Rick Wakeman – The Six Wives Of Henry The VIII

29 Mag

Durante una visita ad Hampton Court, sede del re britannico Enrico VIII durante il XVI secolo, l’ex tastierista degli Yes, Rick Wakeman, espresse il desiderio di rappresentare proprio davanti a quello storico palazzo, in un live, il suo lavoro The Six Wives Of Henry The VIII. Era il 1973. Il sogno di Wakeman è diventato realtà 36 anni dopo, l’1 e 2 maggio del 2009. E di quella doppia data è testimonianza il dvd omonimo al disco del ’73, uscito lo scorso anno e di cui vi presento due frammenti di video dei 79 minuti di film.

La performance è stupefacente, per la qualità musicale e non solo. Colpisce al primo impatto la grande mole di strumenti ed esecutori sul palco, che grandiosamente venne allestito proprio davanti al vecchio palazzo reale, degna cornice per una rappresentazione a metà strada tra l’opera e il progressive rock. E infatti si rimane ammaliati dall’azzeccato sincretismo tra la English Choir Ensemble e la Orchestra Europa, condotta da Guy Protheroe nella parte sinistra del palco, a far da contraltare alla English Rock Ensemble, nella parte destra. Dalla torretta merlata spicca Rick Wakeman, nelle vesti del Re Enrico VIII, con tanto di mantello (ne cambierà tre, per la verità), accompagnato dal narratore Brian Blessed, ironico e tagliente nello spiegare al pubblico le sorti delle sei mogli del re.

Quasi un emiciclo di un parlamento, con i rappresentanti della camera alta, i nobili fiati, corni, viole, arpe e cori, dirimpetto ai coriacei e dissacratori della camera bassa, quelli che con il loro rock si fanno portavoce ed espressione del popolo inglese. È la celebrazione, con un filo di ironia tutta britannica, del più nobile rappresentante di casa Tudor (Tudorture è il titolo di apertura e chiusura del concerto). Con questo concerto Wakeman dimostra la sua piena maturazione artistica e lo si intende dalla meticolosità con cui ha lavorato per portare a compimento una perfetta sintonia dell’assieme.

Appena proiettati sul palco si resta basiti e spaesati dal tanto materiale presente, Rick compare dietro una postazione che conta ben dieci tastiere. Con l’aggiunta di un gigante organo, che Wakeman utilizza nel brano Katherine Parr, una tastierina a spalla e un pianoforte, arriviamo a un totale di 13. Tutte suonate in serie, senza soluzione di continuità. Abbiamo mellotron, moog e diversi altri effetti, miscelati in un connubio tra musica tradizionale inglese e il più tipico esempio di progressive rock. Ci si abitua soltanto con l’andare dei minuti e via via si riesce a fare ordine nel marasma di suoni che inizialmente percuote un poco.

Poi è un autentico tripudio di musica. Sopra ho presentato il brano Cathrine Of Aragon mentre di seguito abbiamo Kathryn Howard, un primo assaggio di un concerto in cui spicca per bravura, oltre all’autore protagonista, il percussionista Ray Cooper, esatto, attento, mai sopra le righe, già session man di artisti del calibro di Pink Floyd, Eric Clapton e Elton John.

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