Prince – For You (1978)

25 Mag

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Da molti fu considerato l’antagonista effimero di Michael Jackson. Per alcuni molto meglio di Jacko, oggettivamente più poliedrico e capace di dribblare etichette e generi come pochi altri nel mondo del pop. Un musicista del calibro di Prince a fine anni ’70 aveva due strade da poter prendere: entrare nella ristretta nicchia dei fenomeni, spesso poco pagati e ancor meno conosciuti. Oppure puntare sul target del momento: il pop, l’anti-rock per antonomasia. Prince arrivò al bivio del suo primo disco ancora incerto sulla via da percorrere. Ne verrà fuori un “demo-album”, una sorta di raccolta di intenti: For You.

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Pentewater – Out Of The Abyss (1992)

9 Mag

Front

Nell’universo del prog rock di fine anni ’70 la prima cosa che balza all’orecchio è questa: i Pentwater avevano qualcosa da dire. E forse furono solo sfortunati. Nel raccogliere materiale sui Pentwater, mi ha colpito una considerazione di The Music Street Journal, che all’uscita del primo disco nel 1977 disse: «I Pentwater potrebbe essere la migliore band di rock progressive che mai avete sentito prima». Questa è la storia di un disco uscito… troppo tardi. Continua a leggere

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EXTRA | Sembra, ma non è una chitarra. Ascesa e declino del Synthaxe: Allan Holdsworth

27 Apr

SynthAxe

Spesso nella musica si è pionieri di se stessi. Più raramente il nome di un artista sale alla ribalta per l’utilizzo di un nuovo strumento. Meno spesso accade poi che sia proprio la pubblicità di questo o quell’artista, a designare la fama di una nuova invenzione musicogena. A volte l’idiosincrasia tra le due parti è tale che si può parlare di simbiosi. Quando nel 1986 venne pubblicato Atavachron, tutti conoscevano già Allan Holdsworth, ma pochi, se non nessuno, sapeva cosa fosse il Synthaxe.

Ebbene, oggi vi raccontiamo la nascita e l’ascesa di questo strumento, che deve la sua fama proprio al disco in questione. Un po’ chitarra elettrica, un po’ sintetizzatore. Reso celebre proprio grazie ad Allan Holdsworth, che utilizzandolo scientificamente in più brani di Atavachron, unì il suo nome a questa diavoleria dell’ingegneria elettronica musicale per i quasi successivi 15 anni. Prima però sarebbe bene spiegare meglio in cosa consiste il Synthaxe.

Senza entrare troppo nel dettaglio, il Synthaxe è un controller MIDI applicato alla chitarra, creato da Bill Aitken, Mike Dixon e Tony Sedivy e prodotto in Inghilterra nella seconda metà degli anni ’80. Si tratta di uno strumento musicale che utilizza sintetizzatori elettronici per produrre suono e viene controllato tramite l’uso di un braccio simile al collo di una chitarra (ma non è una chitarra) e il suo nome deriva dal mix di due parole: sintetizzatore e ascia…

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EXTRA| I suoni e gli odori del rock. Cosa c’è dietro la nascita di un disco. La Ridge Farm, il “Mobile Mobile” e gli uccellini dei National Health

9 Apr

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Quante volte vi è capitato di immaginare ascoltando un disco. Posti bucolici, di mare e di terra. Suoni, odori, rumori. Che come sempre accade non combaciano con quelli reali, dove quel gruppo in questione ha avuto modo di concepire e registrare quel disco. Per non parlare del contatto visivo e olfattivo quando ci si trova in un concerto live. Tutta un’altra storia. Quel disco era stato sognato e realizzato in piena tranquillità, oggi voi vi trovate in un maremagnum di mani, puzze e bottiglie di birra svuotate. Ma vi siete mai chiesti come è nato un disco, i suoi aneddoti, le curiosità, le cene degli artisti, i loro passatempo tra una session e l’altra? Se avete mai avuto questa curiosità questo extra è per voi, con l’augurio che dopo averlo letto vi possiate prodigare nel cercare di scovare storie simili dei vostri dischi preferiti. Storie… Continua a leggere

Mia – Cornonstipicum (1978)

25 Mar

Front

Il desiderio di ascoltare qualcos’altro, sicuramente mai sentito prima. Può essere questo uno degli stimoli ad approcciare i M.I.A. Uso solo questa volta i puntini di abbreviazione, perché quello che potrebbe sembrare un semplice nome della band è in realtà l’acronimo di “Músicos Independientes Asociados”, letteralmente Musicisti Indipendenti Associati. Mia. È stato un gruppo di musicisti, scenografi, tecnici del suono e delle luci (in tutto 21 artisti) argentino, e che diede vita sul finire degli anni ’70 a questo esperimento interamente indipendente.

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Bob Marley & The Wailers – Kaya (1978)

22 Mar

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Nel 1976 Bob Marley si trasferì in Inghilterra, nel frattempo i Wailers erano cambiati radicalmente ma il cantante giamaicano mantenne la paternità del nome. A Londra nacquero due dischi, Exodus e Kaya. Oggi parliamo del secondo, quasi un appendice del più celebre Exodus. Rispetto agli album precedenti, in Kaya Marley abbandona il pessimismo dovuto in larga parte all’instabilità civile e politica della Giamaica (proseguiva infatti lo scontro politico tra i due leader rivali, Michael Manley ed Edward Seaga) e si punta tutto sulla felicità eterea che può regalare l’amore (Is This Love) o uno spinello fumato sdraiati su un divano. Già il titolo del disco (kaya è sinonimo di marijuana) indica la direzione intrapresa da Bob Marley. Tutto nelle più rigorose radici del reggae.

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King Crimson – Larks’ Tongues In Aspic (1973)

5 Mar

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Quella che sarebbe stata una curiosità, in questa recensione cattura il titolo in testata, che poi è quello dell’album che stiamo per recensire: Larks’ Tongues in Aspic. Fu ideato da uno dei nuovi elementi della band riformata da Fripp solo un anno dopo il suo scioglimento: interpellato sulla natura della musica che stava suonando con i nuovi King Crimson il percussionista Jamie Muir parlò di «lingue d’allodola in gelatina», alludendo a qualcosa di delicato in una mescolanza densa e corposa. Stesso concetto della raffigurazione in copertina, un sole che abbraccia la luna. Il sacro e il profano, il classico e il nuovo. Tutto questo Larks’ Tongues in Aspic, quinto lavoro dei King Crimson. Un disco che disorienta per i suoi contenuti. Continua a leggere

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