Popol Vuh – In den Gärten Pharaos (1971)

16 Feb

«Questo è il racconto di come tutto era sospeso, tutto calmo, in silenzio, tutto immobile, ancora, e la distesa del cielo era vuota». Così inizia il Popol Vuh (“Libro della comunità”), una raccolta di miti e leggende dei vari gruppi etnici che abitarono la terra Quiché, uno dei più antichi regni maya in Guatemala. Un libro sacro, la loro bibbia, su cui il nulla è la pace dei sensi e all’inizio c’è solo aria, acqua, cielo.

Ne prende spunto Florian Fricke, leader del gruppo omonimo al libro, i Popol Vuh, appunto. Questa è In den Gärten Pharaos, traccia omonima al secondo album del gruppo krautrock tedesco, 17’40” di brano, praticamente la metà del disco cvomposto da sole due composizioni. Essendo musica terapico-iniziatica, tribale, dove le armonie del suono si fondo a quelle della natura, con l’acqua di sottofondo (tipico della musica araba), va ascoltato al massimo della concentrazione. Solo così si può beneficiare degli effetti taumaturgici, dell’energia che in essa è contenuta. Buon ascolto.

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Una Risposta to “Popol Vuh – In den Gärten Pharaos (1971)”

Trackbacks/Pingbacks

  1. The Decemberists – The Tain (2004) « The Book Of Saturday - marzo 22, 2012

    […] sempre con più frequenza di imbattermi in gruppi che si rifanno ad antichi testi. E se con i Popol Vuh eravamo al testo sacro dei Maya, stavolta, con i Decemberists ci troviamo di fronte a un racconto […]

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