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The Kills – No Wow (2005)

24 Giu

The Kills - No Wow - Front

Non è facile suonare minimal (o come lo chiamano alcuni lo-fi vintage) quando nello stesso periodo spopolano gli White Stripes. Ahimé, quelli di po-popopopo-po. Complicato farlo passare come un tentativo di tornare alle origini, per alcuni addirittura al blues del delta. Inevitabile, per chiunque a cavallo del 2000 avesse provato a dissezionare il suono rendendolo quasi rumore in sottofondo della voce, cadere nel superficiale accostamento: The Kills= brutta copia degli White Stripes. Se poi si ricompone un duo, voce femminile (Alison “VV” Mosshart) e strumenti – ma anche voce, talvolta – maschili (Jamie Hince), insomma tutto riconduce lì. Ma non solo. Gli effetti, per i Kills, sono un po’ questi. Devastanti per la pubblicità e il botto che fecero, tanto come le ripercussioni su certe convenzioni una volta attaccato il play allo stereo. Una scialba copia dei migliori? Chissà, vanno ascoltati per poi dare un giudizio. Noi ve li proponiamo con No Wow, secondo lavoro del duo anglo-statunitense.

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Porcupine Tree – XMII (2005)

17 Giu

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Per essere un album dal vivo quasi non si sente. Anzi, non si percepisce proprio. Sembra un disco in studio. In pieno stile Porcupine Tree, il trionfo dell’iper riverbero. Tutto questo è XMII, una sigla ma potrebbe essere anche un marchio di qualità. Perché si può essere critici quanto si vuole nei confronti di Steven Wilson, ma quanto a pulizia del suono e idee, tanto di cappello. Continua a leggere

Steve Hackett – Metamorpheus (2005)

21 Feb

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Questa recensione voglio iniziarla con una risposta. Una delle tante spese su Metamorpheus, ennesima fatica di Steve Hackett che data 2005. Perché questo lavoro ha avuto una fortuna alterna, divisa tra i difensori incalliti del grandissimo chitarrista dei Genesis, che contrastano con reazioni meno entusiastiche da parte degli integralisti al contrario. Da osservatore esterno, mi pongo nel mezzo e cerco di accontentare la curiosità di chi si chiede perché Metamorpheus. O meglio, alcuni si domandano tuttora cosa ci sia di metamorfosi all’interno di questo album che suona lineare e pacato.

Bene, la risposta probabilmente è nel carattere autobiografico che si è voluto regalare lo stesso Hackett, e la metamorfosi non è all’interno del disco, che invece è una conseguenza della rivoluzione della sua vita. Come Orfeo, il mito che tratta quest’opera, anche Steve si è calato in un nuovo mondo, quello della musica classica che, con il progressive rock, aveva solamente potuto semplificare in qualche fraseggio estemporaneo. Qui la musica classica diventa la regola. Tutto il resto, semplicemente non c’è. E ciò, all’uscita di Metamorpheus, ha disorientato i fans. C’è chi ha accolto con entusiasmo e curiosità l’esperimento, chi invece decretò la fine anticipata di un artista che invece ha prodotto poi altri 5 dischi dopo questo, l’ultimo un anno e mezzo fa.

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Dominic Frasca -Deviations (2005)

16 Lug

Dominic Frasca (chitarrista) in  questo lavoro collabora con compositori del calibro di Philip Glass e Marc Mellits. La sua è una tecnica  molto originale che può ricordare quella di Andy Mckee. Aver visto una sua performance in rete mi ha sorpreso dal fatto che non ci sono sovraincisioni!!!

Per chi piace l’ energia e i  loop  ipnotici.

Artisti Vari – Riga Dimd (2005)

4 Apr

Artista/Gruppo: Vari
Titolo: Riga Dimd
Anno: 2005
Etichetta: Upe Records

Questa recensione è frutto dell’ascolto di un souvenir da un viaggio in Lettonia che feci due anni fa. Un cd (perché chiamarlo album sembra azzardato) che raccoglie una sequenza di brani tutti dedicati alla capitale di questo piccolo e freddo paese del baltico, Riga.

Il titolo infatti, Riga dimd, significa proprio “canzoni di Riga”. Impossibile trovarlo su internet, scaricare anche solo la prima parte delle tracce per farsi un’idea. Introvabile se non (azzardo con presunzione) a casa del sottoscritto.

Impossibile pure non fare un piccolo accenno di storia di questa città multiforme, assonnata, gelida e allo stesso tempo piena di calore. Fondata nel 1201 Riga fu una città molto ambita dalle diverse potenze europee, passò più volte sotto diversi domini, tra cui quello dello stato che forse più di tutti gli ha conferito un aspetto tipicamente europeo, la Prussia. È solo nella sua storia recente che Riga e l’intera Lettonia sono finite per essere inglobate all’ex Unione Sovietica.

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