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Louis Armstrong and His Orchestra – Mahogany Hall Stomp (1929)

16 Mag

Grande registrazione, mitica formazione. Louis Armstrong and His Orchestra. Era il 5 marzo 1929, e alla Parlophone (etichetta tedesca qui già comprata dalla Columbia: la £ sul disco sta ad indicare il vero fondatore, Lindstrom), Satchmo si divise il set con giovani musicisti che poi, ognuno per la sua strada, fecero la storia del jazz: J. C. Higginbotham, Albert Nicholas, Charlie Holmes, Teddy Hill, i gregari ai fiati, con l’aggiunta di Pops Foster e Paul Barbarin. Ma soprattutto Luis Russell al piano, il già menzionato Eddie Condon al banjo e Lonnie Johnson alla chitarra. Ecco a voi Mahogany Hall Stomp, brano contenuto anche nel disco Pete Fountain Presents the Best of Dixieland.

All of Me

13 Ago

Quando nel jazz si parla di influenze, contaminazioni, reinterpretazioni. Qualcuno ignorantemente si ostina a chiamarle cover, o peggio ancora plagi. Senza calcolare che se non fosse per l’assoluta corsa al rincorrersi, jazz, blues, ma anche rock, non avrebbero avuto la loro ragion d’essere. Ed è ancor più entusiasmante, oltre che da stimolo per approfondimenti ulteriori, confrontare una gemma, come All of Me di Louis Armstrong in questa fattispecie, con lo stesso standard eseguito da questa band che non conoscevo: Les Enfants de Django. Il nome è tutto un programma, tra i suoi componenti anche un omonimo, Mike Reinhardt (nel video suona una Gibson Custom Es rossa), e viste le origini “zingare” di entrambi, non è reato decretarne la parentela (non so di che grado ma sono tantissimi i Reinhardt in musica) con il grandissimo Django Reinhardt.

Era un Jazz Festival di Vienna nel 2007, quando questa orchestra (che letteralmente potremmo definire “I figli di Django”), si esibì in una caldissima All of Me. Sopra abbiamo la versione originale di Armstrong, sotto abbiamo però la trasformazione: lo stile è quello di uno dei più grandi e talentuosi chitarristi di musica Jazz e Gipsy di tutti i tempi. E dentro mettiamoci anche Bireli Lagrene, Allan Holdworth e tutto quel filone di chitarra virtuosissima che a me fa sempre volare.

Louis Armstrong – The Verve Silver Collection (1990)

16 Set

Un assaggio, solo un pochino, del brevissimo periodo di Louis Armstrong alla Verve Records. Fu dal 1956 al 1957, e questa serie di incisioni ne raccolgono i più grandi successi dell’ultimo anno.

Era il ’57, appunto, Armstrong alla tromba, e Russ Garcia e Ron Wynn. Insomma, non è il massimo dell’esaustività, ma questi 15 brani sono delle perle che gli appassionati di Satchmo non dovrebbero perdere.

Sidistef

Red Onion Jazz Babies – Terrible Blues (1924)

25 Giu

Nel 1924 Louis Armstrong approdò nella famosa orchestra di Fletcher Henderson, ma appena un mese dopo, particpò a una famosa serie di incisioni con i Red Onion Jazz Babies, in cui comparivano la pianista Lil Hardin, moglie di Louis (e per questo conosciuta anche come Lil Armstrong) e il grandissimo sassofonista Sidney Bechet. Era la prima volta che Armstrong e Bechet suonavano assieme e questa è la memorabile Terrible Blues.

Sidistef

Louis Armstrong – La Vie En Rose (2000)

1 Giu

Artista/Gruppo: Louis Armstrong
Titolo: La Vie En Rose
Anno: 2000
Etichetta: IMC

Come detto in passato Louis Armstrong meriterebbe un posto a parte nell’olimpo dei grandi del jazz. Un padre è stato detto. Pochi come lui, tutti d’accordo. Ora, per presentare in questo spazio il grande Satchmo, invece di scegliere qualcosa attingendo dalla mole di materiale dal passato remoto, ho scelto al contrario un prodotto più moderno.

Un po’ per spirito di contraddizione, un po’ anche perché credo che sia positivo e anche formativo partire da qualcosa di più assimilabile, per poi tornare indietro negli anni e saggiare le doti antiche di questo straordinario pittore della musica. Ecco perché ho scelto questa raccolta di registrazioni che cadono sotto l’etichetta della International Music Company (IMC).

Questa casa di produzione, tempo addietro, ha pensato bene di sfidare i regimi di copyright imposti da RCA Victor e Universal Music, rendendo queste registrazioni fruibili anche in Europa a costi molto più contenuti. Ne è uscito fuori un box-set da 15 dischi, sotto l’etichetta History e questo ne rappresenta l’ultimo. Si tratta di un disco di cesura tra due step ben distinti dell’artista, da un lato le ultime più convinte esecuzioni con le All-Stars, in cui emerge ancora la vena più propriamente jazz del trombettista nero di New Orleans, dall’altro l’approdo di Satchmo nel mondo del pop e della musica leggera del secondo dopoguerra.

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Billy Cobham – Spectrum (1973)

8 Apr

Artista/Gruppo: Billy Cobham
Titolo: Spectrum
Anno: 1973
Etichetta: Atlantic / Wea

Mentre vi scrivo mi trovo immerso nell’ascolto di Spectrum, album di Billy Cobham che Diego ci ha consigliato due giorni or sono. Ascolto che segue quello di One of a kind di Bill Bruford e di una raccolta, What a wonderful world  di Louis Armstrong, della quale, tra tanti evergreen e vista la scelta discografica giornaliera, non potrei che consigliarvi la traccia “After you’ve gone”. Traccia quest’ultima che si distingue per una splendida piéce percussionistica.

Attenzione però, perché questa è particolare rispetto a tutte quelle che troverete su youtube perchè prive del solo batteristico. E viste le innumerevoli formazioni che hanno accompagnato il maestro di New Orleans nella sua sfavillante carriera, mi sfugge veramente chi fosse il batterista (chi ne avesse fantasia a scoprirlo mi colmerebbe uno dei tanti buchi di conoscenza).

Dunque giungo a indicarvi che la raccolta in questione è What a wonderful world dell’etichetta discografica spagnola Del Prado. E se non si era capito l’oggetto delle mie osservazioni di oggi è la batteria.

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