Liszt e Mahler sui bolli vaticani

19 Apr

Notizia un po’ in ritardo, ma comunque attuale. Per i collezionisti, di francobolli, ma anche di musica. Da tre anni il Vaticano celebra la musica classica attraverso l’emissione di speciali francobolli da collezione raffiguranti (in vari valori, rispettivamente di 75 c e 1,60 €) i più grandi compositori del passato. E per la terza volta, a 9,90 € vende contemporaneamente un cd con una selezione di composizioni dei musicisti in questione. Dopo l’uscita nel 2009 del cd relativo a Georg Friedrich Händel, e quello dell’anno successivo che celebra Fryderyk Chopin e Robert Schumann, dal novembre scorso il ricordo è tributato a Franz Liszt e a Gustav Mahler.

Nato in Ungheria nel 1811, Liszt già prima dei dieci anni mostrò enormi potenzialità. Istruito inizialmente dal padre, si trasferì in seguito a Vienna dove seguì le lezioni di composizione e di pianoforte con Antonio Salieri. Fu quindi a Parigi, dove non riuscì a ottenere l’ammissione al conservatorio della capitale francese, allora diretto da Luigi Cherubini. Questo, tuttavia, non gli impedì di suonare, quattordicenne, a Londra, al cospetto di re Giorgio IV. La morte della figlia, nel 1862, segnò una svolta, tanto da dedicarsi alla vita religiosa che nel 1865 lo porterà a ricevere gli ordini minori, divenendo abate. Da questo momento – sottolineano all’Ufficio filatelico vaticano – le sue composizioni saranno sempre più indirizzate verso la musica sacra.

Nato in quella che oggi è la Repubblica Ceca, anche Mahler fu avviato molto presto dal padre allo studio della musica, tanto che a 15 anni entrò nel conservatorio di Vienna, dove riscosse subito ottimi apprezzamenti. Dopo aver completato gli studi, Mahler si specializzò nella direzione d’orchestra, ottenendo un grande successo sia tra il pubblico sia tra la critica; al contrario, le sue composizioni non vennero inizialmente apprezzate come avrebbero dovuto. Nel 1897, Mahler ricevette il prestigioso incarico di direttore del Teatro dell’Opera di Vienna, ruolo che coprirà per dieci anni rinnovandone sia la qualità artistica sia il repertorio. I dieci anni della sua direzione sono ancora considerati quelli più luminosi della storia del Teatro. Di Mahler non rimangono purtroppo molte opere; alcune, infatti, sono andate distrutte; oltretutto, la sua intensa attività di direttore gli ha lasciato poco tempo per dedicarsi alla composizione.

(FONTE: Danilo Bogoni, Vivereinarmonia.it)

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