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Banco del Mutuo Soccorso – Banco del Mutuo Soccorso (1972)

31 Ott

B.M.S., il primo lavoro  (omonimo) della band progressive italiana conosciuto come “il salvadanaio” (basta guardare la copertina per capire perchè), esce nel 1972.

All’epoca la formazione era composta da  Gianni Nocenzi (clarinetto, piano, tastiere, piccolo, vocals),  Pier Luigi Calderoni (batteria), Renato D’Angelo (basso, chitarra, basso elettrico), Francesco DiGiacomo (voce solista), Vittorio Nocenzi (organ, clarinetto, tastiere, vocals), Marcello Todaro (chitarra, vocals, chitarrone).

L’album (in pieno stile progressive) è composto da soli 6 brani di cui uno, Il giardino del mago, è una lunga suite di circa 18 minuti, e rappresentano in toto l’ interpretazione progressive della scena italiana di allora, alternandosi tra lunghi momenti melodici e riff frenetici tutti incorniciati in un mix stereofonico (con il largo uso del reverbero) di grande trasporto, anche se  è per lo più un insieme di brani, tutti degni di nota, ma che si alternano con poca continuità se si esclude il persistente mondo “fantastico” nel quale sono immersi.

Per chi vuole abbandonarsi in “un viaggio alato ove gorgoglia il tempo”.
Sconsigliato a tutti quelli che dei piedi per terra fanno il loro credo.

Buon ascolto.

Genesis – Foxtrot (1972)

31 Mar

Artista/Gruppo: Genesis
Titolo: Foxtrot
Anno: 1972

Chitarre, bassi, batterie, voce, tastiere, in alcuni casi strumenti più particolari come organi, mellotron, moog, sintetizzatori, in altri ancora violini, violoncelli, oboe, clavicembali…e chi più ne ha più ne metta…
Emancipando quanto più possibile da qualsiasi fattore temporale o ambientale l’ascolto di un album, quello che rimane è il risultato che gli artisti riescono ad ottenere nella loro idea di utilizzo degli strumenti musicali nei confronti di chi ascolta; il “feeling” che riescono a stabilire tra la loro interpretazione del concetto di Musica e le esperienze sensoriali di chi è attraversato dalle note…in ogni genere musicale…in ogni epoca.
Quando mi trovo immerso nell’ascolto di un album, questo è ciò a cui lascio briglie sciolte nei primi istanti, prima di qualsiasi considerazione su aspetti tecnici, di critica e, in generale, più pragmatici.
Nel momento in cui ho lasciato che questo album elargisse le sue emozioni primordiali musicali nei miei confronti, la sensazione fu subito che una buona parte della mia esperienza musicale veniva segnata.

Il terzultimo lavoro dei Genesis dell’era Peter Gabriel, uno dei quattro con la storica formazione Gabriel-Hackett-Collins-Banks-
Rutherford, racchiude in se tutta l’esperienza e la perfezione tecnica che la band inglese ha maturato fino a quel punto, proseguendo in grande stile il solco tracciato dal precedente lavoro, Nursery Crime e aprendo le porte alla definitiva consacrazione ad icone che raggiungeranno con Selling England By The Pound.

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