Tag Archives: folk rock

Boat To Row – A Boat to Row, to Row to You (2011)

22 Giu

Fresca fresca di pubblicazione, A Boat to Row to Row to You, ultima fatica di questa band sconosciutissima, i Boat To Row, che ho scoperto spulciando il blog Happy Days Are Here Again.  Ho dato un’occhiata al sito e mi sembra che il gruppo promuove album solo on-line. Questo in particolare, in formato Flac, costa 1,58 sterline. E’ il terzo disco pubblicato in poco più di un anno.

Si tratta di un folk-indie-rock di matrice anglo-americana. Influenze? Per quanto possa avere senso, a me ricordano molto i Decemberists, stessi arrangiamenti, stesso cantato, addirittura stesso stile di copertina.

ANI DI FRANCO – EVOLVE (2003)

13 Lug

Per tutti coloro che intendano passare un’ora in piacevole ascolto, nn molto impegnativo ma veramente di gusto, si possono far accompagnare dalle note a dalla graffiante voce di Ani Di Franco col folk rock in chiave decisamente acustica dell’album Evolve (2003). Tutti I brani sono eseguiti dalla chitarra acustica di Ani, arrangiati con un soave accompagnamento di bonghi e strumenti a fiato, arricchiti talvolta da leggere note di pianoforte.

Un album per chiunque si fosse mai chiesto cosa sarebbe successo se Bob Dylan fosse stato donna.

Mostly Autumn

27 Apr

Ne parlavamo proprio ieri, di come può l’ascolto associato all’immagine cambiare l’opinione su di un gruppo, in meglio ma anche in peggio. È quello che mi è accaduto oggi, sottoponendomi, timpani e retine, alla visione dei Mostly Autumn. Completamente diversi da come li avevo uditi in studio.

C’è da dire che conoscevo solo The Spirit of Autumn Past (1999), da cui deriva Evergreen (primo video) che è forse uno dei brani più riusciti e di certo il ricordo dei violini di Bob Foulds (qui assenti perché il video risale a quando ormai Foulds era un ex componente) oggi risultano la più grave perdita che la band ha dovuto sopportare. Che neanche le sezioni di flauti – poche a dire il vero – riescono a colmare.

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Garbage – Version 2.0 (1998)

21 Apr
Artista/Gruppo: Garbage
Titolo: Version 2.0
Anno: 1998
Etichetta: Almo Sounds 

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Per comprendere il valore di un prodotto artistico a mio avviso occorre calarsi negli intenti di chi quel prodotto lo ha concepito. Quindi per riuscire a capire fino in fondo la musica dei Garbage ho dovuto operare una sorta di reverse engeneering, ovvero scrollarmi di dosso la più complessa musica incamerata fino a questo momento, isolarmi dal contesto di una critica musicale universale, fare un balzo in avanti per entrare nelle teste dei componenti di questa band americana.

E il mio primo passo è stato quello di cestinare tutto quel rosa che intinge le copertine dei loro album, quello sì vera spazzatura, come del resto recita in traduzione il loro stesso nome (garbage=immondizia).
In seconda battuta ho scelto uno dei loro lavori più completi, uscito nel 1998, che si pone come obiettivo quello di superare quanto a evoluzione e ispirazione alla modernità il loro precedente album omonimo. Per far ciò i Garbage prendono il rock dell’età d’oro e lo miscelano a una fortissima dose di high tech. Non va dimenticato che siamo negli anni in cui si respira un vento di innovazione e meraviglia verso la tecnologia che forse non avrà eguali nella storia della nostra civiltà. Sono questi gli anni in cui si inizia a navigare in rete con una certa facilità, i supporti digitali si moltiplicano e il titolo di questo album ne è un esempio plausibile.
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