Louisiana Red – Blues Collection n.81 (1993)

14 Apr

Artista/Gruppo: Louisiana Red
Titolo: Blues Collection n.81 – Pretty Woman
Anno: 1993
Etichetta: De Agostini

Immagine

Continua la mia rassegna della Blues Collection e ogni volta cerco di fornirvi informazioni nuove anche riguardo a questa immensa e vasta raccolta. Non è semplice e con Foxtrot ne abbiamo già parlato al riguardo.

Percorrendola a ritroso nel tempo, dato che quando uscì questa collezione era il 1993, ho scoperto che si trattava di uscite periodiche, un album con allegato un piccolo booklet contenente informazioni sull’artista e che in realtà la raccolta, edita dalla De Agostini, era intitolata Blues Collection Magazine e sarebbe veramente molto interessante riuscire a risalire a tutti quei pamphlet.

Ora rivolgiamo il nostro sguardo sull’artista che ho deciso di recensire: Louisiana Red, chitarrista e armonicista che influenzò e fu influenzato a sua volta da Muddy Waters. Il suo nome compare nella Blues Collection al numero 81.

Proviamo ad immedesimarci nelle persone che nel ’93, per ogni sacrosanta settimana, per 92 uscite consecutive, si presentavano in edicola e comperavano il loro bravo cd. Con Louisiana Red siamo dunque quasi alla fine, stiamo quasi sulla punta della piramide, in vetta all’impresa. Perché veramente di impresa si trattava. Ma per il blues questo e altro.

Ora, ascoltando questo cd si rimane estasiati per la passione che questo immenso musicista ci mette nelle sue performance. In questo best of compaiono tutte registrazioni dal vivo, tra Londra e Chicago per la maggior parte, tranne la traccia 9, Locked Up So Long, registrata al Second Burnley National Blues Festival, nel 1990. In quest’ultima, oltre a Louisiana, compare anche un’altra armonica, quella di Carey Bell. Ed è uno spasso ascoltare i due musicisti duettare sulle note di questo blues quasi barocco, riempito di suoni anche grazie all’apporto dei ricami chitarristici del figlio di Carey, Lurrie Bell.

Si tratta, e questo vale per tutte, di performance relativamente recenti, a testimonianza del fatto che questo artista, ancora in vita e pieno di energia, si è fatto sentire, eccome, lungo tutti i suoi oltre 50 anni di carriera, senza mai perdersi e scomparire. Nessun riferimento invece all’alba di questo artista, quando cavalcava, negli anni ’50, le scene in compagnia del grande John Lee Hooker. Del resto stiamo parlando di uno che ha pubblicato più di 50 album. Per alcuni brani neanche i curatori della collezione sono stati in grado di sbilanciarsi e capire effettivamente di quale concerto si fosse trattato.

Così per le prime due tracce, Vivienne e Leaving Town la cronologia ci fa sapere che «probabilmente» siamo nel tardo 1990.
In Vivienne possiamo già assaporare l’armonica di Louisiana Red, incisivo, raffinato e allo stesso tempo granuloso, in una parola: blues. Il brano si sviluppa con un sottofondo di pianoforte del tutto boogie. Nelle pause tra un passaggio e l’altro ecco l’armonica di Red a riempire i vuoti.

Nella seconda traccia la formazione è praticamente la stessa con la differenza che qui Louisiana si concentra esclusivamente sulla chitarra. Elettrica e stringente, continua laddove serve unire il tutto, schizzata, nevrotica, sui trapassi da un alto all’altro. Sempre il boogie sullo sfondo. Il brano è molto melodico, ma per chi il blues ce l’ha nel sangue, viene naturale attendere le fasi di soli chitarristici, quasi che le parti di brano cantato siano solo un appetitoso antipasto.

«Uoh» è l’ultima parola di Nothing A Gipsy Man, seguito a un sentito solo del nostro, con un cantato accompagnato dalla sottigliezza della sua chitarra, stavolta messa quasi in disparte, per poi attaccare con Valerie, stessa formazione delle prime due tracce, sempre, «probabilmente», nel tardo 1990. La chitarra di Lousiana e quella della ritmica di Richard Studholme si sovrappongono, dialogano, si sfidano in soli estenuanti e molleggiati. Siamo in perfetto clima da club.

Louisiana era un gigante buono, un Primo Carnera del blues. Soffrì la morte dei suoi genitori per circostanze che solo l’America ha potuto giustificare. Perse il padre per la follia del Ku Klux Klan, linciato, a sangue freddo. Ma nelle sue canzoni quasi mai si perviene a cotanta disperazione, anzi, nella traccia numero 5, la sua più famosa, Sweet Blood Call, «il dolce richiamo del sangue», dove gli sarebbe anche consentito, la sua sottile ironia porta addirittura qualche irriverente spettatore a sbellicarsi dalle risate.

Le si sentono all’inizio poi ci si concentra sulla sua voce e sul filo di basso che accompagna la sua esibizione chitarristica. Il giro è il solito, poi si passa a Pretty Woman, la title track della raccolta, che trova la sua essenza negli acuti di bending vibranti, precisi, ipnotici, mescolati a passaggi repentini ad abbassate di tono, distorte, sterzanti.

E’ il filo conduttore del brano, l’armonica retrostante è del grande Sugar Blue, che nella traccia successiva ha l’onore della cronaca per una traccia tutta a lui intitolata: Sugar’s Harmonica Boogie, che in avvio sembra quasi un tributo al blues cajun, ritmo e ballad, ma poi prende subito le derive di un’allegra ballad.

In queste ultime tre registrazioni siamo tornati indietro negli anni, al 1978. Infine This Little Letter, Sittin’ Here Looking e Blues For Ida B. sono tre esempi di come Lousiana Red sappia miscelare fino allo sfinimento la sua dote di chitarrista e la sua pulitissima voce, con acuti che ricordano in certe fasi i vecchi musicisti del Delta.

Non smetterò mai di ripetere – e infatti lo faccio sempre – che questo tipo di raccolte servono solo per un primo ascolto. È stato così con Louisiana Red per il sottoscritto. La piacevole scoperta di un altro bravissimo armonicista, oltre che di un geniale solista alla chitarra. Semplice, innovativo e molto, molto blues. Mi piace poi il fatto che siano stati presi ad oggetto solo alcuni periodi in particolare del musicista in modo da non confondere troppo le idee. Voto: 7. Mi riservo di approfondirlo tra i suoi lavori ufficiali.

Tracks & Line Up:

Vivienne (prob. 1990)
Louisiana Red (vcl/hca/g), Richard Studholme (g), Jon Cleary (p), Marty David (b), Geoff Nicholls (dm)
Leaving Town (prob. 1990)
Louisiana Red (vcl/g), Richard Studholme (g), Jon Cleary (p), Marty David (b), Geoff Nicholls (dm)
Nothing But A Gipsy Man (1982)
Louisiana Red (vcl/g)
Valerie (prob. 1990)
Louisiana Red (vcl/g), Richard Studholme (g), Jon Cleary (p), Marty David (b), Geoff Nicholls (dm)
Sweet Blood Call (1978)
Louisiana Red (vcl/g)
Pretty Woman (1978)
Louisiana Red (vcl/g), Sugar Blue (hca)
Sugar’s Harmonica Boogie (1978)
Sugar Blue (hca), Louisiana Red (g), “Boogie Woogie” (p)
This Little Letter (1982)
Louisiana Red (vcl/g)
Looked Up So Long (1990)
Louisiana Red (vcl/g), Carey Bell (hca), Lurrie Bell (g)
Sittin’ Here Looking (1982)
Louisiana Red (vcl/g)
Ride On (1978)
Louisiana Red (vcl/g), Sugar Blue (hca)
Blues For Ida B. (1982)
Louisiana Red (vcl/g)

Sidistef

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