Tag Archives: cantautori italiani

Francesco Guccini – Canzone Dei Dodici Mesi (1982)

14 Dic

Avevo già segnalato un DVD di Lucio Dalla di un live alla RTSI, la televisione pubblica svizzera. Ed ecco un altro campione della musica cantautoriale italiana, ancora alla RTSI: Francesco Guccini e la sua immensa Canzone dei Dodici Mesi e i suoi significati simbolici per ogni mese dell’anno. Nel brano si distinguono diversi interpreti, session man, e artisti che hanno messo lo zampino in molti dei dischi che hanno fatto la storia della musica italiana negli anni ’70, come Vince Tempera e Gigi Rizzi.

La Canzone dei Dodici Mesi è contenuta nell’album forse più bello dell’intera carriera di Guccini, Radici. Cosa dire del brano? Dipende dai gusti, per qualcuno Guccini resta troppo prolisso, per altri i suoi monologhi sono campioni di poesia pura. Ascoltate frasi del tipo «non so se tutti hanno capito, ottobre la tua grande bellezza: nei tini grassi come pance piene prepari mosto e ebbrezza, prepari mosto e ebbrezza… Lungo i miei monti, come uccelli tristi fuggono nubi pazze, lungo i miei monti colorati in rame fumano nubi basse, fumano nubi basse…».

Nessuno ha mai onorato così tanto il mese in cui sono nato…

Eugenio Jazz

15 Ott

Dopo essersi riprosposto a San Remo nella scorsa edizione, e aver pubblicato un disco di fado musica tradizionale portoghese) e uno di ballate spirituali, in questi giorni Eugenio Finardi si sta per cimentare in uno di quegli esperimenti in cui spesso un artista si cimenta dopo aver scandagliato in lungo e in largo i propri orizzonti. L’artista di Un Uomo e Extraterrestre stasera e domani si esibirà al Blue Note di Milano in cui proporrà le sue migliori incisioni in chiave jazz. Ad accompagnarlo ci saranno Raffaele Casarano (sax), Mirko Signorile (pianoforte), Marco Bardoscia (contrabbasso), Marcello Nisi (batteria) e Alessandro Monteduro (percussioni). È un esperimento nato praticamente per caso, un concerto estemporaneo che si è trasformato in una collaborazione. Per chi capita nel capoluogo lombardo, un motivo in più per passare una serata sulle note jazz.

VITE PARALLELE|Federico Salvatore vs Eddie Boyd

12 Apr

Una, se non la più grande opera dello scrittore greco Plutarco, fu la raccolta di Vite Parallele, dove l’autore, con straordinario acume annalistico e un pizzico di divertimento, mette a confronto coppie di grandi personaggi del suo passato, uno romano e uno dell’antica Grecia. Coppie spesso eterogenee, accomunate però da un qualche valore d’accordo, che spesso era la virtù. Ecco cosa tenteremo di fare, come Plutarco, ma con la musica: prendendo due generi diversi tra loro, due artisti apparentemente opposti l’uno all’altro, e provando a coglierne gli aspetti che possono avere in comune. È un gioco che faccio spesso e spero piaccia anche ai lettori di The Book Of Saturday.

Il mio ciclo di “Vite Parallele” inizia ora, anche se in realtà una specie di anticipazione già la potreste trovare nel post dedicato a Jimi Hendrix e Jim Morrison. Ma in quel caso le comuni frequentazioni dei due, nonché alcune esibizioni eseguite assieme, mi diedero carta bianca ed estrema facilità nel metterli a confronto.

Non sarà così semplice invece farlo per due artisti che, non solo in superficie, risultano essere così diversi tra loro. Da un lato il pianista blues statunitense Eddie Boyd, dall’altro il cantautore napoletano Federico Salvatore.

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Lucio Dalla – Live Rtsi (1978)

28 Giu

E’ l’Italia della speranza, un paese che, tra gioie e sofferenze, ha ancora la dignità di riuscire a guardare avanti, e del futuro intravede il passo da gigante che non avrebbe mai fatto. Questo è il contesto in cui si snocciola la carriera di Lucio Dalla, e questo è un frammento (purtroppo solo audio) del concerto che il cantautore bolognese eseguì davanti al pubblico svizzero della Rtsi.

Compaiono gran parte dei suoi grandi successi, tanti allora già conosciuti (4-3-1943, Piazza Grande) altri ancora sconosciuti al pubblico (Anna e Marco, Milano, Quale allegria), alcuni troveranno il loro titolo definitivo soltanto con l’uascita del disco Lucio Dalla. Emerge la vena da polistrumentista di Dalla, del suo istrionismo, assieme alla sua immensa vocazione alle collaborazioni tra artisti.

Infatti in formazione troviamo anche un giovanissimo Ron alla chitarra, e che si cimenterà anche nell’esecuzione del brano I ragazzi italiani, scritto con Dalla e De Gregori, e Vincenzo “Ricky” Portera alla solistica acustica ed elettrica, successivamente attivo con gli Stadio, oltre a diverse collaborazioni da session man, preciso, puntuale e con una leggera vena jazzistica. Lo si evince da un piccolo assolo che correda Piazza Grande.

Sidistef

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