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Morgan – Canzoni dell’Appartamento (2003)

9 Mar

Si può fare pop e ricordarsi del rock, tracciarlo, considerare che in fin dei conti molto nasce da lì. Quindi con riconoscenza, abbozzare angoli di buona musica e nel riquadro collocarsi allo specchio e compiacersi per un’opera prima, questa del Morgan solista, che in fin dei conti – tra piccole cadute e recuperi improvvisi – tutto sommato non lascia l’amaro in bocca alla fine dell’ascolto. Dentro Canzoni dell’Appartamento c’è di tutto, dall’enorme distanza che separa la critica tra detrattori ed estimatori, ai Bluvertigo (apprezziamo la non negazione del passato), la tradizione cantautoriale italiana rielaborata in chiave semi-rock, a tratti il tripudio degli archi che suonano barocchi ma mai ridondanti, e pillole di sapienza musicale che fanno di Morgan (come scritto anche da Foxtrot), uno dei più grandi rimpianti che la musica italiana abbia prodotto nelle ultime decadi.

Per l’appunto, un prodotto, quello che Morgan è diventato con il tempo, ma questo è un altro discorso. Canzoni dell’Appartamento va ascoltato, riascoltato, con stati d’animo diversi, anche se racchiude un senso di malinconia nonostante il ritmo spesso veloce e incalzante. Notevoli sono Altrove, Crash (Storia di un Inventore), Aria, Non Arrossire (cover dell’omonima di Gaber) e Se (if) – cover della più celebre If dei Pink Floyd contenuta in Atom Heart Mother.

Testi minimal, emozionali, istintivi e talvolta sconnessi ne fanno un campione di nonsense misto a ricercata leggerezza. Ma c’è anche l’occhio lungo sul marketing e se vogliamo, la scelta di una Canzone per Natale, in un album uscito a maggio, fa di Canzoni dell’appartamento un disco-panettone, anticipato…

Bluvertigo – Acidi e basi (1995)

16 Apr

Artista/Gruppo: Bluvertigo
Titolo: Acidi e Basi
Anno: 1995
Etichetta: Sony BMG

Permettetemi una piccola premessa…quando abbiamo deciso di iniziare questa esperienza di condivisione delle nostre conoscenze musicali, abbiamo tutti concordato su un punto fondamentale: divulgare le emozioni e le sensazioni che un album provoca al suo ascolto a colui che poi lo andrà a recensire…beh allora concedetemi la libertà di poter dare e motivarvi la sensazione che ancora oggi riecheggia in me quando alla mente ritornano le note dell’album Acidi e Basi dei Bluvertigo: rabbia!!

Si, rabbia…e non si stratta di un’esternazione dettata dalla qualità dell’album in se o riferita ad una performance particolarmente scadente di uno specifico musicista; quello di cui parlo è ben altro…la rabbia alla quale faccio riferimento nasce dalla mia passione per la buona musica e dalla conseguente delusione che provo nel costatare che questo gruppo aveva veramente delle ottime potenzialità che, se coltivate, nel corso degli anni sarebbero potute sfociare senza dubbio in delle produzioni veramente importanti.
Invece il tutto è svanito irrimediabilmente in una bolla di sapone per via di interessi totalmente commerciali o a causa di pseudo-progetti di vita mondana, che tra l’altro poco si addicono a quanto dispensato a piene mani all’interno dell’album…tutto ciò è veramente un peccato poiché la musica nostrana avrebbe tratto sicuramente grandi benefici dal poter avere a lungo un gruppo alternativo di ottimo livello.

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