La musica Arbëreshë candidata all’UNESCO

3 Apr

Si è messa in moto la candidatura all’Unesco della musica Arbëreshë, gli “albanesi d’Italia”. Obiettivo: essere inserita nella lista dei Beni immateriali dell’Umanità. L’operazione lunga e complessa che ha condotto alla candidatura, è curata dall’associazione Rivista Kamastra che da molti anni si occupa delle minoranze linguistiche in Molise e, sostenuta da una rete di partner tra le due sponde dell’Adriatico, mira a mantenere vivi i rapporti storici e culturali tra istituzioni e popolazioni.

La storia degli Arbëreshë e del loro esodo in Italia affonda le sue radici tra il XV e il XVIII secolo, quando parte della popolazione proveniente dall’Albania e da comunità albanofone della Grecia, si stanziò in Italia a seguito della morte dell’eroe nazionale albanese, Giorgio Castriota Skanderbeg, e alla conquista progressiva dell’Albania e di tutto l’Impero Bizantino da parte dei turchi ottomani.

Gli Arbëreshë oggi rappresentano una delle tantissime minoranze etniche che compongono il nostro paese. Si trovano tra la Puglia, il Molise, la Basilicata, parte dell’Abruzzo e della Campania, parlano l’arbërisht, antica variante del tosco, dialetto albanese parlato nel sud dell’Albania, e tutelato dalla legge n. 482/1999 in materia di minoranze linguistiche storiche. La loro musica tradizionale, ovviamente cantata in arbërisht, risulta incomprensibile all’italiano, meno dagli abitanti italiani del luogo. Tanto che al primo ascolto, in parte risulta evidente la peculiarità di strozzare l’ultima sillaba delle parole, tipica dei dialetti del Meridione, e in particolare della Puglia.

Ora la candidatura all’Unesco. Cito i protagonisti della candidatura, dalla Gazzetta del Sud: «Per il suo profilo di catalizzatore culturale, il progetto è stato condiviso dall’Ambasciatore della Repubblica d’Albania, Llesh Kola, e presentato all’Unesco dalla Regione Molise che, con propria delibera, ha assunto il ruolo di Regione capofila della candidatura, con il sostegno delle Province di Cosenza e di Campobasso i cui presidenti, rispettivamente Gerardo Mario Oliverio e Rosario De Matteis, hanno creduto nella validità dell’iniziativa. Tra i Comuni che hanno aderito Montecilfone, Campomarino, Portocannone, Ururi e Termoli, tutti in provincia di Campobasso, Chieuti (Foggia) e Greci (Avellino): il sindaco del Comune campano, Bartolomeo Zoccano, è stato tra i primi firmatari del documento. Tra le personalità che, in Albania, hanno sposato la candidatura anche il direttore generale della tv albanese, il direttore dell’Archivio di Stato, il presidente dell’Accademia nazionale delle Arti e delle Scienze».

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