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Metallica – Dutch Dynamos (1999)

31 Lug

La critica ragionata l’ho già fatta e la trovate qui. Poi, a pensarci bene, c’è un altro modo per sentire al meglio Dutch Dynomos dei Metallica, al di là delle cuffie o dell’Hi-Fi. E ho detto “sentire”, avete letto bene. Istruzioni per l’uso dedicata alle femminucce, perché questo è il disco ideale per fare bene le pulizie della casa. Inizierete dall’arrotolare il vostro bel panno sulla testa per raccogliere i capelli, strizzate attentamente lo straccio nel detersivo, e fate sempre sì con la testa: fa molto rock anche se al vicino che vi vede dalla finestra sembrerete un po’ sceme.

Senza che ve ne sarete accorte siete già a The Memory Remains, starete passando il Viakal sul rubinetto e lo spazzolino del wc sarà quasi pronto dopo l’immersione di un quarto d’ora nel cloroformio. Prima di passare ai pavimenti, fermatevi e godetevi One sul divano, bevete un caffè, vi riprende. Se siete proprio delle cattivelle e girate per casa sculettando e senza reggiseno, allora sputate un “motherfucker” a squarciagola, fatevi una 66 tutta d’un sorso ed emettete il vostro classico ruggito d’acchiappo.

Vi sembra più umiliante per i Metallica o per il gentil sesso? Nel primo caso, niente paura, vale per tutti, maschietti e donzelle, ma ogni tanto ci vuole anche il luogo comune. Nel secondo caso, beh, se la sono cercata loro. La mia opinione su Dutch Dynamos (e non sui Metallica in generale), a distanza di quasi due anni è solo di poco migliorata. Diciamo che dopo il picco minimo, di delusione per il live nei confronti di una delle mie band preferite, siamo ora nella fase di stallo, né peggio, né meglio. Stabile. Un’altra cosa: e se la rovina degli ultimi Metallica, fossero i loro stessi “fans”?  Comunque, ve lo consiglio, magari sono io che a forza di ascoltarlo a palla ho perso l’udito.

Colombiani in rivolta per i Metallica

25 Mar

Quel che doveva essere uno degli eventi più attesi, è finito con 160 arresti: i Metallica si sarebbero dovuti esibire in Colombia dopo oltre dieci anni, ma una grossa rissa scoppiata all’ingresso del luogo del concerto ha obbligato a far rinviare il tutto.

È successo lo scorso 10 marzo, quando circa seicento persone sprovviste di biglietto si sono avvicinate al luogo del concerto, superando le barriere di sicurezza e creando per quasi 45 minuti una vera e propria guerriglia urbana che ha coinvolto 1500 agenti in tenuta antisommossa e varie centinaia di manifestanti che, nel corso del pomeriggio, avevano già danneggiato gravemente auto e vetrine di negozi nel centro di Bogotà. Il bilancio finale è stato di quattro poliziotti e di quattro spettatori feriti, fortunatamente in modo non grave.

Metallica – Dutch Dynamos (1999)

16 Ott

Artista/Gruppo: Metallica
Titolo: Dutch Dynamos
Anno: 1999
Etichetta: Mastertracks

Guadagnavo circa 450 mila lire a settimana, era il 2000 e ogni sabato, preso lo stipendio, andavo al negozio di dischi e compravo un cd dei Metallica. Fu così, con questo gruppo metal, che iniziai ad avvicinarmi al rock. Vien da se che la band di Los Angeles per il sottoscritto rappresenta molto più di un qualsiasi altro gruppo. Sebbene con il tempo (sono passati quasi undici anni da allora) il mio orecchio si sia affinato, da quando volevo soltanto finire la discografia dei “quattro cavalieri” ad oggi, in cui mi cibo di tutto e di più. Con ciò non voglio dire, come molti qualunquisti dell’arte amano fare, che la musica dei Metallica sia da adolescenti e quando diventi più grande inizi ad allontanartene. Niente di più lontano dalla realtà. Ho amato i Metallica e li amo tutt’ora, quando penso a un esempio il primo gruppo che mi viene in mente sono loro. E proprio per questo mi sento di poter anche abbozzare delle critiche, a un gruppo che credo di conoscere molto bene. Dunque, ogni qualvolta mi reco ad ascoltare un loro album, la sensazione è di esaltazione mista a malinconia. Esaltazione perché restano sempre un importantissimo tassello nella mia storia musicale, malinconia perché spesso mi trovo a dover quasi disprezzare produzioni che allora mi parevano irraggiungibili per chiunque altro.

Un colpo quasi fatale nella mia percezione i Metallica lo hanno subito durante l’Heineken Jammin’ Festival del 2003 a Imola, loro alla prima serata, gli Iron Maiden all’ultima. Ovviamente, per chiunque abbia vissuto da vicino la vita del metal (cosa che io facevo con tanto di Metal Hammer fisso nello zaino), la contrapposizione tra Maiden e Metallica andava oltre la differenza tra heavy metal inglese e americano. C’erano dentro stili di vita, politiche, qualità, timbri vocali, quantità dei componenti, e anche innovazione e sperimentazione. Diciamo che la distanza che separava, fino almeno agli anni ’90, gli amanti di una o dell’altra band, somigliava tanto alla distanza che ancora oggi si frappone tra i pro Beatles e i pro Rolling Stones. Io stavo con i Metallica. Ma quel concerto di Imola oggi mi ricorda un po’ ciò che accadde a Ecateo di Mileto, una volta fatto ingresso nel tempio egiziano di Amon-Ra. Ecateo vide crollare la credibilità dei miti della sua amata Grecia, così come, una volta preso contatto con gli Iron Maiden dal vivo, crollò per me la credibilità del mio vecchio mito dei Metallica, i quali non erano più irraggiungibili, anzi, erano stati di gran lunga superati. L’epopea dei Metallica per me poteva dirsi conclusa, purtroppo, dico, ma non era colpa loro, ero io piuttosto che arrivavo tardi all’appuntamento.

Ci misi del tempo a farmene una ragione e oggi con questa recensione cerco il coraggio per defilarmi un po’ dai vecchi preconcetti bigotti. E lo faccio con un disco dal vivo, proprio a suggellare quelle sensazioni provate in Emilia. Dutch Dynamos, bootleg dei re dei bootleg, gli olandesi, concerto ad Eindhoven, l’Arena e Hetfield che inneggia alla sua. Insomma quei «Come on Eindhoven, motherfucker!!! We are Metallica…», come un sigillo, e poi bla bla bla, che solo lui sa stropicciare così bene e far sembrare epico anche ciò che è grettamente voluttuoso e costruito. La sua voce per esempio, finita in cantina da tempo, o forse annacquata come il whiskey nella giara del ’98, quando i Metallica erano già morti sotto una coltre di polvere e però nessuno se ne era accorto, o forse in molti facevano finta di non vedere. La formazione è la stessa di album come …And Justice for All e Black Album, con il terzetto base composto dai soliti Hetfield alla voce, Ulrich alla batteria e Hammett alla chitarra solista, e con Jason Newsted al basso, due anni prima del suo addio, data spartiacque tra i vecchi Metallica e i melensi e troppo, troppo crossover Metallica successivi.

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Metallica – Metallica (1991)

29 Mar

Artista/Gruppo: Metallica
Titolo: Metallica
Anno: 1991

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Conosciuto ai più come Black Album, la quinta fatica dei Metallica porta lo stesso nome del gruppo, Metallica, cioè quello che in discografia si dice disco omonimo. Nero, come il metal che ha contraddistinto la band californiana, riferito ovviamente alla tendenza del gruppo di Ulrich e Hetfield (coproduttori del disco assieme a Bob Rock) di affrontare sempre temi struggenti, ansiolitici, esistenziali, di assoluta chiusura verso il mondo esterno.

Assieme a un serpente visibile solo in controluce, nell’inside della copertina troviamo quattro volti in serigrafia dei componenti del gruppo: Lars Ulrich, James Hetfield, Kirk Hammet e Jason Newsted, rispettivamente batteria, voce, chitarra e basso. Nero e oro, gli stessi colori che contraddistinguono una delle ultime Les Paul di Hammet, che in questo disco, forse, più che in altri, mostra la sua vocazione a spaziare oltre gli spartiti metal, scandagliando universi rock fino ad allora mai toccati dai Metallica.

Questo è l’album che consacra la band e la fa conoscere al grande pubblico grazie al classico Nothing else matters, orchestrata dal direttore Michael Kamen, lo stesso che nel 1999 dirigerà l’Orchestra Sinfonica di San Francisco per il doppio album Metallica & Sinphony, esperimento semi-azzeccato di fondere metal e classica assieme. Brano che comunque resterà un grande equivoco, come sentenzieranno i fan dei Four horsemen dei primordi, perché seppur di struggente bellezza nella sua semplicità, racchiude in se una certa lontananza dal puro stile Metallica tanto amato dai chiodi.

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