Tag Archives: album rock

Santana – Caravanserai (1972)

15 Mag

Artista/Gruppo: Santana
Titolo: Caravanserai
Anno: 1972
Etichetta: Columbia Records

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L’occhio si posa sulla colonna del porta cd, la scelta è ardua, le convinzioni che si avevano alla vigilia, con il carrelletto del lettore pronto per inghiottire il suo pane quotidiano, completamente stravolte dall’enormità di materiale al nostro cospetto. In ordine alfabetico, posiamo lo sguardo su una di quelle tante bande verticali su cui, in sequenza, è costruita la gran parte della nostra conoscenza musicale.

Santana è uno di quei nomi che non si tira mai indietro, vorrebbe sempre essere ascoltato. E in più di un’occasione, probabilmente andremmo a parare su un suo disco di annata. Il primo, Abraxas, III, ma stavolta lo sguardo va oltre e il desiderio di masticare un sapore nuovo ed esotico ci porta a scoprire il lato probabilmente più controverso e allo stesso tempo geniale di Carlos Santana.

Siamo nel 1972, tre anni, tanto è lontano il tempo in cui Woodstock si bloccò innanzi a Soul Sacrifice e Evil Ways. Lì parte il viaggio artistico del chitarrista messicano, da lì, nel breve giro di qualche anno, Carlos, Michael Shrieve, Gregg Rolie e Jose “Chepito” Areas, quei minorenni scalmanati e comunque mirabilmente immersi nel panorama musicale della Bay Area di San Francisco, si sarebbero allontanati, riavvicinati, a fasi alterne, con una serie di controversie artistiche che segnarono la definitiva ascesa del chitarrista di Autlàn de Navarro nell’importanza della band e delle sue sonorità.

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35007 – Liquid (2002)

20 Apr

Artista/Gruppo: 35007
Titolo: Liquid
Anno: 2002
Etichetta: Stickman

Un intenso viaggio nei meandri più sperduti ed enigmatici dello Space-Rock…questo e quanto cercano ed ottengono in maniera inequivocabile i 35007 (ovvero Loose nel cosiddetto “calculator spelling”) con il loro album Liquid.

E raramente titolo fu più consono, poiché tutto all’interno di questi concentratissimi trentotto minuti è realmente liquido e tende a sciogliere ciò che ha intorno…riff rotondi, ridondanti e pieni di riverbero rendono ostaggio la mente dell’ascoltatore, che già dopo pochi minuti si trova oramai catapultato ai confini più remoti delle galassie conosciute, dove ad ogni giro di batteria una “goccia del proprio corpo” si stacca ed inizia a fluttuare indisturbata nello spazio infinito, lasciando dietro di se solo la propria essenza; l’opera costante e martellante del basso rende vano ogni tentativo di riportarla indietro…ammesso che se ne abbia voglia…

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Leon Redbone – From Branch To Branch (1981)

10 Apr

Artista/Gruppo: Leon Redbone
Titolo: From Branch To Branch
Anno: 1981

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Ripercorrere le vie del passato. La musica spesso si guarda indietro con nostalgia e ogni tanto arriva qualche eclettico artista a ridar linfa a un genere ormai abbandonato al ricordo. Accade anche che un’intera tradizione, qualora affondi i suoi ultimi respiri indietro di qualche secolo, potrebbe essere definitivamente sepolta.

A cavallo degli anni ’70/’80 Leon Redbone ha cercato di far rivivere con la sua chitarra e i musicisti di spessore con cui si è sempre circondato, un particolare genere teatrale e musicale del ‘700, il Vaudeville, molto in voga in Francia, ma poi riprodotto fino agli anni ’20 con il cinema muto.

Non è un caso che questo stranissimo artista abbia posto le sue radici in Canada, nell’Ontario, terra francofona e sempre ancorata al passato francese. Vi propongo From Branch To Branch, quarto lavoro di Redbone, del 1981, premettendo che a detta di molti non si tratta del suo miglior lavoro in assoluto, ma ci si avvicina.

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Free – Free (1969)

3 Apr

Artista/Gruppo: Free
Titolo: Free
Anno: 1969

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Nel 1969 i Free firmano il loro secondo lavoro con questo album omonimo. Di solito, ma non sempre, l’album che porta lo stesso nome del gruppo è quello d’esordio. In questo caso è il secondo e per questo conserva una valenza duplice se raffrontato con il termine “free” che significa libertà.

Il tema ritorna fin dall’impatto con la copertina, che raffigura una sagoma presumibilmente femminile che, ritratta dal basso nell’atto di saltare un ostacolo, taglia in due il quadrato del disco disegnando una diagonale. La sagoma, che si staglia su un fondo di un cielo azzurro, è riempita dalla visione di stelle dell’universo.

La copertina è stata da molti inserita tra le più belle 100 cover del secolo e la descrivo perché da ciò è deducibile il senso dell’album, il cui titolo, appunto è la libertà. Giovanile, di una nascente interiorità femminile, di un nuovo universo da sondare, cui la musica ne sarà sempre più coinvolta.

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