Tag Archives: elvis presley

Elvis Presley – Who Am I? (1967)

11 Nov

Una delle tante doti di Elvis Presley era l’interpretazione. The King ha spaziato nei più svariati generi, dagli anni ’50 fino alla sua prematura scomparsa, nel 1977. Negli ultimi anni di vita (anche artistica) Elvis si è cimentato soprattutto a reinterpretare musiche da ogni parte del mondo, dal folk britannico alla lirica italiana (O Sole Mio, per esempio…). C’è anche un importante filone spiritual, che nel 1971 portò la RCA a pubblicare un album di soli brani gospel di Elvis dal titolo di una delle sue più famose cover: You’ll Never Walk Alone. In questo disco è contenuto anche il brano pubblicato sopra: Who Am I?. Un brano molto raro, che nel 2008 venne inserito nella reissue del disco How Great Thou Art, la cui pubblicazione originale risale al 1967.

Elvis Presley – Sunrise (1999)

9 Mag

Mi sono accorto all’improvviso che in questo blog finora si è parlato fin troppo poco di Elvis Presley. In questo periodo mi sto facendo una cultura su questa colonna del rock, ho già ascoltato una quarantina di suoi dischi e sicuramente ora ne so molto più di settembre, quando vi avevo consigliato Sunrise, questa raccolta pubblicata dalla Sun nel 1999. Non rinnego nulla di quanto scrissi allora, ma una cosa è certa: ascoltando diversi live di Elvis, mi sto sempre più convincendo che la sua vera forza, rispetto alla concorrenza, era proprio racchiusa nelle esibizioni dal vivo.

Elvis Presley sembrava quasi vivere del momento e del pubblico. La sua voce diventava ancora più calda ed eccitata che in studio, i suoi movimenti (da qui il nomignolo “the pelvis”) facevano il resto, come le gracchianti urla delle ragazzine. Ci sono diversi dischi live di Elvis in circolazione, ma preferisco continuare con Sunrise.

In primis, perché volevo citare un altro aneddoto tratto dal libro Last Train to Memphis: The Rise of Elvis Presley di Peter Guralnick, contenuto nell’inside di copertina. Era un sabato (1954), e un giovanissimo e sconosciutissimo Elvis, determinato a registrare il suo primo singolo, si presentò negli studi della Sun. Passò diverso tempo nella sala d’attesa, prima che Marion Keisker, la office manager del produttore Sam Phillips, più per premiare l’audacia e l’abnegazione del ragazzo, chiese a Elvis: «Che tipo di cantante sei?». «Canto qualsiasi cosa», rispose lui. «A chi può somigliare il tuo stile?», domanda ancora lei. E qui la seconda risposta la riporto in originale perché è un po’ il manifesto di Elvis Presley: «I don’t sound like nobody».

Continua a leggere

Elvis Presley – Sunrise (1999)

5 Set

Quando decisi di avvicinarmi al rock’n’roll, rimasi stupito di quanto fosse difficile (parlo di una decina di anni fa), riuscire a reperire dischi originali dei protagonisti dei mitici Fifties. Per Bill Haley And His Comets, per esempio, dovetti addirittura accontentarmi di una raccolta da bancarella. Quando pensai a Elvis Presley iniziai a rabbrividire di non trovare nulla di così valido in rapporto alla statura di questo personaggio storico. La fortuna mi aiutò, e nella mia completa ignoranza in materia, riportai a casa questo doppio album in cui sono raccolte le primissime registrazioni con la Sun Records, la prima etichetta discografica di Elvis.

E devo dire che non sono rimasto deluso, all’interno il libretto è ricco di spunti e notizie, oltre a una lunghissima tranche di biografia tratta dal libro Last Train to Memphis: The Rise of Elvis Presley di Peter Guralnick. Dove l’autore spiega dettagliatamente come, la nascita di colui che cambierà la storia del rock, altro non è stato che una grandissima coincidenza. Il produttore della Sun, Sam C. Phillips, predispose infatti per il giovanissimo cantante una session con il chitarrista Scotty Moore e il bassista Bill Black, ma Presley presentò una serie di pezzi che non colpirono affatto il produttore.

Alla fine di tutto, con Philips che sembrava aver perso ormai tutte le speranze, Elvis si giocò l’ultima carta, chiese ai musicisti se conoscevano That’s Allright, un vecchio e sconosciuto country blues di Arthur Crodup. Finito il brano Philips esclamò: «No, non la conosco, ma con questa ci faccio un disco». Era una notte di luglio del 1954 e la storia della musica in quell’istante cambiò per sempre, Presley venne scritturato dalla Sun e fino a tutto il 1955 (prima di essere venduto alla Rca per 35mila dollari) incise tutte le sue più intramontabili gemme, da That’s Allright a Blue Moon, Good Rockin’ Tonight, Baby Let’s Play House. Tutte contenute in questo doppio disco, che comprende anche diverse alternate takes presenti nel secondo cd. Consigliato a tutti, neofiti o cultori del r’nr. Un doppio disco che in nessuna collezione dovrebbe mancare.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: