Tag Archives: Delta Blues

Robert Johnson – Me and the Devil Blues (1937)

9 Dic

Ricordate il post su Me and Mr. Johnson di Eric Clapton? Tra quelle tracce coverizzate da Slowhand, c’era anche Me and the Devil Blues. Copio la stringa che avevo scritto sul brano:

Me and the devil blues è semplicemente il motivo per cui i testi di Johnson furono spesso considerati demoniaci. Sembra di starlo a sentire mentre racconta la storia della sua dipartita con il demonio, che causerà botte e percosse alla donna (anche questa una costante dei brani di Johnson), lei gli chiede il perché, me lo ha detto Satana risponde, per poi chiedere di seppellire il suo corpo al bordo dell’autostrada, così l’anima potrà prendere il primo bus e volare via.

A questo connubio con satana, ma anche del miracolo-maledizione di Robert Johnson, avevo parlato anche in merito a Frank Marino. Sopra c’è il brano originale, lo potete trovare, tra gli altri, nella bellissima raccolta Robert Johnson – The complete recordings, un po’ difficile da trovare ma una delle migliori in circolazione, se non la migliore in assoluto. Di seguito il testo integrale:

Early this mornin’

when you knocked upon my door
Early this mornin’, ooh
when you knocked upon my door
And I said, “Hello, Satan,”
I believe it’s time to go.”
Me and the Devil

was walkin’ side by side
Me and the Devil, ooh
was walkin’ side by side
And I’m goin’ to beat my woman
until I get satisfied
She say you don’t see why

that you will dog me ‘round
spoken: Now, babe, you know you ain’t doin’ me
right, don’cha
She say you don’t see why, ooh
that you will dog me ‘round
It must-a be that old evil spirit
so deep down in the ground
You may bury my body

down by the highway side
spoken: Baby, I don’t care where you bury my
body when I’m dead and gone
You may bury my body, ooh
down by the highway side
So my old evil spirit
can catch a Greyhound bus and ride

The Blues Collection 77 – Phillip Walker – Steppin’ Up In Class (1993)

18 Nov

Il 22 luglio 2010 la Delta Groove Records inoltrava una mail con cui comunicava al mondo la morte per infarto, del «leggendario bluesman Phillip Walker». Morte fresca (oddio, oltre un anno…) almeno in rapporto a tanti personaggio su cui si scrive e si ascolta, e deceduti tanti decenni fa. Incipit doveroso perché d’attualità, ma l’oggetto del post è il consiglio d’ascolto di questo chitarrista eclettico e variegato che si pone all’interno del delta blues ma che ha affrontato di tutto. Mai banale, di rado fisso sullo stesso standard, Walker ha anche suonato con Clifton Chenier e altri geni del blues americano.

La sua carriera è iniziata a prendere i passi sul gospel e i canti di chiesa R&B, ma poi i risultati sono stati di un’originalità a tratti rinfrancante per chi si ciba di blues dalla mattina alla sera e arriva al punto di dubitare che su tre note in sequenza si possa ancora inventare qualcosa. Per chi ne ha voglia la sua discografia offre tantissimi dischi, anche se come spesso capita, mi trovo a consigliarvi una raccolta tratta dalla Blues Collection. Quasi un’ora di piacevole ascolto, già da What Can I Do vi renderete conto che quando parlavo di originalità avevo ragione. Ciao Phil…

VITE PARALLELE|Federico Salvatore vs Eddie Boyd

12 Apr

Una, se non la più grande opera dello scrittore greco Plutarco, fu la raccolta di Vite Parallele, dove l’autore, con straordinario acume annalistico e un pizzico di divertimento, mette a confronto coppie di grandi personaggi del suo passato, uno romano e uno dell’antica Grecia. Coppie spesso eterogenee, accomunate però da un qualche valore d’accordo, che spesso era la virtù. Ecco cosa tenteremo di fare, come Plutarco, ma con la musica: prendendo due generi diversi tra loro, due artisti apparentemente opposti l’uno all’altro, e provando a coglierne gli aspetti che possono avere in comune. È un gioco che faccio spesso e spero piaccia anche ai lettori di The Book Of Saturday.

