Tag Archives: Extra
Immagine

EXTRA | Sembra, ma non è una chitarra. Ascesa e declino del Synthaxe: Allan Holdsworth

27 Apr

SynthAxe

Spesso nella musica si è pionieri di se stessi. Più raramente il nome di un artista sale alla ribalta per l’utilizzo di un nuovo strumento. Meno spesso accade poi che sia proprio la pubblicità di questo o quell’artista, a designare la fama di una nuova invenzione musicogena. A volte l’idiosincrasia tra le due parti è tale che si può parlare di simbiosi. Quando nel 1986 venne pubblicato Atavachron, tutti conoscevano già Allan Holdsworth, ma pochi, se non nessuno, sapeva cosa fosse il Synthaxe.

Ebbene, oggi vi raccontiamo la nascita e l’ascesa di questo strumento, che deve la sua fama proprio al disco in questione. Un po’ chitarra elettrica, un po’ sintetizzatore. Reso celebre proprio grazie ad Allan Holdsworth, che utilizzandolo scientificamente in più brani di Atavachron, unì il suo nome a questa diavoleria dell’ingegneria elettronica musicale per i quasi successivi 15 anni. Prima però sarebbe bene spiegare meglio in cosa consiste il Synthaxe.

Senza entrare troppo nel dettaglio, il Synthaxe è un controller MIDI applicato alla chitarra, creato da Bill Aitken, Mike Dixon e Tony Sedivy e prodotto in Inghilterra nella seconda metà degli anni ’80. Si tratta di uno strumento musicale che utilizza sintetizzatori elettronici per produrre suono e viene controllato tramite l’uso di un braccio simile al collo di una chitarra (ma non è una chitarra) e il suo nome deriva dal mix di due parole: sintetizzatore e ascia…

Continua a leggere

Sam Cooke – La leggenda del gospel

3 Apr

Dalle chiese alle classifiche, sulle tracce del grande cantautore nero

Immagine

L’America dei mitici Fifties, Happy Days, le automobili a coda di rondine, i primi serial tv a colori sbiaditi, la segregazione (ahimè) nelle scuole, perfino i bus divisi per razze e colori della pelle. Gli States e le loro contraddizioni. E in questo clima si inseriva, dal 1951 fino alla sua controversa morte, nel 1964, l’attività artistica del reverendo battista Sam Cooke.

Un nome che per molti potrà suonare nuovo, sconosciuto, ma se Aretha Franklin, James Brown, Ray Charles e tantissimi altri cantanti soul hanno trovato il successo, questo è soprattutto dovuto all’impronta e all’influenza che questo straordinario compositore e vocalist di colore diede con le sue canzoni. Un artista dalla multiforme e sfaccettata elasticità, che spaziò per generi e gusti e si seppe ben inserire anche nel panorama industriale della musica, conferendo alla sua carriera un aspetto imprenditoriale a tutto tondo, sovente auto-producendo le sue canzoni.

Cooke nacque a Clarksdale, una città che oggi conta quasi ventimila abitanti ma che nel 1933, quando Sam vide i suoi primi giorni di luce, doveva essere più che un anonimo comune dello stato del Mississippi. E questo piccolo centro abitato, soprattutto se confrontato alla vastità del resto della federazione americana, trovò ben presto la sua fama, proprio grazie alla musica di Sam Cooke e di un altro illustre nascituro del luogo, John Lee Hooker, di 16 anni più anziano del reverendo.

Continua a leggere

EXTRA|Un’occhiata a Tommy Bolin

31 Mar

In risposta a chi ci aveva consigliato di ascoltare il disco “Come Taste The Band” dei Deep Purple (1975) e di prestare attenzione al chitarrista, Tommy Bolin. Un disco che è da tutti visto con scetticismo data l’assenza di Blackmore.

Ma Bolin assolve molto bene alla difficile incombenza di non far rimpiangere il suo predecessore. Vuoi perché si discosta di tanto da Ritchie, vuoi perché aiutato in questo dal resto del gruppo, pronto a sperimentare nuove sonorità e ritmiche che spesso riconducono al funky.

Bolin, che io conosco pochissimo, in questo disco mi è piaciuto per personalità e precisione. Soprattutto in quei riff stretti, acuti, sulle prime tre corde alte, con terzine ripetute fino allo sfinimento senza mai perdere il tempo o cedere alle sbafature.

Meno vario, anzi un pochino monotono, sull’utilizzo dello slide. Mi è sembrato, e vengo all’album, che le tracce più affini ai Deep Purple storici si pongano da vere antesignane del moderno heavy metal. In alcune è evidente l’influenza che hanno esercitato qualche anno più tardi su gruppi come gli Iron Maiden.

Sidistef

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: