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Gene Krupa And His Orchestra – Chronological Classics 1939

29 Set

Quante volte abbiamo parlato di Gene Krupa, stavolta partiamo dalle sue origini e vi segnalo dunque un disco della colossale, ma stavolta nel vero senso della parola, raccolta di dischi jazz Chronological Classics. Siamo nel 1939, un anno prima, subito dopo lo storico concerto alla Carnagie Hall, Gene aveva lasciato la big band di Benny Goodman per inventarsi una sua orchestra.

Raggiungerà il successo già nel 1941, con Anita O’Day alla voce e quel Drum Boogie pietra miliare del jazz e non solo. Queste registrazioni sono del primo anno della Gene Krupa And His Orchestra, la voce non è di Anita O’Day ma di Irene Daye, mancano quindi quei duetti tra la batteria del direttore e la magica ugola della cantante, e manca anche Roy Eldridge alla tromba. Un buono spunto per conoscere l’evoluzione di una big band, fin dai primordi.

Sidistef

Gene Krupa Big Band – Drummer Man (1956)

9 Lug

Da oggi nasce una nuova categoria, “oggi il collettivo ascolta…”, il titolo è ancora in via di sviluppo, siamo aperti a nuove idee, ma intanto è giusto dargli i natali. Due righe, pochi passi per segnalare, in modo leggero e senza pretesa alcuna di esaustività, i dischi delle nostre collezioni.

In riferimento al video di Drum Boogie pubblicato in uno dei recenti post, inizio dunque con il segnalarvi il disco che contiene il brano in questione,  Drummer Man, pubblicato postumo nel 1956. La formazione è sempre la stessa, comprendente, tra gli altri, la cantante Anita O’Day e Roy Eldridge alla tromba.

Questa è una reunion e, anche se la popolarità di Krupa era alle stelle, gli assoli che lo resero famoso in questo album sono pochi, ma nondimeno emerge la sua bravura.

Sidistef

Gene Krupa And His Orchestra – Drum Boogie (1941)

30 Giu

E’ uno dei più grandi batteristi di tutti i tempi, anche se spesso viene dimenticato, ma i veri amanti del jazz gli conservano sempre un posto d’onore nella loro mente. Sto parlando di Gene Krupa, qui assieme alla sua orchestra (nata dopo l’esperienza di Krupa nella formazione di Benny Goodman), nel 1941, in una performance ripresa nel film Ball of Fire.

Il pezzo in questione è Drum Boogie (i più acuti noteranno che l’onomastica di film e brano corrisponde alla rivoluzione rock & roll della decade successiva), in cui la splendida voce di Anita O’Day si mescola con i soli di batteria di Gene. Il tizio nero che a certo punto si alza con la sua tromba, è il secondo solo, è un certo Roy Eldridge, detto Little Jazz, un artista dalle doti cristalline, che fece da collante tra lo swing e il nascente bebop.

Quanto a Gene Krupa, oltre alle sue straordinarie qualità di percussionista a tutto tondo, dal video emerge la sua grande intraprendenza nel saper interpretare pienamente il personaggio di Hollywood, assoluto frontman. La sua esecuzione nel bis di Drum Boogie suonando una scatola di fiammiferi erntra a pieno diritto nella storia del jazz. (Ringrazio Foxtrot per avermi segnalato a suo tempo questo straordinario documento video).

Sidistef

Billy Cobham – Spectrum (1973)

8 Apr

Artista/Gruppo: Billy Cobham
Titolo: Spectrum
Anno: 1973
Etichetta: Atlantic / Wea

Mentre vi scrivo mi trovo immerso nell’ascolto di Spectrum, album di Billy Cobham che Diego ci ha consigliato due giorni or sono. Ascolto che segue quello di One of a kind di Bill Bruford e di una raccolta, What a wonderful world  di Louis Armstrong, della quale, tra tanti evergreen e vista la scelta discografica giornaliera, non potrei che consigliarvi la traccia “After you’ve gone”. Traccia quest’ultima che si distingue per una splendida piéce percussionistica.

Attenzione però, perché questa è particolare rispetto a tutte quelle che troverete su youtube perchè prive del solo batteristico. E viste le innumerevoli formazioni che hanno accompagnato il maestro di New Orleans nella sua sfavillante carriera, mi sfugge veramente chi fosse il batterista (chi ne avesse fantasia a scoprirlo mi colmerebbe uno dei tanti buchi di conoscenza).

Dunque giungo a indicarvi che la raccolta in questione è What a wonderful world dell’etichetta discografica spagnola Del Prado. E se non si era capito l’oggetto delle mie osservazioni di oggi è la batteria.

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