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Garbage – Version 2.0 (1998)

21 Apr
Artista/Gruppo: Garbage
Titolo: Version 2.0
Anno: 1998
Etichetta: Almo Sounds 

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Per comprendere il valore di un prodotto artistico a mio avviso occorre calarsi negli intenti di chi quel prodotto lo ha concepito. Quindi per riuscire a capire fino in fondo la musica dei Garbage ho dovuto operare una sorta di reverse engeneering, ovvero scrollarmi di dosso la più complessa musica incamerata fino a questo momento, isolarmi dal contesto di una critica musicale universale, fare un balzo in avanti per entrare nelle teste dei componenti di questa band americana.

E il mio primo passo è stato quello di cestinare tutto quel rosa che intinge le copertine dei loro album, quello sì vera spazzatura, come del resto recita in traduzione il loro stesso nome (garbage=immondizia).
In seconda battuta ho scelto uno dei loro lavori più completi, uscito nel 1998, che si pone come obiettivo quello di superare quanto a evoluzione e ispirazione alla modernità il loro precedente album omonimo. Per far ciò i Garbage prendono il rock dell’età d’oro e lo miscelano a una fortissima dose di high tech. Non va dimenticato che siamo negli anni in cui si respira un vento di innovazione e meraviglia verso la tecnologia che forse non avrà eguali nella storia della nostra civiltà. Sono questi gli anni in cui si inizia a navigare in rete con una certa facilità, i supporti digitali si moltiplicano e il titolo di questo album ne è un esempio plausibile.

Tool – Opiate (1992)

2 Apr

Artista/Gruppo: Tool
Titolo: Opiate (Extended Play)
Anno: 1992
Etichetta: Volcano

Pochi e ben nascosti sono i particolari che possono portare a ricondurre questa prima esperienza musicale dei Tool con quello a cui ci abitueranno nel corso della loro carriera; sonorità decisamente più dure e pregne di quell’atmosfera Grunge che si respira in maniera intensa negli anni novanta, sembrano preannunciare una band totalmente diversa.

Ovviamente, trattandosi di un Extended Play di debutto, l’album non deve essere valutato in base a criteri particolarmente severi, ma si deve tenere conto che si tratta di un primo piccolo passo per una band che inizia a divulgare parte delle proprie idee musicali; proprio per questo si può “perdonare” il fatto di risulare, al termine dell’ascolto, un po’ ripetitivi e, in alcuni casi, un po’ troppo simili a sonorità già ampiamente esplorate da altri gruppi contemporanei.

Come all’interno di una sorta di sommario della loro ascesa musicale, questo EP ripercorre in maniera progressiva già al suo interno una piccola evoluzione per i Tool: tre brani (Sweat, Hush e Part of Me) decisamente pesanti e in pieno stile Grunge con una batteria molto martellante, forse troppo, e linee melodiche poco evidenti per lasciare spazio all’aggressione dello strumento, due incisioni live (Cold and Ugly e Jerk-Off) sempre sullo stesso filone ma al tempo stesso più improntate sulla cura della struttura musicale, e la traccia finale (Opiate / The Gaping Lotus Experience) che proietta verso lidi più ambiziosi.

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