Il mio ciclo di “Vite Parallele” inizia ora, anche se in realtà una specie di anticipazione già la potreste trovare nel post dedicato a Jimi Hendrix e Jim Morrison. Ma in quel caso le comuni frequentazioni dei due, nonché alcune esibizioni eseguite assieme, mi diedero carta bianca ed estrema facilità nel metterli a confronto.

Non sarà così semplice invece farlo per due artisti che, non solo in superficie, risultano essere così diversi tra loro. Da un lato il pianista blues statunitense Eddie Boyd, dall’altro il cantautore napoletano Federico Salvatore.

Continua a leggere

Eric Clapton – Me And Mr Johnson (2004)

8 Dic

Artista/Gruppo: Eric Clapton
Titolo: Me And Mr Johnson
Anno: 2004
Etichetta: Reprise

Non basterebbero dieci articoli per spiegare quello che Robert Johnson ha dato alla musica moderna, ha ispirato innumerevoli gruppi rock, tutta un’ondata di musicisti, inglesi e americani, che sul solco da lui tracciato hanno fatto sì che oggi si possa parlare in termini di rock. Eric Clapton è stato tra i primi della seconda schiera successiva ai vari Buddy Guy, Howlin’ Wolf, T-Bone Walker, ecc. Ai tempi dei Cream lo ha spesso citato, ancor di più vi si è cimentato quando, come nel caso di Crossroads, ha fornito lui stesso, assieme a Jack Bruce e Ginger Baker, uno spaccato riproposto in chiave decisamente più moderna e accattivante. E se molti di questi musicisti sono diventati milionari è anche grazie alla via tracciata da questo avo nero del Delta.

Ora, spiegare le sensazioni che si provano quando nel lettore si incanala il cd Me and Mr Johnson di Eric Clapton, non è cosa da poco. Innanzitutto per il fatto che ogni qualvolta mi trovo di fronte a una cover assumo molteplici punti di vista, non tutti accondiscendenti. Secondo perché, pur apprezzando il progetto, nel momento stesso in cui un artista, seppur affermato e blasonato come Clapton, e che stimo e adoro, presenta un prodotto non concepito direttamente dalla sua testa, mi aspetto anche un plus che ne giustifichi le motivazioni.

Con questo disco Clapton opera due tagli, il primo che ci riporta indietro di 70 anni, ai tempi in cui Johnson tornava dal suo “anno X” passato nell’anonimato, dopo il «patto col diavolo», quell’anno 1930 che segnò la svolta epocale della musica popolare del Novecento. Il secondo taglio, più breve e recente, ma non meno affascinante, ci riporta indietro di 40 anni, quando la new wave britannica iniziava a divertirsi con i brani blues dei suoi padri e la folla impazziva per quelle nuove sonorità fino ad allora ignorate.

Continua a leggere

Louisiana Red – Blues Collection n.81 (1993)

14 Apr

Artista/Gruppo: Louisiana Red
Titolo: Blues Collection n.81 – Pretty Woman
Anno: 1993
Etichetta: De Agostini

Immagine

Continua la mia rassegna della Blues Collection e ogni volta cerco di fornirvi informazioni nuove anche riguardo a questa immensa e vasta raccolta. Non è semplice e con Foxtrot ne abbiamo già parlato al riguardo.

Percorrendola a ritroso nel tempo, dato che quando uscì questa collezione era il 1993, ho scoperto che si trattava di uscite periodiche, un album con allegato un piccolo booklet contenente informazioni sull’artista e che in realtà la raccolta, edita dalla De Agostini, era intitolata Blues Collection Magazine e sarebbe veramente molto interessante riuscire a risalire a tutti quei pamphlet.

Ora rivolgiamo il nostro sguardo sull’artista che ho deciso di recensire: Louisiana Red, chitarrista e armonicista che influenzò e fu influenzato a sua volta da Muddy Waters. Il suo nome compare nella Blues Collection al numero 81.

Continua a leggere

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: