Dixieland Jug Blowers – Hen Party Blues (1926)

21 Set

Ultimamente ho ascoltato il numero 41 della Blues Collection, quello con la raccolta delle Jug Blues Band. Certo, conoscevo cosa fossero state le Jug Bands, ma approfondendo ho scoperto anche perché si chiamavano Jug Bands. Il nome “Jug” deriva letteralmente da “caraffa” o “boccale”. Semplicemente, erano delle bottiglie (in vetro o ceramica), di differente dimensione in base alla tonalità che si voleva dare al suono, che usciva fuori soffiandoci dentro attraverso una particolare tecnica di espirazione. I Jug sono caratterizzati da un suono molto grave, e potremmo anche considerarli, in parte, gli antesignani del contrabbasso per il jazz, del basso per il blues.

Questa è una storia tutta americana, ed in effetti proprio negli States, a cavallo degli anni ’20, le Jug Bands spopolarono, fino a quando la naturale evoluzione della musica portò blues e jazz a percorrere strade differenti. Inizialmente erano però band di strada, fatte da menestrelli, che si esibivano, oltre che con il jug, con gli strumenti d’orchestra tipici del blues: chitarra, banjo, violino. Poi ci fu una contaminazione che proprio in quegli anni portò all’introduzione di diversi strumenti a fiato: sassofoni, clarinetti, trombe. Il jug svolse un ruolo di primo piano, fino alla sua conseguente scomparsa. Ecco che allora, parallelamente alla nascita di band come la Memphis Jug Band attiva nel Blues, nascono anche i Dixieland Jug Blowers, band attiva nel filone jazz più in voga di allora, il dixieland appunto.

Molti di quei componenti restarono anonimi appena il jazz prese piede e si formarono le grandi orchestre. Possiamo dire che alcuni riuscirono a sfondare, tra cui va annoverato sicuramente il clarinettista Johnny Dodds. Vi consiglio di ascoltare la raccolta Johnny Dodds 1926 Chronolgical Classics, in cui sono anche contenute diverse incisioni ai tempi dei Blowers. L’anno successivo (1927), Johnny si trasferì a Chicago, ed ebbe la fortuna di esordire davanti al grande pubblico negli Hot Five e negli Hot Seven di Louis Armstrong, poi con i Red Hot Peppers di Jelly Roll Morton. Nel video, il brano è Hen Party Blues. “Blues”, tanto per confermare la teoria del brodo primordiale dell’origine (vedi questo approfondimento).

Il violino è di uno dei fondatori della band, Clifford Hayes, che successivamente formò un gruppo separato. Stessa idea venne al “juggista” Earl McDonald (qui c’è anche Henry Clifford che suona la “caraffa”). Ascoltate con attenzione il solo di Jug nella sezione finale, oltre a quelli di clarinetto che ovviamente esegue la star Johnny Dodds. E’ proprio il caso di dire che la necessità fece grande la virtù…

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Una Risposta to “Dixieland Jug Blowers – Hen Party Blues (1926)”

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  1. Johnny Dodds – The Chronogical Classics 1927-1928 (1991) « The Book Of Saturday - giugno 17, 2012

    […] il clarinettista Johnny Dodds. Arrivato da giovane a  New Orleans, Dodds iniziò a suonare nei Dixieland Jug Blowers. Mentre questo disco che la Chronological Classics pubblicò nel 1991 rappresenta la testimonianza […]

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