Eddie Condon – Ballin’ The Jack

25 Apr

Ogni genere musicale ha il suo modo di essere studiato. Per comprendere al meglio lo swing, il bebop, il dixieland, è sempre bene fare attenzione alle registrazioni, sovente effettuate una sola volta, sdoganandoci dal concetto di album. Non è per niente facile mettere ordine al jazz, riuscire a dirimersi tra le sue più variegate sfaccettature, pieno di collaborazioni, registrazioni sparse qua e là, temi e standard che vengono ripresi da chiunque.

È ancor più arduo il compito se si sceglie di seguire questo filone di studio privi dell’apporto delle informazioni dei booklet contenuti nei dischi originali.

Scaricare da internet un album rock è un conto, farlo con il jazz ante anni ’50 è un’impresa che richiede per lo più uno sforzo filologico non da poco per riuscire a risalire a questo o a quell’anno di pubblicazione, per non parlare del fatto che in orchestre che io definirei “mobili” per la facilità con cui cambiavano dall’oggi al domani, è quasi impossibile risalire a tutti gli esecutori di un pezzo.

A volte ci vengono incontro gli archivi e in questo caso mi sono servito di del sito RedHotJazz, molto ben fornito di informazioni dettagliate relative a ogni singola incisione.

Tuttavia mi sembra giusto precisare come spesso possa capitare di confondere un musicista dall’altro, una data dall’altra: credo che sia inevitabile in questi casi, ma la quantità di musica che ci offre oggi il web è talmente alta che si cade facilmente in tentazione. Per non parlare del fatto che tante registrazioni singole sono talvolta reperibili soltanto in raccolte costituite da appassionati che le condividono in rete. Probabilmente questo è il caso.

È con questa piccola premessa, doverosa per iniziare ad addentrarci nel mondo del jazz antico, che vi propongo l’ascolto di Eddie Condon e della sua band. Banjonista di primo pelo, evoluto in chitarrista ancor prima di diventare professionista, il suo nome è legato molto più alle sue orchestre, di cui è stato un indiscusso bandleader, che non alla sua specifica bravura di musicista. Nel suonare il suo strumento Condon non proponeva niente di innovativo, serviva da semplice accompagnamento come poteva essere un basso o un fiato secondario.

Siamo in pieni anni ’30 ed è proprio in questi anni che la chitarra jazz, fino a quel momento relegata nelle retrovie delle orchestre, troverà i suoi veri padri fondatori in Charlie Christian e Django Reinhardt. Infatti anche in queste tracce si riesce a malapena a comprendere il suono della sei corde. Evidentemente non si tratta di musica buona per chi ama esclusivamente la chitarra, ma credo che sia interessante e anche meno noioso di tanti altri ascolti contemporanei.

Qui già ci sdoganiamo dallo swing di prima maniera, quello tutto merlettato, quasi fine a se stesso che ci eravamo abituati a udire nell’immediato dopo Armstrong. Ho scelto Eddie Condon perché lo ritengo anche un maestro sottovalutato, che molto di rado compare nelle storie di jazz e che invece ebbe il merito, non da poco, di conglomerare in un amalgama vincente molti dei protagonisti delle scene a venire, partendo da Chicago e arrivando sui palchi di New York, dove aprì diversi locali in cui si esibiva con le sue band, trovò largo consenso e riuscì nella non facile impresa di unire sotto l’unico vocabolo musicale artisti neri, fino a quel momento padroni incontrastati dello swing, a molti musicisti bianchi, tra i quali il sassofonista Bud Freeman che da loro imparò moltissimo. Un merito in più se si considera che siamo in pieno clima di segregazione. Con lui Freeman conoscerà fama e successo, soprattutto per la magistrale esecuzione in The Eel, del 1933. Questa è anche la prima traccia di questa sequenza di registrazioni, per il resto quasi tutte comprese tra il 1938 e il 1940.

Purtroppo si tratta di un mix di brani che io ho trovato in rete, ma non è una raccolta ufficiale (l’etichetta Commodore ne ha pubblicate tante e se ne può trovare anche una con lo stesso titolo Ballin’ the Jack, che cambia di poco): semmai si tratta di un “internet bootleg”, figlio dell’ultramoderno p2p.

Tornando a The Eel, che in inglese significa «l’anguilla», da notare il serpeggiare del sax alto di Freeman che in questa performance diede assoluta prova di tecnica e talento addentrandosi in un assolo quasi del tutto improvvisato che gli valse l’appellativo di Freeman, nome che si portò dietro per il resto della sua brillante carriera. Nelle prime registrazioni al piano compare Alex Hill, presente anche nelle vesti di arrangiatore di molti brani di Condon.

