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EXTRA|Chitarre spaccate e medaglie sul petto: Pop-art e Rock ’65

24 Gen

Anno 1965, gli Stati Uniti iniziano a spedire le prime truppe nel Vietnam del Sud, mentre già da gennaio iniziano i primi bombardamenti nel Vietnam del Nord. Intanto a febbraio viene assassinato Malcolm X e in America si consolida una fase di forte instabilità politica e di movimenti sociali e giovanili.

Il Sessantotto è ancora lontano e una corrente in particolare sta iniziando a piantare le sue radici, si tratta della Pop Art, capitanata da Andy Warhol e Roy Lichtenstein, i nomi di spicco di una sequela di artisti che intendono sovvertire i canoni della fruizione visiva attraverso l’utilizzo di oggetti di uso comune.

«What is Pop-art?» inizia dunque a chiedersi l’opinione pubblica, soprattutto in Europa, dove la corrente acquisterà vigore e popolarità soltanto in questo periodo. In tutto questo anche la musica non resta indifferente e cerca con tutti i suoi mezzi di inserirsi in questo percorso e cavalcare l’onda. Nel luglio 1965 la rivista MM intervistava il chitarrista degli Who, Pete Townshend, che fornisce una prima e convincente spiegazione di cosa è secondo lui la Pop-Art:

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AA.VV. – 50 anni di Rock. Volume 7 Dal Beat al Rock (2004)

24 Dic

Nel 2004 il Gruppo L’Espresso-La Repubblica pubblicava una serie di 17 cd (gli ultimi due dedicati al rock italiano e alle sue contaminazioni) intitolata 50 Anni di Rock, volta a festeggiare il mezzo secolo di vita di un genere musicale che ha rivoluzionato rapporti sociali e mentalità dell’intero pianeta.

Concepito da Ernesto Assante e Gino Castaldo, difficile capire se il progetto prenda come data cardine della nascita del rock il 1963, data del primo disco dei Beatles, oppure il ’64 con i Rolling Stones e i Kinks, o ancora il 1962, anno d’esordio dei Beach Boys. Non importa, sta di fatto che il disco che consiglio oggi, il Volume 7 – Dal Beat al Rock è uno dei meglio riusciti dell’intera serie e ci spiega il passaggio dal sound Beatles-primi Beach Boys a quello più evoluto ma comunque sempre delicato di Bob Dylan in America, di Kinks, Who e Traffic in Inghilterra. Interessante anche per piacevoli scoperte, per quanto mi riguarda Rod Stewart in Maggie May e un suono di chitarra mai udito prima in Madame George di Van Morrison.

La Butcher Cover

2 Apr

Nell’anno solare 1966 i Beatles uscirono per la prima volta con un album esclusivamente destinato al mercato degli Usa. Il titolo dell’album era Yesterday And Today e si basava quasi esclusivamente sulla track di riferimento, Yesterday.

Il disco, destinato soprattutto al pubblico giovanile, era supportato da una copertina che appena uscita fece subito scandalo. I quattro di Liverpool appaiono vestiti da dottori, in camice bianco, contornati da bambole decapitate e tranci di carne sanguinante. Era la famosa “Butcher Cover” (copertina dei macellai).

Il sorriso stampato nei volti dei Beatles sembra nascondere qualcosa di mistico e perverso. L’album fu ritirato nel giro di pochi giorni e uscì successivamente con una nuova copertina. Da quel momento iniziò la caccia, da parte dei collezionisti, per impossessarsi dell’introvabile reliquia. Chi la possiede oggi può dirsi un vero collezionista dei Beatles.

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