Garbage – Version 2.0 (1998)

21 Apr
Artista/Gruppo: Garbage
Titolo: Version 2.0
Anno: 1998
Etichetta: Almo Sounds 

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Per comprendere il valore di un prodotto artistico a mio avviso occorre calarsi negli intenti di chi quel prodotto lo ha concepito. Quindi per riuscire a capire fino in fondo la musica dei Garbage ho dovuto operare una sorta di reverse engeneering, ovvero scrollarmi di dosso la più complessa musica incamerata fino a questo momento, isolarmi dal contesto di una critica musicale universale, fare un balzo in avanti per entrare nelle teste dei componenti di questa band americana.

E il mio primo passo è stato quello di cestinare tutto quel rosa che intinge le copertine dei loro album, quello sì vera spazzatura, come del resto recita in traduzione il loro stesso nome (garbage=immondizia).
In seconda battuta ho scelto uno dei loro lavori più completi, uscito nel 1998, che si pone come obiettivo quello di superare quanto a evoluzione e ispirazione alla modernità il loro precedente album omonimo. Per far ciò i Garbage prendono il rock dell’età d’oro e lo miscelano a una fortissima dose di high tech. Non va dimenticato che siamo negli anni in cui si respira un vento di innovazione e meraviglia verso la tecnologia che forse non avrà eguali nella storia della nostra civiltà. Sono questi gli anni in cui si inizia a navigare in rete con una certa facilità, i supporti digitali si moltiplicano e il titolo di questo album ne è un esempio plausibile.
Negli anni ’70 si sarebbe chiamato semplicemente Garbage II, nell’era digitale è Version 2.0. La mia terza osservazione è stata quella di ricercare il motivo ultimo per cui i due leader storici della formazione, Butch Vig e Duke Erikson, abbiano puntato tutto sulla cantante Shirley Manson, che fino al 1994 si era divertita a canticchiare in band sconosciute della Scozia. Perché se capiamo questo ci risulterà tutto molto più semplice.
A una prima e superficiale analisi verrebbe da rispondere: perché ha una voce molto sensuale e ben si adatta a fare la frontwoman nelle vesti di sgualdrina. Del resto dai suoi vocalizzi si percepisce subito la sua vocazione alla perversione. Ma a un secondo e più mirato confronto si noterà che probabilmente i due leader avranno scelto la Manson per via della sua naturale capacità di farsi da parte nei momenti di intermezzo musicale, quelli che caratterizzano questo album, anche più degli altri.
Ecco, in Version 2.0 esce fuori la vena creativa del gruppo a tutto tondo, il concepimento di un’opera basata sulle due fasi, di produzione e post produzione. Una cantante più maledettamente protagonista, una Curtney Love per esempio, non avrebbe mai potuto partecipare a questo tripudio di suoni.
Faccio il nome di Love perché un nesso con i Nirvana in realtà c’è: il batterista dei Garbage, Butch Vig, è infatti il produttore di Nevermind. La subordinazione dei testi alla musica “strumentale” la si nota anche dalla scelta editoriale che, nell’inside di copertina riporta solo le prime due righe di testo di ogni traccia, come dire: noi vi diamo l’input, non vi attaccate troppo al cantato ma lasciatevi trasportare dall’ambiente circostante. In questo è un riuscitissimo connubio, anche se la voce della Manson non fuoriesce mai dalle righe, sempre pulita e orecchiabile.
Ora, volgendo il ragionamento sull’etica, a mio avviso i Garbage rappresentano la zona grigia della musica industriale contemporanea, la parte direi genuina della logica delle hit parade, classifiche, top charts, ecc. Sebbene la loro musica si presti naturalmente a mix, remix di vario genere e singoli rivisitati che rasentano il ridicolo. Facendo un parallelo però direi che se vi piacciono i Subsonica vi piaceranno anche i Garbage.
Tra l’altro in questo album compaiono brani anche molto piacevoli, tra cui cito Push It, The Trick Is to Keep Breathing e soprattutto I Think I’m Paranoid. In cui da un lato è estremamente gustoso cullarsi al ripetersi di questa frase scoccata dalle labbra della sexy Manson, dall’altro però risveglia un odio impietoso per il così facile abuso del concetto di “paranoid”: tra Black Sabbath e Radiohead, quanto a complessità mentale, ai Garbage non basterebbero due vite per imparare.
Tecnicamente molto, ma molto basico, l’album risulta maggiormente pieno nella prima metà, la seconda è più sciolta, melodica, a volte si stacca in chiaroscuro per un utilizzo più spasmodico dei bassi, sovente eccessivamente disco-music. In tutti i 50 minuti di musica a farla da padrone è lo stucchevole campionamento della batteria, che come se non bastasse, nell’ultima traccia citata, si associa al record scratching.
Sicuramente più apprezzabili le performance di violino elettrico e cembalo nei brani 4 e 8. Soprattutto nel secondo di questi, The Trick Is to Keep Breathing, le corde del cembalo pizzicate a mo’ di arpa danno l’impressione di vere e proprie schicchere nella testa. 

Sono anni che ascolto i Garbage, il giudizio è sempre stato velatamente sufficiente. Continuo su questa linea. Version 2.0 a mio avviso merita 6,0, forse tecnicamente inferiore solo a Bleed Like Me, ma complessivamente il miglior lavoro della band dal ’95 a oggi.

Track List:

Temptation Waits – 4:36
I Think I’m Paranoid – 3:38
When I Grow Up – 3:23
Medication – 4:06
Special – 3:43
Hammering in My Head – 4:52
Push It – 4:02
The Trick Is to Keep Breathing – 4:11
Dumb – 3:50
Sleep Together – 4:03
Wicked Ways – 3:43
You Look So Fine – 5:23

Line Up:

Shirley Manson – vocals
Duke Erikson – guitar
Steve Marker – guitar
Daniel Shulman – bass
Butch Vig – drums
Todd Malcolm Michiles – record scratching (on track 2)
Jon J. Vriesacker – violin
Michael Masley – cymbalom

Sidistef
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2 Risposte to “Garbage – Version 2.0 (1998)”

  1. Ares79 aprile 21, 2010 a 5:19 pm #

    Che fine hanno fatto? Comunque qualche disco carino lo hanno fatto (nulla che faccia gridare al miracolo, eh…).

  2. Sidistef aprile 21, 2010 a 5:42 pm #

    Li ho persi di vista, ho tenuto botta fino a Bleed Like Me (2005), che credo sia anche un bel album tutto sommato… Forse se ne conta un altro, al massimo.
    Sono comunque d’accordo: qualcosa di buono l’hanno fatto, ma anche io non mi co sono mai strappato i capelli…

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