The Yardbirds – Birdland (2003)

14 Lug

E’ il 2003, dopo 35 anni ecco di nuovo gli Yardbirds, della formazione originale rimangono, però, solo  Jim McCarty (batteria) e Chris Deja (chitarra ritmica), si aggiungono Gypsie Mayo, John Idan ed Alan Glen rispettivamente chitarra, basso e armonica. L’album è composto da 12 tracce, di cui solo 7 sono inedite, e l’alternanza tra vecchi brani e quelli nuovi è ben azzeccata.

La presenza di chitarristi del calibro di Bryan May (Mr You’re a Better Man Than I), Steve Vai (Shape of Things),Joe Satriani (Train Kept a Rolling), Slash (Over Under Sideways Down), Steve Lukather (Happenings Ten Years Time Ago) e Jeff “Skunk” Baxter (The Nazz Are Blu) impreziosiscono il lavoro anche se i brani poposti non si distanziano molto dagli originali. L’ unico ospite (che poi tanto ospite non è n.d.r.) a suonare un brano inedito (My Blind Life) è Jeff Beck, vecchia conoscenza del gruppo.

L’album si districa in un ottimo blues rock che non sembra risentire dei nuovi tempi, vivace ed energico, che coinvolge anche se gli Yardbirds li abbiamo ascoltati in tutte le salse; più una raccolta che un vero e proprio album, per fan-anatici del gruppo ma anche per chi vuole scuotere la testa sulle note della band che con il “rave up” ha squarciato le porte all’ hard rock.

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4 Risposte to “The Yardbirds – Birdland (2003)”

  1. Oberdan febbraio 7, 2012 a 11:21 am #

    Non ho mai apprezzato molto queste reunion ad inviti, ma mi avete fatto venire la curosità e proverò ad ascoltarne qualche traccia.

  2. Sidistef febbraio 7, 2012 a 12:01 pm #

    Ciao Oberdan, benvenuto nel nostro spazio. Anche se non ho scritto io l’articolo, mi permetto di darti un mio parere: anche io sono molto scettico sulle reunion (della serie: vedi i nuovi The Doors e poi muori…). Però stavolta Diego ha colto nel segno. Birdland è un disco che per chi ama gli Yardbirds deve per forza comparire in collezione. Se non altro perché è un piacere ascoltare come svengono riadattate a distanza di 40 anni quelle vecchie perle suonate da Page e compagnia bella. Molti dei chitarristi che le interpretano, ancor prima di affacciarsi nel mondo del professionismo, si sono cibati di quei dischi. Ed è anche curioso sentire il blues puro da gente come Satriani e Steve Vai. Insomma, ragazzotti che vanno veloci abbastanza… Facci sapere cosa ne pensi!

  3. Diego febbraio 7, 2012 a 12:50 pm #

    Ciao Oberan, benvenuto in questo spazio. Concordo pienamente con Sidistef che sembra avermi tolto le parole dalla bocca.
    Aspetto che mi dia il tuo parere sull’album così ci possiamo mettere a confronto.

    • Oberdan febbraio 7, 2012 a 3:23 pm #

      Convinto! Appena me lo procuro vi faccio sapere. Alcune delle mie perplessità derivano, appunto, dal sentire del blues fatto da velocisti della chitarra come Vai e Satriani. Ma a volte bisogna liberarsi da certi preconcetti.
      Ottimo blog, a presto.

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