Tag Archives: fusion

Level 42 – Level Best (1989)

17 Dic

Ed ecco un altro esempio di jazz fusion, molto, ma molto fusion. Un best of, è vero, ma essenziale e ben concepito. Di un gruppo, i Level 42 che sono tutto, o quasi, Mark King, bassista dalle immense doti tecniche, uno dei pochi che non ammorbano quando “slappano”. Per il resto, un jazz-funk-dance, di stampo limitrofo ad alcuni lavori dei Talking Heads, anche se qui le chitarre sono molto marginali e tutto si regge su basso (Mark King) e tastiera (Mike Lindup). Una raccolta di brani che abbraccia i primi otto anni di storia dei Level 42 (con altrettanti otto album), da The Chinese Way a Running In The FamilyThe Sun Goes Down (Living It Up), solo per citare i più sentiti…

Herbie Hancock – Motormouth (1982)

13 Dic

Quando il jazz contamina e a sua volta viene contaminato. Siamo nel 1982 e Herbie Hancock decide che, dopo circa 30 album è ora di volgere i propri indirizzi stilistici verso ciò che spopola di più in quel tempo, la disco music. Il connubio tra pop, jazz, funky e soul genera uno dei dischi più criticati del pianista di Chicago, Lite Me Up! .

Formazione tra le più anonime, in cui la tastiera è completamente abbandonata e l’unico spunto è una costante linea di basso e la voce di Herbie distorta dal Vocoder. Motormouth, o qualsiasi altra traccia di questo periodo (alcune divennero delle hits in Usa come nel Regno Unito, quindi in Europa) è una specie di compromesso con il business, ma, vero anche, dopo tanti dischi di qualità, quasi un togliersi lo sfizio di confrontarsi con un’altra faccia della musica.

Con questo brano si apre (per quanto mi riguarda) un breve periodo di riflessione sull’incrocio tra musica pop, jazz e sul jazz fusion. Prossimamente un consiglio del giorno…

The Nice – Five Bridges (1970)

9 Ott

Il giusto mix tra jazz e rock progressivo, con una sottile punta di musica classica. Ma, soprattutto, pubblicato nel 1969, Five Bridges dei Nice testimonia gli esordi di Keith Emerson, un anno prima della fondazione del supergruppo Emerson Lake & Palmer. Ancora un po’ primordiale per certi passaggi e scale, richiama già alcune sonorità che troveremo in ELP e successivamente in Tarkus.

Formazione: Brian Davison (batteria e percussioni); Keith Emerson (tastiere); Lee Jackson (voce, basso). Con la partecipazione di: Joe Harriott, Alan Skidmore e Peter King (sassofono); Chris Pyne (trombone); John Warren; Kenny Wheeler (tromba, flicorno).

Sidistef

Mahavishnu Orchestra – The Inner Mounting Flame (1971)

17 Lug

Vi siete mai chiesti cosa succede quando uno dei più grossi esponenti del chitarrismo (John McLaughlin), il miglior batterista del momento (Billy Cobham) un violino pazzo (Jerry Goodman) un basso sopra le righe (Rick Laird) e un tastierista delle meraviglie (Jan Hammer) si ritrovano a suonare insieme nello stesso gruppo?

NASCE LA FUSION!!!

Chitarra e violino che si inseguono, si sorpassano e si riprendono su stridule note, sezioni ritmiche potentissime e dolci note di piano è quello che ci fa assaporare l’ascolto di questo disco.

Pat Metheny – Imaginary Day Live (2001)

12 Apr

Un concerto che mi ha fatto avere il mio amico Foxtrot. Un bellissimo contest, immerso in un’atmosfera senza tempo che personalmente al primo ascolto non avevo per nulla apprezzato, forse anche perché sprovvisto di una conoscenza sufficiente di questo sfaccettato musicista.

Mi ero promesso di riascoltarlo meglio e senza troppo chiasso attorno. Ecco come va gustato secondo me: sdraiatevi sul divano, inserite il dvd, copritevi con una bella copertina di lana o di pile e inizierete a dialogare con le casse del vostro Home Theatre.

Pat Metheny merita una stanza particolare nell’universo della musica jazz. Di tutto questo live ho scelto l’ultima traccia, Minuano (Six Eight), forse la più jazz, con pattern e scale che ricordano molto i theme classici. L’intera formazione merita un plauso, con il tastierista, Lyle Mays, su tutti: un vero portento.

Sidistef

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: