Tag Archives: blues elettrico

Muddy Waters – Journeyman Blues (1971)

23 Apr

Bene, entro al negozio e chiedo: «quali dvd avete di Muddy Waters? Sa, così scelgo…». Mi presentano un ventaglio di tre opzioni. C’era anche il concerto a Montreal, ma mi attira la registrazione alla Oregon University. 40 minuti, parte con un’intervista di un paio di minuti, in macchina, con Muddy anche un pò stizzito, la qualità del video si percepisce che sarà molto scarsa.

Infatti, una volta proiettati con il filmato dentro la sala concerto se ne resta colpiti. Noto alcune cose, tra cui il fatto che eravamo in pieno clima hippie. Deve essere stato uno di quei concerti organizzati dai collettivi studenteschi, ragazzini bianchi gasatissimi al cospetto di un mostro sacro nero. Di un’intera band nera, dove spicca il nome di George “Harmonica” Smith, tanto da meritarsi il nome da guest star sulla copertina del dvd.

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Stevie Ray Vaughan – Unforgetable Night (1987)

31 Mar

Artista/Gruppo: Stevie Ray Vaughan
Titolo: Unforgetable Night
Anno:1987

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Live in Philadelphia è un concerto tenuto da Stevie Ray Vaughan and The Double Trouble nel 1987, al Mann Music Center di Philadelphia, pubblicato solo in bootleg di cui se ne hanno diversi titoli. Questo si chiama Unforgettable Night. Scordatevi di trovare il back della copertina, resta solo il front e questa magnifica registrazione live di cui la gente ancora ne ricorda la bellezza.

La performance trova il suo naturale inizio con Scuttle Buttin’ che già ci proietta nel mondo dal vivo di SRV, dove, per chi lo conosce per i lavori in studio, risulterà molto più pungente, meno ovattato, sempre figlio di quei due amplificatori Marshal in serie che aggiunti a distorsori tipo Cry Baby e Univox danno da sempre l’impronta alle fender del texano. Il brano è un campionario di velocità dove Vaughan mette in pratica la sua destrezza nel suonare le ultime due corde a vuoto, molto counry blues.

Scuttle Buttin’ si fonde con il secondo pezzo, Say What!. Questo è un saggio di blues elettrico allo stato puro, che si conclude con il “soul soul” finale che suona come una danza demoniaca. Lookin’ Out The Window si pone come frammento di storia del Rock and Roll. Stevie qui si mostra debitore di maestri come Bo Diddley. Il brano infatti mi ricorda molto le fasi ascendenti e discendenti di Before you accuse me del chitarrista dalle chitarre quadrate, oltre alla maniera di cantare propria del guitar boy di Austin.

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Stevie Ray Vaughan And Double Trouble – Soul To Soul (1985)

30 Mar

Artista/Gruppo: Stevie Ray Vaughan And Double Trouble
Titolo: Soul To Soul
Anno: 1985

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Tanto per restare in tema di blues, dopo che qualcuno all’ascolto di Stevie Ray Vaughan esclamò “Quanto suona questo!”, non potevo non recensire un album del suddetto. Ma per quanto mi sia sforzato di scegliere, sono sicuro che di cose ce ne sarebbero da dire molte, soprattutto perché questo è il chitarrista che al momento mi da di più. Cercherò tuttavia di essere al massimo imparziale.

Per questo ho scelto non il suo lavoro migliore, ma una via di mezzo, che comunque resta scolpita nella storia del Rock Blues. Per capire Stevie (o Steve, dipende da come è scritto sulle copertine, una volta in un modo una volta in un altro…) occorre, a mio avviso, immergersi nel suo ascolto e percepire alcune perle che lo distinguono dal resto dei bluesman precedenti, contemporanei e futuri. Nel modo in cui canta e nel modo in cui suona la chitarra.

Particolarissimo, e in questo lo amo oltremisura, quel suo cantare un pò nasale ma anche e soprattutto per quel modo che ha di chiudere le strofe, con una accento tutta personale che potremmo definire senza ombra di dubbio “blues”, ma che lui sviluppa ripiegando su se stessa la nota di partenza, così che a differenza del tipico blues, lascia sospesa quella che è la nota di settimo grado (detta sensibile perché suggerendo quella immediatamente successiva ne suggerisce la conclusione della strofa). In questo disco, terza fatica dei Double Trouble, datato 1985, ciò risulta evidente nel secondo brano, “Lookin’ out the window”, dove provo a ricostruire il verso iniziale: Well I’m lookin’ out the window… haaa haaa… I’m lookin’ at you. Gli “haaa haaa” si riferiscono a quanto spiegato in precedenza.

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