I pionieri del jazz, anzi, del “jass”…

5 Lug

Scrutando nella lista di dischi a mia disposizione ho avuto il piacere di ritrovare una raccolta della Original Dixieland “Jass” Band. Già dal nome si nota lo stato primitivo in cui questo gruppo di cinque artisti (tra cui anche due italiani) si esibiva per strada e reclamava di suonare il “Jass”. Beh, avevano ragione, perché se è vero che non erano gli unici a farlo, pare che furono i primi, nel 1917, a registrare incisioni jazz. Tra le quali spiccano due capolavori che verranno poi reinterpretati dai più grandi jazzisti del secolo: Livery Stable Blues e Tiger Rag.

Da notare come i primi componimenti jazz, quasi sempre, riportavano nel titolo un termine derivato da un altro genere, che sia “rag”, probabilmente dal ragtime, o che sia più semplicemente “Blues”, il che certifica come, almeno nella sua struttura e organizzazione, il jazz sia postumo al blues, o meglio, sequenziale.

Di seguito alcune foto della formazione: alla batteria troviamo Tony Sbarbaro (conosciuto anche come Tony Spargo), Edwin “Daddy” Edwards al trombone, cornettista Dominick James “Nick” La Rocca, Larry Shields al clarinetto, Henry Ragas al piano.

Sidistef

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3 Risposte to “I pionieri del jazz, anzi, del “jass”…”

  1. Sidistef marzo 15, 2012 a 8:16 am #

    Non cambia il senso, ma comunque abbassiamo la soglia: Il primo disco Jazz è stato registrato nel 1913 dalla Society Orchestra, il primo gruppo nero a pubblicare un disco (Fonte: MusicaIndelebile.com).

Trackbacks/Pingbacks

  1. John Mayall – Mess Around (1972) « The Book Of Saturday - giugno 6, 2011

    […] ha provato, dopo la loro separazione, a farli tornare uniti, come ai vecchi tempi, quando i gruppi jazz intitolavano i loro standard con la parolina magica “blues” alla fine. Tra i grandi […]

  2. Dixieland Jug Blowers – Hen Party Blues (1926) « The Book Of Saturday - settembre 21, 2011

    […] Molti di quei componenti restarono anonimi appena il jazz prese piede e si formarono le grandi orchestre. Possiamo dire che alcuni riuscirono a sfondare, tra cui va annoverato sicuramente il clarinettista Johnny Dodds. Vi consiglio di ascoltare la raccolta Johnny Dodds 1926 Chronolgical Classics, in cui sono anche contenute diverse incisioni ai tempi dei Blowers. L’anno successivo (1927), Johnny si trasferì a Chicago, ed ebbe la fortuna di esordire davanti al grande pubblico negli Hot Five e negli Hot Seven di Louis Armstrong, poi con i Red Hot Peppers di Jelly Roll Morton. Nel video, il brano è Hen Party Blues. “Blues”, tanto per confermare la teoria del brodo primordiale dell’origine (vedi questo approfondimento). […]

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