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Patty Pravo – Patty Pravo (1968)

1 Nov

Per qualcuno è più una compilation che un album. Il primo disco di Patty Pravo, in arte Nicoletta Strambelli, che porta il titolo omonimo. In effetti questo long playing fu fin troppo richiesto a distanza di ben due anni dalla firma del contratto che legava Patty alla RCA e la maggior parte dei brani già si conoscevano. Emblematico in copertina un passaggio di una conversazione telefonica in cui l’allora disc jockey Renzo Arbore chiede a Patty: «…io mi sono sempre domandato (e una notte me lo sono domandato così intensamente che non sono riuscito a prendere sonno) come mai escono ogni giorno long playing di cantanti meno bravi e noti di te e non è ancora uscito il tuo. Va a finire che qualcuno può anche sospettare che tu sappia soltanto cantare “Ragazzo triste come me e te…”, “Oggi qui, domani là”, o “Tu mi fai girar come fossi una bambola”. Lo so che tra spettacoli, televisione, radio, caroselli e tournées non hai mai avuto il tempo di chiuderti per una settimana in una sala di registrazione ma, perbacco, che aspetti a trovarlo? Non ti solletica l’idea che la gente possa finalmente apprezzare il gusto e la classe delle tue interpretazioni di “Old man river” o di “Yesterday”? E poi, dacci almeno la possibilità di avere nella nostra discoteca un tua bella foto di copertina formato trentatre giri…».

Detto fatto, nel 1968 la veneziana Patty Pravo, che nel frattempo imperversava al Piper di Roma, pubblicò il suo primo album, pieno di cover e alcuni successi che in Italia già circolavano in formato singolo. La Bambola, per esempio, che assegna anche il titolo dell’album distribuito all’estero (in cui Patty Pravo svolse un importante contributo per la diffusione della canzone italiana), scritta da Franco Migliacci, Bruno Zambrini e Ruggero Cini e rifiutato da Gianni Morandi, Gigliola Cinquetti, Caterina Caselli, Little Tony e i Rokes. Oppure Ragazzo Triste, forse il più grande successo di Patty, scritta da Gianni Boncompagni e Sonny Bono.

Sostanzialmente, l’album è caratterizzato da un preponderante stile beat che viene incarnato da Patty Pravo nella versione italiana di Yesterday dei Beatles. Così come la meravigliosa The Time is Come scritta da Paul Korda e portata al successo da P.P. Arnold l’anno precedente, la voce di Patty rielabora il soul in chiave romantica e lenta che plasma la caldissima Se Perdo Te. Nella gran parte dei brani, tutto coperto dall’orchestra di Ruggero Cini. Disco che mi è stato regalato (sotto indiretta richiesta) dai miei amici, e non potrò mai dimenticare l’accoppiata con Rust in Peace dei Megadeath. Il sacro e il profano a confronto. A distanza di molto tempo, beh, non mi sono mai pentito di quella richiesta. Consigliato a quanti intendano rivivere per mezzora il fermento artistico e il clima di un’Italia sessantottina piena di grandi talenti.

I bei tempi della “Jovem Guarda”

7 Ago

È vero, quando si gira sul web le sorprese sono dietro l’angolo. Così, tra una pagina e l’altra, ho scoperto l’esistenza di un movimento localizzato in Brasile che negli anni ’60 spopolò a tal punto da crearsi nel tempo un suo proprio stile musicale. Il movimento in questione è la Jovem Guarda (Giovane Guardia) e nacque da un musical televisivo (tipo Grease per capirci) dei tardi anni ’50, diffuso per la prima volta dal network Rede Record. La nascita di questo stile è dovuta, come accadde in ogni paese, dal Rock’n’roll americano e dalla British Invasion inglese (Beatles, Rolling Stones, ecc.). I cantanti vestivano all’americana e si pettinavano con la brillantina.

Una scoperta propiziata dalla lettura di un articolo del quotidiano brasiliano Correio de Corumbà, un giornale locale che raccontava come, ieri sera ci sia stato nella cittadina di Corumbà un vero revival, con gli stessi protagonisti di allora, che si sono cimentati nei loro cavalli di battaglia passati, ripercorrendo la storia della musica di allora, da Bobby Darin e Murray Kaufman al beat di John Lennon e Paul McCartney fino alla Bossa Nova anni ’60.

Roberto Carlos, Erasmo Carlos, Waldirene, Wanderley Cardoso, Antonio Carlos e Rossini Pinto, tutti protagonisti nel bel mezzo della Piazza d’Indipendenza di Corumbà, di un viaggio a ritroso nel tempo, quando il Brasile scoprì la democrazia, seppur per un breve periodo, perché poi a smorzare l’entusiasmo e lo spirito di libertà arrivò il colpo di stato del maresciallo Humberto de Alencar Castelo Branco, primo presidente militare del Brasile, che nel 1964 destituì João Goulart e sciogliendo tutti i partiti politici diede vita alla dittatura dei Gorillas.

