Clarence “Gatemouth” Brown – No Looking Back (1992)

6 Ott

Artista/Gruppo: Clarence “Gatemouth” Brown
Titolo: No Looking Back
Anno: 19992
Etichetta: Alligator Records

Clarence ‘Gatemouth’ Brown non ha mai promesso altro che la sua ‘verità’. Senza sottostare alle pressioni della moda, delle case discografiche e dei tempi”. Così spiegava Jim Nelson, uno dei massimi esperti di musica rock e blues nel panorama delle radio americane, l’uscita nel 1992 di No Looking Back. Si trattava di tracciare una linea ideologica che sapesse spiegare per larghi tratti l’importanza del padre del disco, Clarence “Gatemouth” Brown.

Chitarrista eccentrico, che nella sua longeva carriera ha saputo raccontare attraverso il blues diversi spaccati dei diversi mondi che ha vissuto. Si parla di stili, ed è complicato contestualizzare Brown dentro uno o l’altro genere. Parte dal blues, ma poi inevitabilmente prende sempre – in ogni singolo album – una tangente fatta di contaminazioni, dal jazz al country, allo swing, al bop.

No Looking Back comincia proprio così, con Better Off With The Blues, un intelligente compromesso tra il blues di stampo “Gate” e la sua vena incline al jazz. Ancor più chiaramente, il clima jazzistico emerge nettamente con Digging New Ground dove sia il basso di Harold Floyd, che la schiera di fiati alle spalle di Clarence, e capitanati dalla tromba di Terry Townson, ci introducono swingeggianti in atmosfere, con la chitarra di Brown che si alterna in brevi schegge alle linee solistiche di tromba, sax e pianoforte. Tutti strumenti prettamente jazz, a partire dal ritmo che impartiscono al brano. È jazz anche nel tema, uno standard alla Glenn Miller che introduce e conclude.

Torna prepotente la batteria e la voce di Brown in Dope, nel cui frammento centrale si impone anche l’organo hammond di Michael Holmes. È un blues classico, che ricorda il Gatemouth più tradizionale. La successiva My Own Prison è introdotta direttamente dall’elettrica di Mouth, e anche stavolta è il contrabbasso a scandire il ritmo, denso, fluttuante, che si chiude con un riff di chitarra in sfumatura. Ancora il basso, ma in forma più sperimentale, e subito sorretto dai fiati, apre Stop Time. È un groove che sfiora il funky in cui tutti gli strumenti partecipano lentamente a questa “sigla”. Qui Brown molla per un attimo la chitarra per imbracciare il violino, il suo secondo strumento in cui tira fuori tutta la sua genialità lasciandogli emettere uno stridio a dir poco coinvolgente. A dar man forte a Brown con la chitarra ci pensa Tommy Moran. La soluzione più naturale per evitare inutili sovrincisioni, visto che anche lui vanta grandi collaborazioni prime tra tutte Canned Heat, Buddy Guy, Leon Redbone.

C-Jam Blues parte in crescendo, dai piatti al contrabbasso. Le scale di Brown sono infernali, compresi esercizi di stile che rasentano la provocazione. Questo è il brano più virtuosistico finora. Straighten Up è un lento: atmosfera seria, luci basse e fumo per la platea. Si passa a The Peeper, unico brano non arrangiato da Townson. Si tratta di una semi-jam in cui ogni strumento dà il suo contributo: una sfida festaiola. Un cane che abbaia introduce l’ascoltatore in Alligator Eating Dog. Altro funk allegro e spensierato, anche se descrive il dramma di un quadrupede che diventa la cena di un coccodrillo. È l’unico brano cantato dall’inizio alla fine, una classica ballad.

Cantata è anche I Will Be Your Friend, un lento alla Johnny Cash, che Brown canta in duetto con Michelle Shocked, e nelle retrovie il pianoforte in stile Elton John. Sarebbe stata comunque una traccia azzeccata per il gran finale struggente. Non per Clarence “Gatemouth” Brown, che evidentemente mirava di giungere ad altre conclusioni. Così il brano di chiusura è un avvincente corrida We’re Ouuta Here, in cui l’intro di violino si esibisce nello stesso booogie che poi sentiremo di nuovo fatto con la chitarra nella parte finale di pezzo.

VOTO: 6,9

Track Listing

1.Better off With the Blues – 4:10

2.Digging New Ground – 3:49

3.Dope – 3:21

4.My Own Prison – 3:25

5.Stop Time – 3:31

6.C Jam Blues – 3:10

7.Straighten Up – 4:20

8.The Peeper – 4:30

9.Alligator Eating Dog – 4:12

10.I Will Be Your Friend – 3:13

11.We’re Outta Here – 3:48

Personnel:

Clarence “Gatemouth” Brown (vocals, guitar, fiddle);

Michelle Shocked (vocals);

Ron Harris, Tommy Moran (guitar);

Bobby Campo (flute, trumpet, flugelhorn);

Bill Samuel (alto & baritone saxophones);

Dennis Taylor (tenor saxophone);

Terry Townson (trumpet);

John Touchy (trombone);

Michael Holmes (piano, organ);

Harold Floyd (acoustic & electric basses);

Waldo LaTowsky (drums);

Hound Dog Samuel (barking).

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