Chilli Willi & The Red Hot Peppers – Bongos Over Balham (1974)

18 Apr
Artista/Gruppo: Chilli Willi & The Red Hot Peppers
Titolo: Bongos Over Balham
Anno: 1974
Etichetta: Castle Music 

Immagine

Alcuni sostengono che i migliori chitarristi sono quelli country. Per la precisione, mescolata a velocità e inventiva. Qui sarebbe da aprire tutta una parentesi su quanto questa affermazione possa risultare veritiera, ma è pacifico il fatto che spesso ascoltando country blues, country rock, pub rock, troviamo geniali interpreti di chitarra e steel guitar.

E allora oggi vi consiglio l’ascolto di un album che contiene molte di queste affermazioni tradotte in note. Si tratta di un disco che mi sono trovato per caso nella discografia, io non sapevo neanche chi fossero i Chilli Willi & The Red Hot Peppers, nome che ricorda il celebre brano di Robert Johnson, o il famoso gruppo rock-funk di Los Angeles.

Cercavo di reperire il maggior numero di dischi dei Red Hot Peppers di Jelly Roll Morton e tra questi, sorpresa che solo la “download generation” può provare, mi sono trovato nella cartella il nome di questa sconosciuta band degli anni ’70. Per la precisione Bongos Over Balham è il secondo disco di questo manipolo di scompaginati suonatori che sembrano provenire dal Wisconsin e invece trovano i loro natali tra i tavolini dei pub inglesi.
Secondo le fonti a noi pervenute, in quegli anni dovettero essere anche famosi e riscuotere successo se è vero che entrarono per ben due volte negli studi della Bbc per lo show di John Peel. E non era da tutti. Rispetto al loro primo lavoro, di due anni precedente, questo è l’album della maturità artistica del gruppo. Ma rispetto al suo predecessore, Bongos Over Balham venderà pochissime copie, il che significherà per Martin Stone, Phil “Snakefinger” Lithman e compagni la fine dell’avventura, solo un anno dopo. 

Si tratta di sonorità molto ben calibrate, su una costruzione dei pezzi in parte debitrice di gruppi che negli States spopolavano, come Byrds o Flying Burrito Bros. Tuttavia fin dal primo brano ci si accorge che non sarà il solito country. Le atmosfere si sfocano, assieme a tavoli, boccali di lager e bicchierini di Jack Daniels, si percepiscono anche le onde del mare. Più che altro l’impressione è che i Chilli Willi puntino soprattutto a sorprendere la scena sparando in alto tutte le proprie possibilità di andare oltre il loro genere musicale, questo lo fanno nelle prime tracce, per poi lasciare concentrato al centro tutto il patrimonio country in loro possesso e svagare nei minuti finali in una melina di allungamento (di questo album è uscita anche una versione remasterizzata con delle tracce in più). Potrebbe essere una teoria, ma nessuno negherebbe il fatto che di rado si sente il sax nella musica country e alcune scale e atteggiamenti di Snakefinger con il suo strumento, per il fraseggio tra le corde ricordano molto da vicino certa musica swing degli anni ’40.

Cosa che mi è piaciuta ancora di più è come Lithman suona il violino e si integra alla perfezione con la slide guitar suonata da Red Rodhes, uno dei più geniali con il suo strumento, anche sessionman di band come i Byrds. Talvolta, come in Truck Drivin’ Girl esce fuori la vena più musical del gruppo, dovuta in parte alle voci femminili di controcanto che in alcuni tratti te le immagini che alzano la minigonna come al Crazy Horse.

Sono i vertici più biechi della composizione, quelli che non vorresti mai ascoltare (e qui esce fuori tutto il mio maschilismo musicale purtroppo), specie se ci si confronta con voci come Aretha Franklin. Quasi scontata l’assonanza con la strabordante Aretha nella penultima traccia, 9-5 Songwriting Man. 

Ultima nota per il batterista, Pete Thomas, acquistato dopo aver inciso il primo album. Niente di così eccelso se non fosse che poi vai a vedere bene e ti accorgi che è stato anche il drummer di Elvis Costello (chapeau!).

Insomma, di elementi per decidere di ascoltare i Chilli Willi & The Red Hot Peppers ce ne sono. E devo ammettere che non sono neanche troppo difficili da degustare, meglio se non si conosce il country, o se si finge di non conoscerlo, in modo tale da evitare confronti sconvenienti e magari anche troppo duri. A questo gruppo va il merito di aver scritto una delle più importanti pagine di traduzione dei canoni country dall’americano all’europeo. Voto positivo: 6,8.

Truck List:

1.Choo Choo Ch’Boogie
2.We Get Along
3.Desert Island Woman
4.All In a Dream
5.Breathe a Little
6.Fiddle Diddle
7.Truck Drivin’ Girl
8.Jungle Song
9.Midnight Bus
10.Just Like the Devil
11.9-5 Songwriting Man

Linu Up:

Martin Stone (Guitar), Paul Riley (Bass), Pete Thomas (Drums), P.C. Bailey (Saxophone), Carol Grimes (Vocals), Sophie Israel (Vocals), Bob Andrews (Saxophone), Will Stallibrass (Harmonica), Phil “Snakefinger” Lithman (Guitar), Jo Ann Kelly (Vocals), P.C. Bailey (Guitar), Red Rhodes (Guitar (Steel)), P.C. Bailey (Banjo), Bob Andrews (Keyboards), Martin Stone (Mandolin), Jacqui McShee (Vocals).

Sidistef
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