Tag Archives: metal

Alessandro Il Grande

20 Apr

Nel 1986 gli Iron Maiden pubblicano l’album Somewhere in Time, caratterizzato da nuove sonorità.

L’ultima traccia, Alexander The Great, narra la storia del grande re macedone Alessandro il Grande, conosciuto anche con il nome di Alessandro Magno, che dominò la Macedonia dal 336-335 a.C. e che nel 331 a.C. fondò l’attuale Alessandria d’Egitto.

Dopo essersi distinto come uno dei più impavidi conquistatori della storia, Alessandro si spense, come recita la canzone, a Babilonia, all’età di 33 anni. Il brano è anche il più lungo di sempre della band metal britannica, 8’35” ed è caratterizzato da un lungo solo centrale.

Aldo Giuntini – Project III (2006)

6 Apr

Artista/Gruppo: Aldo Giuntini
Titolo: Project III
Anno: 2006

Non so chi me lo ha fatto conoscere, forse Roberto. Chiunque lo abbia ascoltato può rispondermi e dire se non la pensa come me. Bravo chitarrista. Ho avuto modo di ascoltare solo l’album “Project III”, anche perché sul web non è che sia facilissimo reperire suo materiale, comprese le copertine dei dischi, che però potrete trovare sul suo sito.

Genere: metal melodico, con una punta di asprezza, forte di piacevoli distorsioni grazie al suond della sua Ibanez RG AG1. Nonostante la bella voce, in stile James Labrie, nulla di particolarmente eccezionale sul fronte innovativo.

Stile chitarristico, di arrangiamento e di cantato che si rifà in toto al gruppo degli Dio, soprattutto all’album Holy Diver.

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Tool – Opiate (1992)

2 Apr

Artista/Gruppo: Tool
Titolo: Opiate (Extended Play)
Anno: 1992
Etichetta: Volcano

Pochi e ben nascosti sono i particolari che possono portare a ricondurre questa prima esperienza musicale dei Tool con quello a cui ci abitueranno nel corso della loro carriera; sonorità decisamente più dure e pregne di quell’atmosfera Grunge che si respira in maniera intensa negli anni novanta, sembrano preannunciare una band totalmente diversa.

Ovviamente, trattandosi di un Extended Play di debutto, l’album non deve essere valutato in base a criteri particolarmente severi, ma si deve tenere conto che si tratta di un primo piccolo passo per una band che inizia a divulgare parte delle proprie idee musicali; proprio per questo si può “perdonare” il fatto di risulare, al termine dell’ascolto, un po’ ripetitivi e, in alcuni casi, un po’ troppo simili a sonorità già ampiamente esplorate da altri gruppi contemporanei.

Come all’interno di una sorta di sommario della loro ascesa musicale, questo EP ripercorre in maniera progressiva già al suo interno una piccola evoluzione per i Tool: tre brani (Sweat, Hush e Part of Me) decisamente pesanti e in pieno stile Grunge con una batteria molto martellante, forse troppo, e linee melodiche poco evidenti per lasciare spazio all’aggressione dello strumento, due incisioni live (Cold and Ugly e Jerk-Off) sempre sullo stesso filone ma al tempo stesso più improntate sulla cura della struttura musicale, e la traccia finale (Opiate / The Gaping Lotus Experience) che proietta verso lidi più ambiziosi.

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Metallica – Metallica (1991)

29 Mar

Artista/Gruppo: Metallica
Titolo: Metallica
Anno: 1991

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Conosciuto ai più come Black Album, la quinta fatica dei Metallica porta lo stesso nome del gruppo, Metallica, cioè quello che in discografia si dice disco omonimo. Nero, come il metal che ha contraddistinto la band californiana, riferito ovviamente alla tendenza del gruppo di Ulrich e Hetfield (coproduttori del disco assieme a Bob Rock) di affrontare sempre temi struggenti, ansiolitici, esistenziali, di assoluta chiusura verso il mondo esterno.

Assieme a un serpente visibile solo in controluce, nell’inside della copertina troviamo quattro volti in serigrafia dei componenti del gruppo: Lars Ulrich, James Hetfield, Kirk Hammet e Jason Newsted, rispettivamente batteria, voce, chitarra e basso. Nero e oro, gli stessi colori che contraddistinguono una delle ultime Les Paul di Hammet, che in questo disco, forse, più che in altri, mostra la sua vocazione a spaziare oltre gli spartiti metal, scandagliando universi rock fino ad allora mai toccati dai Metallica.

Questo è l’album che consacra la band e la fa conoscere al grande pubblico grazie al classico Nothing else matters, orchestrata dal direttore Michael Kamen, lo stesso che nel 1999 dirigerà l’Orchestra Sinfonica di San Francisco per il doppio album Metallica & Sinphony, esperimento semi-azzeccato di fondere metal e classica assieme. Brano che comunque resterà un grande equivoco, come sentenzieranno i fan dei Four horsemen dei primordi, perché seppur di struggente bellezza nella sua semplicità, racchiude in se una certa lontananza dal puro stile Metallica tanto amato dai chiodi.

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