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EXTRA|Gli esordi dei Led Zeppelin

27 Ott

Sono pochi i gruppi che racchiudono storie, aneddoti e curiosità come i Led Zeppelin, fin dal loro nome: «Avremmo potuto anche chiamarci vegetali o patate, ci siamo chiamati Led Zeppelin, cosa significa Led Zeppelin? Non significa niente», disse Jimmy Page e c’è da credere che se poi avesse avuto miglior fortuna la sua idea di coinvolgere nel nuovo progetto Keith Moon e John Entwistle (che invece non vide mai la luce), oggi staremmo a parlare di un gruppo sicuramente diverso e di un altro, i The Who, completamente smembrato dopo tre soli album.

Ma la storia ha voluto così e allora torniamo al 1968, anno in cui i Led Zeppelin vennero alla luce. Un’annata prolifica di nuova musica, sebbene in Inghilterra il cliché fossero Clapton, Hendrix, e il rock mescolato al blues, bianco o nero non importava. Era piuttosto la musica scalmanata che aveva in mente Jimmy Page ad esser considerata eccessiva. Nonostante ciò l’ex chitarrista degli appena sciolti Yardbirds decise comunque di farsi il suo gruppo e, seguendo i consigli del suo amico e impresario Peter Grant, iniziò ad alternare pezzi di repertorio e musicisti e utilizzò il nome di New Yardbirds per concludere una tournée in Scandinavia che i vecchi Yardbirds avevano fissato prima di sciogliersi.

Fu quello il repertorio che poi entrò nel primo album dei Led Zeppelin, Page tentò anche di convincere a tornare Keith Relf, Chris Dreja, e anche Jeff Beck. Ma tutti rifiutarono, quest’ultimo aveva da poco inciso il suo album di debutto da solista con il Jeff Beck Group, Truth. Fu durante quelle registrazioni che Jimmy Page conobbe John Paul Jones.

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Led Zeppelin – II (1969)

25 Ott

Disco complementare al primo, uscito lo stesso anno, Led Zeppelin II è uno di quegli album che ogni appassionato di rock e blues dovrebbe avere in collezione.

Sono troppi i brani celebri per menzionarli tutti, ma credo che già Whole Lotta Love o l’assolo di Bonham su Moby Dick possano valere come certificato di garanzia. Alla voce il solito Robert Plant, con Jimmy Page alla chitarra, John Bonham alla batteria e John Paul Jones al basso e tastiere.

Sidistef

L’episodio dello squalo

1 Mag

La fama di pericolosi depravati i Led Zeppelin se la costruirono grazie a un grande equivoco che ruota attorno al famoso “episodio dello squalo”. Infatti la leggenda narra che durante il tour negli States del 1969, finita la performance sul palco di Seattle, con Bonzo e Plant intenti, completamente sbronzi, a far finta di pescare dalla finistra della loro suite all’Hotel Edgewater Inn, il loro tour manager Richard Cole, lui si autentico depravato, si cimentò nel ficcare delle parti di squalo nella vagina di una groupie. Alcuni sostennero che si trattasse di uno squalo vivo.

L’episodio è stato rivelato proprio da Cole nel libro autobiografico della band, “Il martello degli dei”, in cui lo stesso Cole ha smentito in parte l’accaduto, sostenendo che alla fine lo squalo niente fu che un dentice rosso, «un pesciolone rosso che si andò a infilare proprio dentro alla pesciolina rossa di quella groupie».

Il tutto sotto la regia attenta di Mark Stein dei Vanilla Fudge, quell’anno in tour con i Led Zeppelin, che filmò la scena. Chissà quanto varrà quel nastro adesso…

Sidistef

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