EXTRA|André Previn e Itzhak Perlman

27 Ago

Torniamo dopo qualche giorno di riposo e andiamo subito sul pesante. André Previn e Itzhak Perlman, il primo pianista di grande spessore, il secondo violinista tra i più importanti e mostruosi degli ultimi tempi. Mi colpisce soprattutto Perlman, per i suoi sfaccettati risvolti, si è cimentato in tutto, anche in un disco dedicato alle musiche di John Williams per il bellissimo Schindler’s List di Spielberg, colonna sonora premiata poi con l’Oscar nel 1994.

Come ogni violinista che si rispetti suona un violino storico e questa è una cosa che mi manda in solluccheri perché c’è tutta una storia dietro un violino, e chi non lo sa ignora l’albero genealogico e il pedigree, non solo del musicista ultimo possessore ma del suo maestro che glielo ha passato e i suoi maestri suoi avi. Perlman suona uno Stradivari Soil del 1714 (da Monsieur Soil che lo acuistò nel 1902), passato al violinista Yehudi Menuhin, maestro di Perlman che glielo regalò nel 1986.

Previn e Perlman sisono cimentati in The Easy Winners (1990) un disco interessantissimo, una rivisitazione dei più celebri brani di Scott Joplin, in cui il ragtime del maestro viene rielaborato con gusto eccellente da due musicisti classici che con il jazz si sono soltanto incrociati. Vedi Previn e alcuni suoi lavori con Benny Carter, Ella Fitzgerald o George Gershwin. Mentre Perlman, israeliano cresciuto all’Accademia di Tel Aviv ma trapiantato poi negli Stati Uniti fino a dirigere la Detroit Symphony Orchestra, ha anche collaborato con il grande Oscar Peterson.

Un’occasione per i lettori del Collettivo per cimentarsi in ascolti alternativi fino a lambire la classica partendo dal primo presupposto, quello di comprenderla dal lato degli esecutori. Di una trentina di brani tra i più famosi e pubblicati di Joplin, che nel tempo sono stati rivisti ed eseguiti a proprio piacimento da una schiera di musicisti. Partite da questi due, vi assicuro che lo sforzo sarà ricompensato da un ascolto asciutto, pulito, senza per questo rinunciare alla personale rivisitazione.

Sidistef

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Una Risposta to “EXTRA|André Previn e Itzhak Perlman”

Trackbacks/Pingbacks

  1. Scott Joplin – Selection of Scott Joplin King of Ragtime (1997) « The Book Of Saturday - ottobre 4, 2011

    […] spesso di Scott Joplin, artista rivisitato in molteplici chiavi di lettura, dal dixieland alla musica classica, addirittura al Vaudeville. Non vi avevo mai parlato di un suo disco. Beh, forse perché non ci […]

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