultima che si distingue per una splendida piéce percussionistica.

Attenzione però, perché questa è particolare rispetto a tutte quelle che troverete su youtube perchè prive del solo batteristico. E viste le innumerevoli formazioni che hanno accompagnato il maestro di New Orleans nella sua sfavillante carriera, mi sfugge veramente chi fosse il batterista (chi ne avesse fantasia a scoprirlo mi colmerebbe uno dei tanti buchi di conoscenza).

Dunque giungo a indicarvi che la raccolta in questione è What a wonderful world dell’etichetta discografica spagnola Del Prado. E se non si era capito l’oggetto delle mie osservazioni di oggi è la batteria.

Ma se fin qui ho inteso parlare di Cobham (di cui rimando alle osseravioni di Diego) il suo nome può essere accostato a tutta una serie di percussionisti (di Vinnie Colaiuta non parlo perché non ho avuto ancora modo di valutarlo, soprattutto se parliamo di capiscuola).

E allora se chitarristi del calibro di Burrell o Lagrene guardando al passato non possono non prescindere da un confronto con Charlie Christian o Django Reinhardt, lo stesso vale per gente come Cobham.

E proprio Cobham, secondo l’opinione di molti e che ho potuto constatare sul web, al momento del suo affermarsi dimostrò che se da un lato l’era di Gene Krupa era finita, non di meno in quello stesso momento il batterista panamense inevitabilmente sarebbe sceso al tavolo del confronto con quello che è da tutti considerato, probabilmente non a torto, il maggior genio della batteria jazz della prima metà del secolo scorso.

Gene Krupa lo conosco e vi consiglio, più che delle collezioni in formazione da orchestra meno aperte a sperimentazioni e assoli, il disco Krupa and Rich, dove Gene si confronta con Buddy Rich, batterista solista proprio fonte di ispirazione, assieme a Krupa, per tutta una generazione di batteristi a venire, tra i quali proprio Colaiuta e lo stesso Cobham.

Voto: 8,7/10. Occorre spiegare il motivo? Di certo perché trattasi di un album completo nella sua sintesi. Ho trovato inoltre meravigliosa la performance chitarristica proprio di quel Tommy Bolin che Diego ci aveva indicato in occasione della sua recensione dell’album “Come Taste the Band” dei Deep Purple. Ottima anche l’esecuzione del pianista ceco Jan Hammer.

Lista Tracce

1. Quadrant 4
2. Searching for the Right Door/Spectrum
3. Anxiety/Taurian Matador
4. Stratus
5. To the Women in My Life/Le Lis
6. Snoopy’s Search/Red Baron

Sidistef

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