Ancora più interessanti le registrazioni che vanno, in ordine cronologico, da Sunday (brano 5) a Dancing Fool (ultimo brano). Questo per un motivo molto semplice. Perché è con questa formazione, la Eddie Condon & His Band, che si compie l’apogeo dell’opera del maestro.

Questo avviene perché troviamo in un unico supergruppo, oltre a Freeman, pianisti come Fats Waller e Joe Sullivan, Pee Wee Russell al clarinetto e un Lionel Hampton agli esordi in rare esecuzioni alle percussioni, che non lascerà mai, ma subordinerà successivamente all’utilizzo dello xilofono con cui diventerà un impareggiabile virtuso. Rispetto alle tracce iniziali si percepisce lo stacco riguardo alla maggiore libertà compositiva, non più legata a schemi prefissi e rigidi: il piano di Fats Waller si esprime con una freschezza che in Hill era del tutto permeata dalla ragion dell’insieme.

Tutti i fiati fanno a gara per ritagliarsi la propria parte, spesso anche in ardite sovrapposizioni. Ballin’ The Jack da il titolo a questa raccolta, il theme è piuttosto noto (come anche quello di It’s Right Here For You), il duetto tra il piano (credo si tratti più di Sullivan in questo caso) e il basso di Al Morgan resta indelebile, come l’entrata in scena subito dopo di Freeman.

Consigliato soprattutto a chi ha pazienza e voglia di ricerca. Da gustare davanti a fogli, informazioni, biografie, libri e quant’altro. Difficile dire dove poterlo reperire. Se trovate Ballin’ The Jack della Commodore va bene lo stesso, ma mancano le prime 4 tracce compresa l’ineguagliabile The Eel. Il voto non può essere alto per via dell’irreperibilità della raccolta e della sua origine meticcia e non autentica. Tuttavia si tratta di una sequenza ragionata che non lascia dubbi, l’intento è quello di fornirci un documento importante del passaggio degli artisti di Chicago nella Grande Mela, nonché della progressiva sfumatura entro il movimento dello swing. Voto: 5,9.

Track List and Line Up:

1.The eel – 1933 – (Eddie Condon guitar Bud Freeman Sax tenor Alex Hill Piano)
2.Home Cooking – ?
3.Love is just around the corner – ?
4.Beat To the socks – ?
5.Sunday – 1938 – (Vernon Brown Trombone Joe Bushkin Piano George Brunies Trombone Eddie Condon Guitar Bud Freeman Tenor Saxophone Brad Gowans Valve Trombone Bobby Hackett Trumpet Lionel Hampton Drums Max Kaminsky Cornet Marty Marsala Alto Saxophone Miff Mole Trombone Al Morgan Bass Pee Wee Russell Clarinet Artie Shapiro String Bass Muggsy Spanier Cornet Jess Stacy Piano Joe Sullivan Piano Fats Waller Piano George Wettling Drums )
6.California here I come – 1938 – (Vernon Brown Trombone Joe Bushkin Piano George Brunies Trombone Eddie Condon Guitar Bud Freeman Tenor Saxophone Brad Gowans Valve Trombone Bobby Hackett Trumpet Lionel Hampton Drums Max Kaminsky Cornet Marty Marsala Alto Saxophone Miff Mole Trombone Al Morgan Bass Pee Wee Russell Clarinet Artie Shapiro String Bass Muggsy Spanier Cornet Jess Stacy Piano Joe Sullivan Piano Fats Waller Piano George Wettling Drums )
7.Ballin’ The Jack – 1939 – (Vernon Brown Trombone Joe Bushkin Piano George Brunies Trombone Eddie Condon Guitar Bud Freeman Tenor Saxophone Brad Gowans Valve Trombone Bobby Hackett Trumpet Lionel Hampton Drums Max Kaminsky Cornet Marty Marsala Alto Saxophone Miff Mole Trombone Al Morgan Bass Pee Wee Russell Clarinet Artie Shapiro String Bass Muggsy Spanier Cornet Jess Stacy Piano Joe Sullivan Piano Fats Waller Piano George Wettling Drums )
8.I Ain’t Gonna Give Nobody None Of My Jelly Roll – 1939 – (Vernon Brown Trombone Joe Bushkin Piano George Brunies Trombone Eddie Condon Guitar Bud Freeman Tenor Saxophone Brad Gowans Valve Trombone Bobby Hackett Trumpet Lionel Hampton Drums Max Kaminsky Cornet Marty Marsala Alto Saxophone Miff Mole Trombone Al Morgan Bass Pee Wee Russell Clarinet Artie Shapiro String Bass Muggsy Spanier Cornet Jess Stacy Piano Joe Sullivan Piano Fats Waller Piano George Wettling Drums )
9.I’ts Right Here For You – 1939 – (Vernon Brown Trombone Joe Bushkin Piano George Brunies Trombone Eddie Condon Guitar Bud Freeman Tenor Saxophone Brad Gowans Valve Trombone Bobby Hackett Trumpet Lionel Hampton Drums Max Kaminsky Cornet Marty Marsala Alto Saxophone Miff Mole Trombone Al Morgan Bass Pee Wee Russell Clarinet Artie Shapiro String Bass Muggsy Spanier Cornet Jess Stacy Piano Joe Sullivan Piano Fats Waller Piano George Wettling Drums )
10. Strut, Miss Lizzie – 1939 – (Vernon Brown Trombone Joe Bushkin Piano George Brunies Trombone Eddie Condon Guitar Bud Freeman Tenor Saxophone Brad Gowans Valve Trombone Bobby Hackett Trumpet Lionel Hampton Drums Max Kaminsky Cornet Marty Marsala Alto Saxophone Miff Mole Trombone Al Morgan Bass Pee Wee Russell Clarinet Artie Shapiro String Bass Muggsy Spanier Cornet Jess Stacy Piano Joe Sullivan Piano Fats Waller Piano George Wettling Drums )
11.Oh, Sister! Ain’t That Hot? – 1940 – (Vernon Brown Trombone Joe Bushkin Piano George Brunies Trombone Eddie Condon Guitar Bud Freeman Tenor Saxophone Brad Gowans Valve Trombone Bobby Hackett Trumpet Lionel Hampton Drums Max Kaminsky Cornet Marty Marsala Alto Saxophone Miff Mole Trombone Al Morgan Bass Pee Wee Russell Clarinet Artie Shapiro String Bass Muggsy Spanier Cornet Jess Stacy Piano Joe Sullivan Piano Fats Waller Piano George Wettling Drums )
12.Georgia Grind – 1940 – (Vernon Brown Trombone Joe Bushkin Piano George Brunies Trombone Eddie Condon Guitar Bud Freeman Tenor Saxophone Brad Gowans Valve Trombone Bobby Hackett Trumpet Lionel Hampton Drums Max Kaminsky Cornet Marty Marsala Alto Saxophone Miff Mole Trombone Al Morgan Bass Pee Wee Russell Clarinet Artie Shapiro String Bass Muggsy Spanier Cornet Jess Stacy Piano Joe Sullivan Piano Fats Waller Piano George Wettling Drums )
13.(You’re Some) Pretty Doll – 1940 – (Vernon Brown Trombone Joe Bushkin Piano George Brunies Trombone Eddie Condon Guitar Bud Freeman Tenor Saxophone Brad Gowans Valve Trombone Bobby Hackett Trumpet Lionel Hampton Drums Max Kaminsky Cornet Marty Marsala Alto Saxophone Miff Mole Trombone Al Morgan Bass Pee Wee Russell Clarinet Artie Shapiro String Bass Muggsy Spanier Cornet Jess Stacy Piano Joe Sullivan Piano Fats Waller Piano George Wettling Drums )
14.Dancing Fool – 1940 – (Vernon Brown Trombone Joe Bushkin Piano George Brunies Trombone Eddie Condon Guitar Bud Freeman Tenor Saxophone Brad Gowans Valve Trombone Bobby Hackett Trumpet Lionel Hampton Drums Max Kaminsky Cornet Marty Marsala Alto Saxophone Miff Mole Trombone Al Morgan Bass Pee Wee Russell Clarinet Artie Shapiro String Bass Muggsy Spanier Cornet Jess Stacy Piano Joe Sullivan Piano Fats Waller Piano George Wettling Drums )

Sidistef

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Una Risposta to “Eddie Condon – Ballin’ The Jack”

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  1. Louis Armstrong and His Orchestra – Mahogany Hall Stomp (1929) « The Book Of Saturday - maggio 16, 2012

    […] di Pops Foster e Paul Barbarin. Ma soprattutto Luis Russell al piano, il già menzionato Eddie Condon al banjo e Lonnie Johnson alla chitarra. Ecco a voi Mahogany Hall Stomp, brano contenuto anche nel […]

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