Herbie Hancock – Motormouth (1982)

13 Dic

Quando il jazz contamina e a sua volta viene contaminato. Siamo nel 1982 e Herbie Hancock decide che, dopo circa 30 album è ora di volgere i propri indirizzi stilistici verso ciò che spopola di più in quel tempo, la disco music. Il connubio tra pop, jazz, funky e soul genera uno dei dischi più criticati del pianista di Chicago, Lite Me Up! .

Formazione tra le più anonime, in cui la tastiera è completamente abbandonata e l’unico spunto è una costante linea di basso e la voce di Herbie distorta dal Vocoder. Motormouth, o qualsiasi altra traccia di questo periodo (alcune divennero delle hits in Usa come nel Regno Unito, quindi in Europa) è una specie di compromesso con il business, ma, vero anche, dopo tanti dischi di qualità, quasi un togliersi lo sfizio di confrontarsi con un’altra faccia della musica.

Con questo brano si apre (per quanto mi riguarda) un breve periodo di riflessione sull’incrocio tra musica pop, jazz e sul jazz fusion. Prossimamente un consiglio del giorno…

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