Songcatcher

8 Set

Video 1: La musicista Iris DeMent canta Pretty Saro

Ancora film, ancora lungometraggi con oggetto la musica. E che musica. Stavolta vi segnalo Songcatcher, del 2000, diretto da Maggie Greenwald, in cui risalta subito agli occhi la lucentezza, la fraschezza del viso puerile, lo stile stridente dei vocalizzi di Emmy Rossum. La quale, pur attrice di professione, si cimenta in diverse gemme della musica folk inglese, tra le quali sono particolarmente affezionato a Matty Groves (ascoltate la rielaborazione in chiave rock dei Faiport Convention e la persuadente voce di Sandy Danny, della quale si innamorò, artisticamente parlando, anche Robert Plant).

La trama è semplice: una insegnante di musica inglese, licenziata dalla sua scuola, si fa ospitare dalla sorella nella sua casa, tra i monti degli Appalacchi, negli States, tra gli stati del Kentucky, del Tennesse, del West Virginia. La storia di questi posti è fatta di lavoro, miniere, semplicità e, ovviamente, musica (se avete modo leggete Storie Orali di Alessandro Portelli, uno dei più grandi americanisti italiani).

E’ qui che fa una scoperta sorprendente: la gente del luogo canta canzoni tradizionali inglesi vecchie di 200 anni. Così decide di raccogliere materiale attraverso un grammofono (Video 3) e inizia una faticosa opera di trascrizione in musica. Tratto somatico del modo di cantare di queste comunità è quell’accento nasale dato alle melodie, come lo yodel per i canti popolari alpini.

Video 2: Emmy Rossum canta Matty Groves

Il percorso non solo è affascinante per via della storia di questo genere di musica, ma anche perché si scopre che quella gente non canta per puro piacere, ma perché la musica è vita. «Non ho mai conosciuto una realtà come questa, mai avevo visto una comunità che vive così intensamente per la musica», dice l’insegnante a un certo punto del film. Basta una chitarra, un violino, una fisarmonica, una tavola da percuotere e si inizia a cantare, con quell’accento tutta americana, con quel finale sulla nota, un pizzico di sensualità, di malizia, e il gioco è fatto.

Video 3: Ancora Matty Groves cantata da Emmy Rossum nel grammofono, il tradizionale metodo di lavoro dei primi studiosi di etnomusicologia

Sidistef

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2 Risposte to “Songcatcher”

  1. foxtrot settembre 17, 2010 a 2:25 pm #

    Sai se anche questo film è reperibile solo in lingua originale?

  2. Sidistef settembre 17, 2010 a 2:45 pm #

    Purtroppo credo di si. Ho cercato molto il film in italiano ma invano. Sebbene più “inglese” nei dialoghi, anche questo, in alcuni tratti, può essere spigoloso alla comprensione. Ma credo che poi, alla fine, emerga chiaramente il senso ultimo del film, e di conseguenza resta piacevole da vedersi.

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