EXTRA| I suoni e gli odori del rock. Cosa c’è dietro la nascita di un disco. La Ridge Farm, il “Mobile Mobile” e gli uccellini dei National Health

9 Apr

Ridge Farm-ltop

Quante volte vi è capitato di immaginare ascoltando un disco. Posti bucolici, di mare e di terra. Suoni, odori, rumori. Che come sempre accade non combaciano con quelli reali, dove quel gruppo in questione ha avuto modo di concepire e registrare quel disco. Per non parlare del contatto visivo e olfattivo quando ci si trova in un concerto live. Tutta un’altra storia. Quel disco era stato sognato e realizzato in piena tranquillità, oggi voi vi trovate in un maremagnum di mani, puzze e bottiglie di birra svuotate. Ma vi siete mai chiesti come è nato un disco, i suoi aneddoti, le curiosità, le cene degli artisti, i loro passatempo tra una session e l’altra? Se avete mai avuto questa curiosità questo extra è per voi, con l’augurio che dopo averlo letto vi possiate prodigare nel cercare di scovare storie simili dei vostri dischi preferiti. Storie…Flashback. Anno 1978. Esce il secondo disco di una band che trae le sue origini dalle ceneri degli Hatfield And The North, con elementi di Henry Cow, Gilgamesh, Caravan, collaborazioni con gente del calibro di Bill Bruford. È la seconda ondata della scena di Canterbury. Loro erano i National Health, un gruppo progressive fondato nel 1975 dai tastieristi Dave Stewart e Alan Gowen. E questo Extra è dedicato alla genesi di un disco in particolare, il secondo loro prodotto: Of Queues And Cures, pubblicato nel 1978. Si tratta di un album tanto travagliato come lo sono state le vicissitudini della band dopo la partenza di alcuni componenti successiva all’omonimo disco di debutto uscito l’anno prima. A chi non avesse mai ascoltato un lavoro dei National Health (come del resto dei gruppi anzi citati), consiglio di farlo al più presto.

 Bryden Two Steps (For Amphibians)

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Proviamo a calarci nell’immaginario collettivo (che poi è anche il mio…), che sogna i membri dei gruppi riunirsi tra di loro in felice armonia e dalla mattina alla sera, chitarre in mano, batteria lì accanto, un basso acustico per non perdere troppo tempo. Poi birra, canne a volontà, spesso qualcosa di più. E poi giù di accordi, riff, provati e riprovati all’inverosimile. Non la faccio più lunga di quello che è: musica da zero, spartiti da riempire. Ma la location, quella spesso fa la differenza. Ed è dunque a questo punto che rivendica i suoi meriti (sapientemente elencati nei ringraziamenti di copertina) la Ridge Farm. «Nascosto nel Surrey, confine del Sussex sul bordo del Surrey Hills, Ridge Farm ha giustamente guadagnato una reputazione per la fornitura di ospitalità familiare con una miscela unica di calma, creatività e libertà», si legge sulla home page ufficiale di questo hospital meraviglioso immerso nella campagna inglese a circa un’ora di macchina a sud di Londra.

 (La console dei Ridge Farm Studios)

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Oggi ospita anche famiglie, banchetti matrimoniali e soggiorni per chi voglia riposare a due passi della Black Wood. Ma già a metà degli anni ’70, la Ridge Farm era famosa per i suoi Studios, che ospitarono tra gli altri Queen, Little Richard, Ozzy Osbourne e più recentemente i Pearl Jam. Un’affascinante residenza colonica del 16° secolo, che tra il 1977 e il 1978 ospitò anche i National Health. La cosa bella, secondo me meravigliosa, è che probabilmente nessuno di noi riuscirà mai ad andarci, ma ascoltando Of Queues And Cures, potrà udirne i suoni dei boschi che la circondano. Nasca infatti così il primo brano dell’album dei NH, The Bryden Two Steps (For Amphibians). Ci affidiamo alla cronaca nuda e cruda riportata in calce alla descrizione della traccia nell’inside di copertina: «Una mattina, alle 6, 4 musicisti, tutti appassionati di console. Ma per Mike Dunne, un barlume di coscienza è agitata dal suono di uno scricciolo saluto all’alba. L’ornitologo ken barcolla dagli occhi selvaggi verso la porta e afferrando il microfono, dà la caccia. 40 minuti più tardi lui riemerge, fango schizzato, senza fiato, il canto degli uccelli registrato per l’intro di questo pezzo. Un altro trionfo per il “Mobile Mobile”».

 (Of Queues And Cures, album intero)

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Poi spieghiamo anche cos’è “Mobil Mobile”, ma prima è obbligatorio parlare di Bryden, dove si distingue anche la presenza della violoncellista Georgie Born. Questo brano di apre proprio con il suo degli uccellini della Ridge Farm, catturati dal misterioso Ken (probabilmente lo stesso Mike Dunne, produttore degli album dei NH): i loro cinguettii danno apertura a quest’opera, durano lo spazio di circa 2 minuti, sempre più immersi in un mix con l’organo fuzz, che da tempo no nsi udiva all’epoca nel prog britannico. Non è l’unica curiosità di questo album e delle potenzialità della Ridge Farm. Tra una session e l’altra, Stewart e compagni spesso scambiavano due tiri a tennis. Avevano anche un coach: Bryan Gaylor. In realtà si tratta del tecnico, evidentemente molto bravo con la racchetta. Con Mike Dunne, fu proprio Gaylor a far “parlare” il “Mobile Mobile”. Si tratta di uno studio di registrazione montato su un furgoncino, sembra fosse un Volkswagen. Dava la possibilità di registrare 24 tracce simultaneamente e dove i National Health trasportarono quanto concepito sui divani della Ridge Farm pochi giorni prima. Un lavoro doppio, ma ne valse la pena…

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