COVERMANIA | Yellow Submarine

7 Gen

Ha battuto tutti i record di vendita in Gran Bretagna e nel resto del mondo, è stato il primo singolo ad uscire in formato 45 giri e ha dato il titolo a uno dei più celebri film animati musicali. Non c’è un angolo nel mondo che non conosca le note e le parole di Yellow Submarine, canzone cult degli anni ’60 firmata dai giovanissimi Beatles con la pubblicazione del loro secondo lp Revolver nel 1966.

La fama di questo brano (così come tutte le produzioni dei Beatles) è attestata anche dalle tante, tantissime cover che ne sono state riproposte nel corso degli anni e fin da subito. Girando per il web mi sono davvero divertito perché ce n’è per tutti i gusti, dalle cover fedeli all’originale a totali rivisitazioni nelle più disparate chiavi di lettura. A parte l’originale, ho scelto 4 cover che mi sembravano più interessanti per la diversità tra loro, ma non possono essere escluse altre versioni, da quella degli australiani Silverchair a quella di Nada, o la più comica di Milton Berle, o addirittura alla voce quasi lirica di Mrs. Elva Miller.

Si parte dall’interpretazione militar-ironica dei Leningrad Cowboys, una banda di scalmanati finlandesi con la fissa per le creste e per l’Unione Sovietica che vanno cantando in giro per il mondo vestiti da gerarchi dell’Armata Rossa…

Le produzioni dei Beatles si prestano anche ad interpretazioni comiche, per via anche della loro stessa notorietà. Non si può dunque ignorare il tentativo di traduzione direi grottesca che ne fanno gli Elio E Le Storie Tese. Fedelissimi al testo in ogni singola parola, con frasi del tipo «portello seguente in tensione» vale la pena ascoltarla perché secondo me è geniale.

Ho riflettuto molto se pubblicare invece la versione di Willie Chirino, anche perché a parte il basso alla McCartney, qui i Beatles vengono completamente stravolti sul ritmo salsa. Ne esce fuori una Yellow Submarine che suona molto come quei balli tradizionali hawaiani di benvenuto con tanto di sculettate e corone di fiori.

Nel frattempo l’ha riproposta spesso nei suoi concerti anche Paul McCartney (seppur in versioni brevissime), ma quando la canta Ringo Starr è tutta un’altra musica, se non altro perché si tratta della voce originale. Spesso i Beatles scrissero i testi per lui e per il suo particolare timbro di voce, di seguito ecco un’interpretazione di Starr dal vivo nel 2006…

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