Bix – Un’ipotesi leggendaria

7 Giu

Il titolo è tutto un programma, perché, se non fosse morto, Bix Beiderbecke sarebbe diventato sicuramente una laggenda del jazz bianco, alla pari di ciò che rappresentò Louis Armstrong per i neri di New Orleans. Bix – Un’ipotesi leggendaria è un film da non perdere, datato 1991, regia di Pupi Avati, grande amante del jazz, che regalò all’Italia e al mondo intero la storia di questo grandissimo e controverso personaggio del jazz degli anni Venti.

Un’ora e 51 minuti di dramma e musica,in un film che descrive anche il significato che il jazz aveva per l’America di quel periodo.Una carrellata di flashback che raccontano l’ascesa e il declino del trombettista di Davenport, cittadina dell’industrioso Middle West americano. I problemi a scuola, le prime apparizioni nella band semiprofessionista dei Wolverines, l’amicizia (forse esaltata in modo eccessivo) con il violinista di origine italiana, Joe Venuti. Infine l’approdo, per lui che non seppe mai appieno leggere la musica, nelle orchestre di Frank Trumbauer e Paul Whitman, i problemi con la famiglia, l’alcool, il declino e la prematura morte a soli 28 anni. Genio e sregolatezza, in una via di mezzo tra il film e il documetario musicale. Non vi abbattete per il trailer (di seguito), il film rende molto di più.

Sidistef

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4 Risposte to “Bix – Un’ipotesi leggendaria”

  1. Diego giugno 8, 2010 a 9:46 am #

    Prima mi vedo il film e poi voto!! eheheh

  2. foxtrot giugno 8, 2010 a 12:17 pm #

    Hai ragione…dal trailer ci si potrebbe abbattere molto facilmente ed essere portati a giudicarlo in maniera negativa…ma se ci dici che ne vale la pena, allora lo metto subito nella lista dei film da vedere!!

  3. Sidistef giugno 8, 2010 a 12:29 pm #

    Si, ragazzi! E’ proprio così. Non è che Pupi Avati sia uno dei miei registi preferiti, anzi. Ma film di questo genere sono più unici che rari, insomma, biografie di jazzisti se ne contano sulle punte delle dita. Dal trailer emerge soltanto il lato biografico più prossimo alla vita di Bix, raccontato anche in maniera forse eccessivamente decorata, ma vi assicuro che è interessantissimo vedere la smania di raggiungere il traguardo, connubi tra i personaggi più in voga del momento. Per concludere: un mezzo in più per conoscere uno spaccato di quel mondo da dentro e da dietro il backstage. Da vedere con il block notes e la penna, prendete appunti, tutti, ma proprio tutti i nomi che vengono menzionati meritano di essere ascoltati, esistono dischi di ognuno di loro. Non vi fermate a giudicare il film, prendetelo come un documentario, anche se non lo è…

Trackbacks/Pingbacks

  1. Bix Beiderbecke – I’m Coming Virginia (1927) « The Book Of Saturday - giugno 20, 2012

    […] trombettista di Davenport di cui vi avevo parlato riguardo al film di Pupi Avati. Già, quell’ipotesi leggendaria che tra una distrazione e l’altra avevo trascurato da oltre un anno. Ora cerco di recuperare, […]

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