Slippin’ and a Slidin’

3 Apr

Rock and roll e soul, ritmo e melodia, genialità, frizzante senso di leggerezza, nelle persone che si alzano dai tavoli e, spontaneamente, si ritrovano a ballare con passi accampati ed estemporanei. Slippin’ and a Slidin’, Little Richard, uno dei più grandi pianisti r&r, competitor di Jerry Lee Lewis, non tanto nel genere di musica, più nasale, grezzo e di marca nera ma comunque r&r, quanto piuttosto nel modo di rapportarsi al pianoforte, anch’esso suona in piedi, anche lui un grande della musica americana anni ’50.

Il secondo video è una breve intervista seguita da una cover della stessa canzone eseguita da John Lennon, che proprio riadattando temi del passato, con i Beatles, ha cambiato le carte in tavola, contribuendo in modo determinante a uscire da una fase di ristagno, ciò che oggi chiamiamo rock.

AA.VV. – 50 anni di Rock. Volume 7 Dal Beat al Rock (2004)

24 Dic

Nel 2004 il Gruppo L’Espresso-La Repubblica pubblicava una serie di 17 cd (gli ultimi due dedicati al rock italiano e alle sue contaminazioni) intitolata 50 Anni di Rock, volta a festeggiare il mezzo secolo di vita di un genere musicale che ha rivoluzionato rapporti sociali e mentalità dell’intero pianeta.

Concepito da Ernesto Assante e Gino Castaldo, difficile capire se il progetto prenda come data cardine della nascita del rock il 1963, data del primo disco dei Beatles, oppure il ’64 con i Rolling Stones e i Kinks, o ancora il 1962, anno d’esordio dei Beach Boys. Non importa, sta di fatto che il disco che consiglio oggi, il Volume 7 – Dal Beat al Rock è uno dei meglio riusciti dell’intera serie e ci spiega il passaggio dal sound Beatles-primi Beach Boys a quello più evoluto ma comunque sempre delicato di Bob Dylan in America, di Kinks, Who e Traffic in Inghilterra. Interessante anche per piacevoli scoperte, per quanto mi riguarda Rod Stewart in Maggie May e un suono di chitarra mai udito prima in Madame George di Van Morrison.

Bluvertigo – Acidi e basi (1995)

16 Apr

Artista/Gruppo: Bluvertigo
Titolo: Acidi e Basi
Anno: 1995
Etichetta: Sony BMG

Permettetemi una piccola premessa…quando abbiamo deciso di iniziare questa esperienza di condivisione delle nostre conoscenze musicali, abbiamo tutti concordato su un punto fondamentale: divulgare le emozioni e le sensazioni che un album provoca al suo ascolto a colui che poi lo andrà a recensire…beh allora concedetemi la libertà di poter dare e motivarvi la sensazione che ancora oggi riecheggia in me quando alla mente ritornano le note dell’album Acidi e Basi dei Bluvertigo: rabbia!!

Si, rabbia…e non si stratta di un’esternazione dettata dalla qualità dell’album in se o riferita ad una performance particolarmente scadente di uno specifico musicista; quello di cui parlo è ben altro…la rabbia alla quale faccio riferimento nasce dalla mia passione per la buona musica e dalla conseguente delusione che provo nel costatare che questo gruppo aveva veramente delle ottime potenzialità che, se coltivate, nel corso degli anni sarebbero potute sfociare senza dubbio in delle produzioni veramente importanti.
Invece il tutto è svanito irrimediabilmente in una bolla di sapone per via di interessi totalmente commerciali o a causa di pseudo-progetti di vita mondana, che tra l’altro poco si addicono a quanto dispensato a piene mani all’interno dell’album…tutto ciò è veramente un peccato poiché la musica nostrana avrebbe tratto sicuramente grandi benefici dal poter avere a lungo un gruppo alternativo di ottimo livello.

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La Butcher Cover

2 Apr

Nell’anno solare 1966 i Beatles uscirono per la prima volta con un album esclusivamente destinato al mercato degli Usa. Il titolo dell’album era Yesterday And Today e si basava quasi esclusivamente sulla track di riferimento, Yesterday.

Il disco, destinato soprattutto al pubblico giovanile, era supportato da una copertina che appena uscita fece subito scandalo. I quattro di Liverpool appaiono vestiti da dottori, in camice bianco, contornati da bambole decapitate e tranci di carne sanguinante. Era la famosa “Butcher Cover” (copertina dei macellai).

Il sorriso stampato nei volti dei Beatles sembra nascondere qualcosa di mistico e perverso. L’album fu ritirato nel giro di pochi giorni e uscì successivamente con una nuova copertina. Da quel momento iniziò la caccia, da parte dei collezionisti, per impossessarsi dell’introvabile reliquia. Chi la possiede oggi può dirsi un vero collezionista dei Beatles.

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