Tag Archives: gospel

Elvis Presley – Who Am I? (1967)

11 Nov

Una delle tante doti di Elvis Presley era l’interpretazione. The King ha spaziato nei più svariati generi, dagli anni ’50 fino alla sua prematura scomparsa, nel 1977. Negli ultimi anni di vita (anche artistica) Elvis si è cimentato soprattutto a reinterpretare musiche da ogni parte del mondo, dal folk britannico alla lirica italiana (O Sole Mio, per esempio…). C’è anche un importante filone spiritual, che nel 1971 portò la RCA a pubblicare un album di soli brani gospel di Elvis dal titolo di una delle sue più famose cover: You’ll Never Walk Alone. In questo disco è contenuto anche il brano pubblicato sopra: Who Am I?. Un brano molto raro, che nel 2008 venne inserito nella reissue del disco How Great Thou Art, la cui pubblicazione originale risale al 1967.

The Blues Collection 77 – Phillip Walker – Steppin’ Up In Class (1993)

18 Nov

Il 22 luglio 2010 la Delta Groove Records inoltrava una mail con cui comunicava al mondo la morte per infarto, del «leggendario bluesman Phillip Walker». Morte fresca (oddio, oltre un anno…) almeno in rapporto a tanti personaggio su cui si scrive e si ascolta, e deceduti tanti decenni fa. Incipit doveroso perché d’attualità, ma l’oggetto del post è il consiglio d’ascolto di questo chitarrista eclettico e variegato che si pone all’interno del delta blues ma che ha affrontato di tutto. Mai banale, di rado fisso sullo stesso standard, Walker ha anche suonato con Clifton Chenier e altri geni del blues americano.

La sua carriera è iniziata a prendere i passi sul gospel e i canti di chiesa R&B, ma poi i risultati sono stati di un’originalità a tratti rinfrancante per chi si ciba di blues dalla mattina alla sera e arriva al punto di dubitare che su tre note in sequenza si possa ancora inventare qualcosa. Per chi ne ha voglia la sua discografia offre tantissimi dischi, anche se come spesso capita, mi trovo a consigliarvi una raccolta tratta dalla Blues Collection. Quasi un’ora di piacevole ascolto, già da What Can I Do vi renderete conto che quando parlavo di originalità avevo ragione. Ciao Phil…

The Lou Rawls Show With Duke Ellington (1970)

24 Nov

Come rimanere delusi da un dvd e rifarsi (ma solo parzialmente) con le bonus features. È quello che è accaduto a uno sventurato acquirente di musica al buio, che in questo caso sarebbe il sottoscritto. Ma del resto questo spazio nasce per condividere conoscenze, anche quelle utili ad evitare i cosidetti “pacchi”. Perché l’emozione di vedermi recapitato il dvd The Lou Rawls Show è andata subito in cantina dopo 35 minuti di film, e basta.

Sottoscritto: a tutto titolo With Duke Ellington, non posso non evidenziare che la presenza del Duca in questo spettacolo è stato il volano per cui scegliere questo prodotto. Se poi consideriamo le spesso inutili e stucchevoli raccomandazioni dei quotidiani quando celebrano un’uscita, stavolta l’unica in copertina è la segnalazione di All Movie Guide che si limitava a un molto equilibrato «scintillante collaborazione», e basta.

Dico, non sarà mica così scadente un prodotto in cui figura uno dei migliori pianisti del Novecento, e al cui fianco si cimenta almeno in due dei suoi migliori pezzi (Sophisticated Lady e Satin Doll) uno dei più originali cantanti del Novecento quale Lou Rawls? Solo quei due brani però non fanno primavera, e sono i soli in cui compaiono le divine mani di Ellington, e basta.

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Sam Cooke – La leggenda del gospel

3 Apr

Dalle chiese alle classifiche, sulle tracce del grande cantautore nero

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L’America dei mitici Fifties, Happy Days, le automobili a coda di rondine, i primi serial tv a colori sbiaditi, la segregazione (ahimè) nelle scuole, perfino i bus divisi per razze e colori della pelle. Gli States e le loro contraddizioni. E in questo clima si inseriva, dal 1951 fino alla sua controversa morte, nel 1964, l’attività artistica del reverendo battista Sam Cooke.

Un nome che per molti potrà suonare nuovo, sconosciuto, ma se Aretha Franklin, James Brown, Ray Charles e tantissimi altri cantanti soul hanno trovato il successo, questo è soprattutto dovuto all’impronta e all’influenza che questo straordinario compositore e vocalist di colore diede con le sue canzoni. Un artista dalla multiforme e sfaccettata elasticità, che spaziò per generi e gusti e si seppe ben inserire anche nel panorama industriale della musica, conferendo alla sua carriera un aspetto imprenditoriale a tutto tondo, sovente auto-producendo le sue canzoni.

Cooke nacque a Clarksdale, una città che oggi conta quasi ventimila abitanti ma che nel 1933, quando Sam vide i suoi primi giorni di luce, doveva essere più che un anonimo comune dello stato del Mississippi. E questo piccolo centro abitato, soprattutto se confrontato alla vastità del resto della federazione americana, trovò ben presto la sua fama, proprio grazie alla musica di Sam Cooke e di un altro illustre nascituro del luogo, John Lee Hooker, di 16 anni più anziano del reverendo.

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