Tag Archives: Adrian Belew

Adrian Belew – Belew Prints: The Acoustic Adrian Belew, Vol. 2 (1998)

12 Lug

e12137qro6c

Se i Beatles non si fossero sciolti nel 1970… sarebbero pressappoco arrivati alle stesse conclusioni. Belew Prints: The Acoustic Adrian Belew Volume Two è l’undicesimo album del chitarrista e polistrumentista Adrian Belew, uscito nel 1998 e sequel di un Volume One pubblicato nel 1995. In questo secondo lavoro tutto chitarra, voce ed effetti, Belew rielabora precedenti lavori in chiave acustica e a differenza del predecessore Volume One ne espande la strumentazione: Belew suona anche basso, pianoforte, armonica, batteria e percussioni, oltre a dirigere un quartetto di archi nella prima traccia. Emerge un interesse profondo per le premesse poste dai Fab Four, quasi un epilogo immaginario dei satelliti che avrebbero potuto esplorare Lennon & Co. se non si fossero sciolti. E il parallelo funziona, soprattutto se si ascoltano vari lavori da solista di Paul McCartney. L’album contiene anche due brani dei King Crimson anni ’90 (Cage e Dinosaur), quelli su cui anche Belew può vantare crediti, e appunto una cover (Free As A Bird) dei Beatles. Onore anche al merito dell’ingegnere Ken Latchney, il cui ottimo lavoro in produzione rende il suono soffice e piacevole all’ascolto. Continua a leggere

Annunci

Laurie Anderson – Sharkey’s Night (1984)

26 Giu

Primitiva. L’aggettivo più vicino (anche se non del tutto esaustivo) per definire la musica di Laurie Anderson e del suo gruppo temporaneo. Artista dalle mille sfaccettature, una poetessa in musica, concettuale e storicizzata insieme. Home of the Brave ne è l’esempio più vivido, un progetto nato come concerto a se stante, poi pubblicato anche in formato cd con 8 tracce. Sharkey’s Night è la settima traccia. C’è anche una Sharkey’s Day, ma questa in live rende di più.

Laurie si cimenta in movenze tribali, tutta la sua musica è permeata di sonorità hawaiiane e la sua voce modulata diventa quella di un nero afroamericano. Coinvolto alla chitarra Adrian Belew, anche lui come tutto il resto degli attori sul palcoscenico indossa una maschera che lo spersonalizza. I tratti somatici restano due cerchi (gli occhi) e un triangolo (la bocca), anche se il suo marchio è indelebile quando la sua chitarra (anch’essa con occhi, bocca e naso) emette suoni fusion elettronici. Alle percussioni c’è David Van Tieghem. Buon ascolto.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: