Junior Wells – Hoodoo Man Blues (1965)

10 Set

Artista/Gruppo: Junior Wells
Titolo: Hoodoo Man Blues
Anno: 1965
Etichetta: Delmark

Lo dice anche il back di copertina: pochi dischi sono riusciti a far conoscere al mondo il Chicago Blues come Hoodoo Man Blues, primo album della florida carriera di Junior Wells (e della sua Chicago Blues Band), vocalist e armonicista di uno spessore con pochi pari nella storia del blues. Questo è anche un disco particolare, in quanto racchiude in sé diverse gemme e curiosità. E nella storia della musica, per chi la ama veramente, avere aneddoti da recuperare vale tanto quanto una traccia in più da aggiungere all’album.

Innanzitutto colpisce la presenza, in tutto il disco, di Buddy Guy, che però, dopo una lunga battaglia del produttore della Delmark, Bob Koester, per acquisire i diritti del chitarrista, alla fine dovette rinunciare ai crediti. Dunque, almeno ai tempi della pubblicazione, Buddy Guy fu semplicemente riportato con uno pseudonimo: Friendly Chap, spiegato poi dall’impresario Peter Brown (Down e Game Records): «Because a buddy is a friend, a guy is a chap…». Altri aneddoti? Beh, basta ascoltare l’intero album e notare alcune variazioni di suono della chitarra di Buddy. Ciò fu dovuto al fatto che, l’amplificatore utilizzato, spesso faceva le bizze, così Guy fu costretto a registrare parte dell’album attaccando la chitarra a un Leslie specifico per gli organi Hammond. Non è però molto semplice notarlo, tanto che lo stesso Koester se ne lamentò: «Sono sempre stato colpito da come raramente i recensori di allora non riuscirono a percepire la differenza».

Ma veniamo al disco, che inizia da Snatch It Back and Hold It. Caratterizzata da subito per il sound della chitarra di Buddy Guy, con quelle quintine ripetute fino allo strenuo, la voce rauca e allo stesso tempo caldissima di Wells, oltre alla sua armonica nella prima fase centrale. Sono pochi minuti (quasi tre), in cui si comprende fin dall’inizio che non si tratta di un album come gli altri. Dentro c’è il Blues di Chicago, il gospel, il soul, e anche il funky di James Brown.

Ships on the Ocean, altro brano scritto da Junior Wells, maggiormente blues, più attentamente costruito. Qui Buddy Guy non si limita ad accompagnare ma ricama attorno alla base, sapientemente accompagnata dal bassista Jack Myers e dal batterista Billy Warren, tutta una serie di soli impazziti. Quello che ne esce fuori è un campionario di tecnica e bravura che spiega quanto fosse stato importante per Bob Koester, riuscire ad ottenere i diritti per accoppiare il chitarrista in questo disco. Entrano in ballo anche i duetti tra armonica e chitarra (e pensare che molti di questi andarono perduti…).

La prima traccia del disco non scritta da Wells è Good Morning Schoolgirl, famosissimo brano di Sonny Boy Williamson II che fu da esempio per tantissimi gruppi della new wave britannica (tra cui ricordiamo anche un bellissimo pezzo di repertorio degli Yardbirds, anche se la loro era una “Little Girl”: molto contò l’introduzione dell’armonica in un brano prettamente tradizionale. Coinvolgente e stretto è l’accompagnamento di Guy, anche per quelle varianti che scendono fino alle corde più alte. Wells la interpreta con decisione e grande personalità, chiudendo le strofe con divagazioni parlate.

Anche Hound Dog non è di Junior Wells, ma l’hanno rifatta tutti, a partire da Elvis. La versione di Hoodoo Man Blues è veloce e potente, arricchita da una sezione ritmica preponderante grazie ai passaggi dei piatti di Warren. Ne emerge un brano tra il blues e lo psichedelico.

Con In the Wee Wee Hours torniamo alle creazioni di Wells. Un lento che si adagia tra il blues, il jazz di Nina Simone, Billie Holiday e (perché no…) mettiamoci anche Ella Fitzgerald. Buddy Guy non esce mai fuori dagli schemi, ma con semplicità e pulizia conferisce un groove che si alterna a meraviglia con l’armonica. Ecco, c’è un rispetto dei ruoli in questo disco quasi disarmante.

Hey Lawdy Mama ci introduce in una nuova sfera del disco, quella di un blues più prettamente rock. Da che si nota, banale immaginarlo: da qui Buddy Guy prende la deriva, si stacca dal compitino e inizia a spingere forte sulle sei corde, terzine, standard blues rivisti da un tocco seriamente deciso, forte, molto hard, molto cool.

Il brano omonimo del disco è un mistero: Hoodoo Man Blues è infatti accreditato sia a Wells che a Sonny Boy Williamson II, con il quale Junior ha iniziato la sua avventura da armonicista. Nella contesta a distanza sulla paternità di questo pezzo è emblematico che Wells abbia deciso di titolarci il suo primo disco. Quasi un passaggio di testimone.

Early in the Morning, un brano classico, tradizionale della cultura blues. Qui Wells non si è inventato nulla, ci ha messo solo l’anima. Così come Buddy Guy, che finalmente può beneficiare di momenti più larghi di assolo. Nella parte centrale, e con tutto il solo finale: il vero Buddy.

