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Federico Salvatore – Na tazzulella ‘e ca.. baret (1989)

5 Apr

Recentemente vi avevo parlato del primo “best of” di Federico Salvatore, Superfederico. E ne avevo discusso in maniera anche critica, per la scelta – diciamo così – alquanto discutibile, di selezione dei brani presunti più belli e rappresentativi dei primi 5-6 anni del cantautore napoletano. Oggi vi cito il primo disco di Federico Salvatore: Na tazzulella ‘e ca.. baret. Data 1989, l’influsso della musica dance e cantautoriale italiana degli anni ’80 è evidente. Come album d’esordio Na tazzulella ‘e ca.. baret potremmo affermare che prometteva anche più di quanto poi Salvatore ha offerto nei 3-4 dischi successivi (ma poi si sbloccherà).

Musicalmente e per ritmo, ho apprezzato Leggere attentamente le istruzioni per le modalità d’uso, mentre Senza peli… sulle lingue è la tipica ballata partenopea (anche se Federico ci adatta sopra il demenziale). All’uscita di scuola è una lunghissima pièce basata sui ritornelli delle più famose canzoni di Lucio Battisti: la storia tratta dell’evoluzione di un gelataio in spacciatore, per poi finire in carcere a Gaeta. A mio avviso la più interessante, per progressione e testo, è Vajass… rap. Mentre la prima traccia, Per una notte d’amore… Mannaggia a me! Mannaggia a me!, risulta piuttosto retorica, scontata e ripetitiva.

Federico Salvatore – Superfederico (1995)

18 Mar

Nel 1994 Federico Salvatore raggiunse il grande pubblico grazie alla vittoria del “Promoval Bravo Grazie”, approdando poi al piccolo schermo con la frequente partecipazione al “Maurizio Costanzo Show”. L’anno successivo, Salvatore conobbe il noto produttore fiorentino Giancarlo Bigazzi (componente della band demenziale degli Squallor), che ne scoprì il talento e decise di riportare in auge alcune canzoni contenute nei cinque dischi di Federico usciti negli anni precedenti, diffusi soltanto sul territorio campano e quindi sconosciuti al grande pubblico. Così nasce il primo “best of” di Federico Salvatore: Superfederico.

Le tracce sono le seguenti: Vajass… rap, Autopark in Love (dall’album del 1989 ‘Na tazzulella ‘e Ca..baret); Introduzione Intellettuale, Drink Story, La Farsa, Carta d’Identità (dall’album del 1990 Pappagalli lat(r)ini); Incidente al Vomero, Ninna Nanna Napoletana, The Book in Air, La Fé, ‘O Sub (dall’album del 1990 Incidente al Vomero); Preghiera Vip, Tambulella Rap ( dall’album del 1991 Cabarettombola); Herojto Kuna Kekka, A Me Mi Piace, Ninna Nanna 2, Mezzo Tango, Solitudine (dall’album del 1992 Storie di un sottosviluppato… sviluppatosotto!). Un po’ troppo sconclusionato, assemblato alla meglio e direi anche superfluo visto che il meglio dell’artista sarebbe ancora dovuto avvenire, a partire dal primo album vincente Azz… uscito proprio quell’anno. Può servire, come ogni “meglio di…” a farsi un’idea seppur marginale di ciò che era stato Federico Salvatore negli anni precedenti.

Federico Salvatore – Storie di un Sottosviluppato… Sviluppato Sotto! (1992)

11 Feb

Artista/Gruppo: Federico Salvatore
Titolo: Storie di un sottosviluppato… Sviluppato Sotto!!!
Anno: 1992
Etichetta: Zeus Records

Nelle due vite da cantautore di Federico Salvatore, l’una frivola e cabarettistica, l’altra di denuncia e attenta ai problemi della sua Napoli, Storie di un sottosviluppato… sviluppato sotto!!! fa ancora parte della prima. Ma in ottica futura, si può dire che questo album già contiene un poco di profondità in più rispetto ai quattro album precedenti, qualche gemma nascosta da valutare indipendentemente dalle altre (insomma, quelle da dare i porci…).

Non mi dilungherò eccessivamente sul personaggio, per il quale in parte ho già offerto un marginale profilo nelle Vite Parallele. Mi limiterò a fare alcune considerazioni su questo disco: sono tredici tracce, in cui se dovessi fare la classifica delle tematiche affrontate da Salvatore, non esiterei a mettere in cima alla lista l’ossessione contro l’omosessualità. In contrasto con quanto poi presenterà a San Remo con Sulla Porta, in questo Storie Federico Salvatore sfiora l’omofobia. Non so se il suo sia un intento sarcastico, quasi a voler difendere una categoria sputandogli veleno (in chiave antifrastica allora…). Se  così fosse, beh, gli è riuscito malissimo.

Il massimo dell’ispirazione in questo senso emerge soprattutto in Herojto Kuna Kekka, una breve filastrocca melodicamente anche ben costruito, dove il primo verso recita imitando un cinese: «Essele floci è male davvelo ingualibile». Per carità, non voglio fare il moralista, ma è chiaro (anzi chialo…) che oggi a distanza di quasi 20 anni e quindi con un pochino di civiltà in più, una canzone del genere sarebbe impresentabile e in molti lascerebbero la poltrona del teatro (a parte il rischio di una marea di comunicati da Arcigay). In Zero… 81 ne tira fuori un’altra: «Meglio tardi che mai, meglio tardone che gay».

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VITE PARALLELE|Federico Salvatore vs Eddie Boyd

12 Apr

Una, se non la più grande opera dello scrittore greco Plutarco, fu la raccolta di Vite Parallele, dove l’autore, con straordinario acume annalistico e un pizzico di divertimento, mette a confronto coppie di grandi personaggi del suo passato, uno romano e uno dell’antica Grecia. Coppie spesso eterogenee, accomunate però da un qualche valore d’accordo, che spesso era la virtù. Ecco cosa tenteremo di fare, come Plutarco, ma con la musica: prendendo due generi diversi tra loro, due artisti apparentemente opposti l’uno all’altro, e provando a coglierne gli aspetti che possono avere in comune. È un gioco che faccio spesso e spero piaccia anche ai lettori di The Book Of Saturday.

Il mio ciclo di “Vite Parallele” inizia ora, anche se in realtà una specie di anticipazione già la potreste trovare nel post dedicato a Jimi Hendrix e Jim Morrison. Ma in quel caso le comuni frequentazioni dei due, nonché alcune esibizioni eseguite assieme, mi diedero carta bianca ed estrema facilità nel metterli a confronto.

Non sarà così semplice invece farlo per due artisti che, non solo in superficie, risultano essere così diversi tra loro. Da un lato il pianista blues statunitense Eddie Boyd, dall’altro il cantautore napoletano Federico Salvatore.

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