Forse è We’re Ready uno dei brani a cui Guy attaccò la sua chitarra all’amplificatore Leslie. Se ne percepisce l’odore, la differenza climatica, la corposità variata. Questo è il primo brano dove non compare mai la stridula voce di Wells. Ma che belli anche i passaggi di basso!

You Don’t Love Me, Baby riporta alla Allman Brothers Band, perché se questo brano di Willie Cobbs è diventato tra i più famosi nella storia del rock blues è anche grazie al fatto che la band dei fratelli Allman decise di inserirla nella scaletta del suo meraviglioso Live At Fillmore East. Wells e Guy l’hanno interpretata qualche anno prima, più veloce e ad assetto variabile.

È di Kenny Burrell invece Chitlin Con Carne, che inizia con una serie di vibrazioni di armonica. Siamo sempre su quel filone, torna un Buddy Guy attento a rispettare il suo spazio, mentre preponderante è l’armonicista, che si appropria dell’inizio e della fine, dove gli ultimi dieci secondi del suo solo ricordano le fisarmoniche zydeco di Clifton Chenier.

Viene rivoltata  e personalizzata Yonder Wall di Elmore James, con giochi di leva di Guy e dalle urla di Wells. Battito regolare, basso sempre lì ad uscire dal ruolo di comprimario, qui Warren dà il meglio di sé, veramente batterista tra i più snobbati, immeritatamente.

Il disco termina con due alternate takes. Hoodoo Man Blues è una bonus tracks ripubblicata per la versione in cd. Sicuramente più pulita tanto che si notano maggiormente le classiche scivolate di Guy sulla tastiera, gli acuti di armonica reggono perfettamente sugli altoparlanti. Anche una scusa per tornare sulla title track: semplicemente spettacolare.

L’altro brano ripubblicato è Chitlin Con Carne di Burrell. Anche qui si percepisce che Guy era attaccato al Leslie. Il suono è ovattato, sembra quasi stia suonando un sitar. Accordi blues mescolati agli standard jazz sulle varianti. Un esempio limpido di commistioni di generi, dove si inserisce dolcemente l’armonica e dove ogni strumento ha il suo equilibrio limpido, anche quel basso che finora aveva brillato poco per protagonismo.

Per tutte le storie che vi ruotano attorno, per la presenza di un mostro sacro come Buddy Guy, per il fatto che amo i primi album a prescindere, e per il fatto che questo è anche molto bello. Per tutti questi fattori, e per la propensione a non tradire il blues ma a svilupparlo lungo degli assi perfettamente paralleli al genere di Chicago, questo album per me è una gemma. Che sicuramente farà esaltare gli amanti del blues elettrico, come susciterà imbarazzo in chi ama le differenze e le particolarità. Ma il blues nasce dal profondo e colpisce dritti al cuore, non conta se poi fai un intero disco sulla stessa tonalità. Voto: 8.

Track Listing: 

Snatch It Back and Hold It (Junior Wells) – 2:53

Ships on the Ocean (Wells) – 4:07

Good Morning Schoolgirl (Sonny Boy Williamson) – 3:50

Hound Dog (Jerry Leiber, Mike Stoller) – 2:12

In the Wee Wee Hours (Junior Wells) – 3:42

Hey Lawdy Mama (uncredited) – 3:10

Hoodoo Man Blues (Wells, Williamson) – 2:49

Early in the Morning (traditional) – 4:44

We’re Ready (Buddy Guy, Wells) – 3:33

You Don’t Love Me, Baby (Willie Cobbs) – 2:58

Chitlin Con Carne (Kenny Burrell) – 2:12

Yonder Wall (Elmore James) – 4:10

Hoodoo Man Blues (alternate take) (Wells, Williamson) – 2:50 (CD re-issue bonus track)

Chitlin Con Carne (alternate take) (Burrell) – 3:20 (CD re-issue bonus track)

Personnel:

Junior Wells – Harmonica & Vocals

Buddy Guy – Guitar

Jack Myers – Bass

Billy Warren – Drums

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Una Risposta to “Junior Wells – Hoodoo Man Blues (1965)”

Trackbacks/Pingbacks

  1. The Blues Collection 72 – Carey & Lurrie Bell – Father and Son (1993) « The Book Of Saturday - novembre 25, 2011

    […] Insomma, il titolo spiega già tutto e non mi resterebbe che lasciarvi all’ascolto. Ma meglio dare prima qualche coordinata, altrimenti vi avrei segnalato l’album come consiglio del giorno. Padre e figlio dunque. Carey e Lurrie, più tutta una serie di Bells che sarebbe stato meglio chiamarlo “father, son and the family Bell”. Ci sono Tyson al basso, James alla batteria, uno Steve all’armonica, a sostituire il vecchio Carey, ma anche a duettarci. Più incisivo il padre, Carey, morto nel 2007, uno di quelli che hanno saputo ben inserirsi nel solco della tradizione del Chicago Blues, quella di Sonny Boy Williamson (I e II), e Little Walter. Carey farà scuola per diverse generazioni con la sua armonica. Assieme a quest’altro tizio qui. […]

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